6 gennaio: addio pista nera per il delitto Mattarella

Alla fine si sono arresi. L’ultimo anniversario dell’omicidio del fratello, trascorso al Quirinale da Sergio Mattarella, è il giorno della rotta dei pistaroli. Per anni, in omaggio al Presidente, hanno inseguito le più improbabili tracce per avallare la “pista nera”. Una fantasmagorica perizia su un revolver, una targa accroccata in cui la sequenza numerica non coincideva. Di tutto, di più. Incuranti dell’autorità di don Masino Buscetta, deciso nello spiegare che la Cosa Nostra di Riina non aveva proprio bisogno di importare killer a Palermo. E finalmente sul ponte sventola bandiera bianca …

L’articolo di la Repubblica

Quarantadue anni dopo, è ancora un mistero. Resta senza nome il killer che il giorno dell’Epifania del 1980 scaricò otto colpi contro Piersanti Mattarella, il presidente della Regione siciliana, l’uomo del rinnovamento, era il fratello dell’attuale presidente della Repubblica. È l’unico delitto eccellente di Palermo, ordinato dalla Cupola mafiosa, su cui i pentiti hanno saputo dire ben poco a proposito del commando che entrò in azione. Forse, perché il killer e il complice che guidava una Fiat 127 non erano mafiosi, ma terroristi dei Nuclei armati rivoluzionari: era l’ipotesi del giudice Giovanni Falcone, ripresa nel 2018 dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvatore De Luca e dal sostituto Roberto Tartaglia, oggi vice capo del Dap.

Un’inchiesta ampia, ma prove non ne sono arrivate, nonostante un certosino lavoro di ricostruzione svolto dai carabinieri del Ros sulle armi e i proiettili di 33 delitti commessi dai Nar fra il 1977 e il 1981. È stato impossibile fare le comparazioni con i proiettili dell’omicidio Mattarella, usurati dal tempo. E ora l’inchiesta sulla pista nera va verso l’archiviazione. LEGGI TUTTO

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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