8.2.82, Palmi: tre br pestano la dissociata Immacolata Gargiulo

immacolata Gargiulo

Palmi (Reggio Calabria). Nel supercarcere tre brigatiste · durante l’ora d’aria – tentano di uccidere una quarta brigatista “pentita”, Immacolata Gargiulo, 25 anni, di Salerno, che rimane ferita gravemente. A colpire, con i pesanti zoccoli dì legno e poi con un pezzo di vetro e un punteruolo, sono tre Br dell’ala movimentista di Senzani: le sorelle Angela e Omelia Vai, 30 e 22, di Asti, e Maria Rosaria Roppoli, 30, anche lei di Salerno. La Gargiulo e le altre appartenevano alla “colonna Fabrizio Pelli” e sono accusate dell’omicidio del giudice Nicola Giacumbi (16 marzo ’79, a Salerno).

Così la ricerca Isodarco “Vent’anni di violenza politica“. Le fonti prevalenti sono i quotidiani e così sono diversi gli errori. Immacolata Gargiulo è una dissociata che fa parte della colonna Pelli, un gruppo autonomo di aspiranti brigatisti che per candidarsi uccide il procuratore capo di Salerno Nicola Giacumbi e soltanto dopo il delitto entrerà in contatto con la neonata colonna napoletana, che soltanto due mesi dopo debutterà con l’omicidio dell’assessore regionale Pino Amato. I pentiti non stavano nelle supercarceri in contatto con i prigionieri politici ancora attivi. Così come è esagerato il titolo dell’Unità: più sobriamente la Stampa parlerà di un pestaggio e di “condizioni non gravi”

Immacolata Gargiulo vittima del Pcc

Le tre che la colpiscono sono state tutte militanti a Torino. Angela Vai e Roppoli nella colonna torinese delle Br che in gran parte alla scissione si è schierata con il PCC. Ornella Vai (e non Omelia) è una militante dei Reparti comunisti d’attacco. Uno spin-off di “Rosso” attivo sull’asse Milano-Varese-Torino. Angela Vai è la compagna di Raffaele Fiore, Roppoli è la fidanzata di Patrizio Peci. Si è consegnata dopo aver incontrato suo fratello Roberto. Il pentito aveva voluto rassicurarla che l’avrebbe tenuta fuori dalle sue confessioni. Lei rifiuta il favoritismo, si consegna e lo bolla di infamia.

Uno che comunque molte cose le sa, Prospero Gallinari, sostiene che l’attacco è opera del Partito guerriglia. In realtà a Palmi ad attaccare è il PCC e la vittima è riconducibile all’area avversaria. Interessante comunque la ricostruzione della dinamica dello scontro nelle carceri in quel periodo devastante. Secondo il leader brigatista i senziani non ce l’hanno solo con i pentiti ma anche con gli “arresi” e con la scelta del PCC di proclamare la “ritirata strategica”.

La ricostruzione di Gallinari

Nel carcere questa campagna ha effetti devastanti. Anche perché si incontra con quella, di segno contrario, fomentata dal Partito Guerriglia, che predica lo scontro totale e getta nella costernazione la massa dei nuovi arrestati, già provata da imputazioni cervellotiche e dal trattamento subito nelle caserme di polizia e carabinieri. I dubbi si diffondono. Molti compagni scompaiono dalla sera alla mattina, diretti verso le aree omogenee che il Ministero mette velocemente a disposizione per incrementare le defezioni.

I pestaggi degli ammittenti

Questa situazione porta in breve tempo all’impazzimento della dialettica e delle contraddizioni interne. Basta aver ammesso qualcosa davanti al giudice, basta un minimo, non certo glorioso ma in fondo marginale cedimento, per essere dichiarati nemici. Ci opponiamo come possiamo a questa deriva. Spesso, anche mettendo in gioco fisicamente noi stessi. Ma, nel carcerario, la sproporzione delle forze fra noi e il Partito Guerriglia è totale, e le aggressioni verso gli ammittenti, o presunti tali, diventano una pratica ripetuta.

Si pesta Immacolata Gargiulo nel femminile di Palmi, si aggredisce Maria Giovanna Massa a Voghera, che sfugge per miracolo alla morte, e Maria Grazia Biancone a Latina. Quest’ultima ha ammesso davanti ai giudici una serie di fatti riguardanti se stessa, ma in realtà viene attaccata anche come arresa, per la colpa di far parte della componente che ha dichiarato la ritirata strategica. Sono avvenimenti che rappresentano la punta dell’iceberg di un clima che attraversa le carceri nel 1982.

L’omicidio Di Rocco a Trani

Il vertice si raggiunge a Trani, dove nell’estate viene ucciso Ennio di Rocco, militante del Partito Guerriglia, accusato di avere parlato durante gli interrogatori. Ed effettivamente ha parlato. Dopo tre giorni di torture selvagge a cui non ha saputo resistere, ma che non lo hanno indotto a saltare definitivamente il fosso. Non ha voluto firmare le dichiarazioni con le quali ha consentito all’Antiterrorismo di azzerare la struttura dirigente del suo partito. Ha chiesto ripetutamente di essere tolto dall’isolamento e collocato insieme agli altri detenuti politici.

Alla fine, è stato inviato nello speciale di Trani. Qui, davanti ai militanti del Partito Guerriglia, non nega le sue responsabilità, racconta delle sevizie subite, e si rimette al loro giudizio. Nella rivendicazione della sua esecuzione i “Proletari prigionieri per la costruzione dell’organismo di massa del campo di Trani” negano che la tortura possa costituire un’attenuante per la collaborazione sia pure temporanea col nemico, e aggiungono che “un pericoloso puntello a questo alibi viene da quelle posizioni all’interno dello stesso movimento rivoluzionario che si rifanno alla linea della ritirata strategica“.

I giudici su Immacolata Gargiulo

Fin qui Gallinari, che omette l’altro caso atroce di Giorgio Soldati. Un ex Pl in contatto con i senziani, ucciso per le ammissioni sotto tortura a Cuneo, ma le modalità sono del tutto simili.
Quanto alla “posizione giudiziaria” di Immacolata Gargiulo dirimente è la motivazione della sentenza della Corte d’assise d’appello di Potenza che le riduce la pena da 20 anni a 11 anni e sei mesi per l’omicidio Giacumbi. Le spettano i benefici della legge 304/82 per i collaboratori di giustizia perché le sue confessioni hanno permesso di arrestare e condannare i complici ma le negano l’identità di autentica “pentita” e per la sua condotta “politica” ambigua partono per determinare la condanna dal massimo della pena, dilungandosi in valutazioni “politiche” ed etiche di discutibile rilevanza giudiziaria.

Immacolata Gargiulo, tutt’altro che pentita

immacolata gargiulo

Gli obiettivi di Immacolata Gargiulo

immacolata gargiulo

L’irriducibile personalità rivoluzionaria di Immacolata Gargiulo

immacolata gargiulo

Immacolata Gargiulo ha un disprezzo assoluto per la vita

immacolata gargiulo

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.