Emiddio Novi, il mio maestro di giornalismo

Due anni fa ci lasciava Emiddio Novi. Vi propongo i miei interventi in suo ricordo: un post a caldo, l’articolo per il Dubbio voluto dal figlio Errico, l’intervista a Radio Shamal nel trigesimo, l’intervento alla commemorazione al Maschio Angioino

Fascinazione: un pensiero commosso

Con Emiddio Novi, morto in un tragico e assurdo incidente a sant’Agata di Foggia, suo paese natale, se ne va il mio unico maestro di giornalismo. Nei prossimi giorni, a ciglio asciutto, ricorderò, spero degnamente, la sua figura di leader, capace di cambiare numerose appartenenze di partito ma restando saldamente ancorato a un progetto, a una visione, alla strategia di una destra antagonista al sistema politico occidentale e al potere del grande capitale finanziario. Oggi no, si affollano i ricordi di otto anni di quotidiana frequentazione LEGGI TUTTO

Il Dubbio: un fascista libertario

C’è qualcosa che fa sorridere in questa tragedia e cioè nella morte di Emiddio Novi, per 12 anni parlamentare assai anomalo in Forza Italia ma soprattutto maestro di giornalismo per me e tanti altri colleghi figli di un dio minore, orgogliosamente fuori e contro la stampa mainstream. Oggi il cordoglio e la commozione sono generali ma 30 anni fa, quando andava a finire la Prima repubblica, Emiddio era odiatissimo dallo stato maggiore e da gran parte della categoria. Perché, pur essendo approdato in area socialista, nessuno gli perdonava la militanza dichiaratamente fascista della sua gioventù.

Dal ’68 nero di Università europea ai vertici del Fronte della Gioventù per poi animare, con Pietro Golia, una scissione peronista che organizzò le prime liste di lotta dei disoccupati a destra. Emiddio aveva la capacità, confermata negli esiti successivi, di restare ancorato a un progetto, a una visione, alla strategia di una destra antagonista al sistema politico e al potere del grande capitale finanziario, pur in un apparente mutevolezza delle appartenenze di partito.

Con orgoglio e riconoscenza uno dei suoi fratelli minori, Sergio Califano ricorda: “Nell’80 Lauro – che oltre a essere molto ricco era monarchico – affondò e si portò appresso il Roma. Mentre la tipografia colava a picco e finiva sul fondo del mare, i più svelti si svegliarono democristiani, socialisti, liberali, e cominciarono a bivaccare nelle anticamere del Mattino e della Rai. Emiddio raccolse la pattuglia dei duri e puri e comunicò: “Io e i miei amici restiamo fascisti e non ci vendiamo a nessuno”. E furono anni di fame, per lui e per i duri e puri”. La sua fortuna fu allora che, come molti grandi uomini, aveva al fianco una grandissima donna, Pina. LEGGI TUTTO

L’intervista a Radio Shamal

La mia intervista a Radio Shemal nel trigesimo.

Il memorial al Maschio Angioino

Lunedì scorso ho partecipato al meeting organizzato dalla famiglia Novi per celebrare il ricordo di Emiddio, il mio mentore. Un incontro intenso, partecipato, commosso, nella sala dei Baroni. Tra tutti gli interventi, qui disponibili su Radio Radicale, raccomando l’ascolto di quello di Antonio Bassolino, il suo principale avversario. Una lezione di politica e di etica civile. A me è toccato il compito di restituire la sua lezione di giornalismo. Quattordici minuti per raccontare otto anni indimenticabili. 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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