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Sport

Il mistero degli striscioni della Curva giallorossa (ma nera)

La verità è che nessuno ha ben chiaro che verminaio di sia dietro la morte di Ciro Esposito. La rabbia politica dei fasci della Curva Sud, affari e misteri.

redazione
domenica 5 aprile 2015 18:38

Lo spettacolo indegno della curva giallorossa col calcio potrebbe aver poco a che fare. Sembra che tutto nasca nell'ambito del cuore nero fascista della Curva Sud, interpretabile piuttosto come guerra politica che come guerra tra ultras. Scrive Ugo Maria Tassinari su Fascinazione sotto il titolo " La mamma di Ciro, la figlia del senatore: le ragioni politiche di uno striscione vergognoso": "Impegnata attivamente nel sociale e più volte presente a manifestazioni di beneficenza nel nome di Ciro, Antonella Leardi è oggi accusata di lucrare sulla morte del figlio, per raccogliere approvazioni e magari racimolare denaro. Ad accusare la donna è Emmanuela Florino, figlia del noto senatore (MSI), che incurante della rilevanza mediatica che avrebbe avuto un suo commento pubblico su Facebook, esprime il suo parere puntando il dito contro la madre di Ciro.

"Con tutto il rispetto per la memoria di Ciro. Vedete... sono queste le cose che mi fanno venire il voltastomaco. Un libro per lucrare sulla morte del figlio. Indefinibile. Che gente".

Scrive ancora Tassinari: "...la morte di Ciro matura sicuramente in un contesto di scontro tra ultras ma ben presto si carica di significato politico. Perché Daniele De Santis è un ultrà nero, perché Ciro e la sua famiglia sono compagni e questa contrapposizione politica innerverà tutta la vicenda, caricandola di ulteriori elementi di tensione. E così Emanuela che non è solo figlia d'arte ma una dirigente politica a tutto tondo può tranquillamente anticipare lo slogan della curva giallorossonera".

Ma poi leggendo bene tra discussioni e commenti, emerge un solo dato certo: nessuno sa veramente che cosa sia successo a Roma quando, prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina si sono affrontati due gruppi di ultras. Non si sa neanche se lo scontro avesse una matrice politica o economica, se si trattasse di un regolamento di conti per affari, per politica o per calcio. Si sa solamente che un ragazzo che probabilmente c'entrava poco o niente è morto ammazzato con un colpo alla schiena e che Daniele De Santis, che la curva giallorossonera esalta come Danielino, è accusato. Con una ricostruzione davvero parziale del fatto.

E sappiamo che la Roma calcio degli americani è latitante... Troppo attenta a portare a casa lo stadio milionario a spese della collettività romana. Il resto è noia.