Piazza nera, piazza rossa. A Roma fascisti e ultras si menano, a Milano 5mila con i Cobas

Due citta’, due manifestazioni, due piazze diverse. Motivazioni diverse ma rabbia in entrambe, con bersaglio principale l’esecutivo Conte. Ma solo questo il tratto comune. Perché poi oggi Roma e Milano hanno mostrato due volti diversi nel manifestare.

Botte e arresti al Circo Massimo

Nella capitale, al Circo Massimo, erano di scena i militanti di Forza Nuova e gli ultras. Tra i bersagli di attacchi non solo verbali sono finiti ancora una volta i giornalisti. Teppisti hanno lanciato sui cronisti ptesenti vasi, bottiglie e petardi, come pure è stato fatto verso le forze dell’ordine. E ci sono stati anche scontri tra bande rivali, con bilancio provvisorio due arrestati – violenza e resistenza a pubblico ufficiale – 15 fermati e 142 diversi identificati in quanto in possesso di fumogeni. A innescare la bagarre l’incazzatura di Giuliano Castellino con Simone Carabella. Il leader romano di Forza Nuova ha interrotto le interviste video del “blogger nazionalista”, intimandogli “Perché parli”. Poi gli avrebbe allungato un ceffone, a detta del blogger (“‘na pizza’). A questo punto i giornalisti si riavvicinano a Carabella ma prima una donna con mascherina, una funzionaria Digos, li invita a stare a distanza, poi dal fondo parte una carica che costringe i giornalisti a scappare. Dalle fila dei manifestanti si alza il coro “giornalisti terroristi”.

Saluti romani, duce duce e giornalisti terroristi

Dal palco gli organizzatori della manifestazione hanno urlato: “ragazzi state rovinando tutto”. Hanno poi letto una preghiera per tutti i morti in Italia per coronavirus. Un manifestante ha esortato a “non cadere nei tranelli. Aspettavano solo questo – ha aggiunto – forse era tutto preparato”. Non sono mancati saluti romani durante l’inno di Mameli in avvio. La manifestazione era organizzata per contestare le politiche del governo durante la fase di lockdown. In molti indossavano magliette bianche. Intonati cori “liberta’, liberta’”, e oltre all’inno nazionale anche la musica incalzante della Cavalcata delle Valchirie di Wagner. Le forze dell’ordine hanno blindato il Circo Massimo. Alcuni manifestanti hanno anche inneggiato al Duce.

 “Tutto quello che diremo verrà censurato – l’accusa ai giornalisti -, ma noi vi paghiamo con le vostre tasse, potete tornarvene a casa, giornalisti di Stato, tanto tutto quello che diremo verra’ censurato”. Accusa sottolineata dai cori contro i “giornalisti terroristi”. Parole contro cui si è subito levata la voce della Fnsi attraverso segretario e presidente, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti: “La Federazione della Stampa mette a disposizione i propri legali ed è pronta a costituirsi parte civile nei procedimenti che inevitabilmente inizieranno dalle aggressioni odierne”.

I lavoratori in centro a Milano

Nel capoluogo lombardo, con una partecipazione che per gli organizzatori e’ stata stimata in almeno 5mila persone, la manifestazione era organizzata da due sigle dei sindacati di base, Adl e Si Cobas. E spiccava lo striscione con scritto “Assassini, le vite valgono più dei vostri profitti”. Ai presidi hanno partecipato diverse sigle di sinistra e antagoniste, tra cui anche i Carc, Comitati di resistenza per il comunismo, gli stessi che nei giorni scorsi hanno realizzato la scritta “Fontana Assassino” in zona Crescenzago, rivendicando il gesto.

Alla manifestazione milanese si sono associate anche le Brigate Solidali e il cuore della protesta è stato in via Larga, dove ha sede l’Assolombarda, per denunciare “la collusione del governo con Confindustria” e una delegazione di Adl Cobas ha consegnato lo striscione, in modo simbolico per evidenziare “l’interesse del governo nel tutelare le imprese non i lavoratori e le lavoratrici”. La manifestazione si è quindi conclusa in piazza Duomo, ribadendo la contrarietà alle politiche economiche dell’esecutivo Conte e rilanciando la richiesta di maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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