31 maggio 1979, Genova: le Br gambizzano preside in aula e chiudono il mese di fuoco contro la Dc

La mattina del 31 maggio 1979 clamoroso attacco delle Brigate rosse genovesi che entrano in azione in un’aula universitaria affollata per una sessione di esame della Facoltà di Giurisprudenza. E’ il culmine di una campagna contro la Democrazia Cristiana iniziata un mese prima, il loro modo di partecipare alla campagna elettorale.

24 aprile : Giancarlo Dagnino

Poco prima delle 21, nel quartiere Castelletto, un commando composto da Livio Baistrocchi, Carlo Bozzo e un terzo uomo ferisce il segretario provinciale della Dc. Dagnino rientra da una riunione in sede per la composizione delle liste, parcheggia l’auto e si avvia verso casa, imboccando una ripida creuza. A far fuoco è Baistrocchi che usando due pistole (la prima si è inceppata, tanto che il politico pensa a uno scherzo) spara dieci colpi colpendo entrambe le gambe. Il portiere del palazzo sente gli spari e si affaccia ma non vede la vittima che è caduta dietro un’auto. Solo sentendo i lamenti, lo raggiunge e lo soccorre.

30 aprile: Giuseppe Bonzani

Il direttore del più grande stabilimento Ansaldo di Genova, il G.T. di Sampierdarena, 49 anni, è gravemente ferito mentre rientra a casa in auto. L’attacco anomalo contro il manager, che è legato politicamente alla Dc nazionale, si spiega con il fatto che gli è stato assegnato un metronotte che vigila sotto casa nelle ore di uscita e di rientro. Un’auto con a bordo Lorenzo Carpi e Francesco Lo Bianco sorpassa Bonzani e poi si fa tamponare. Sopraggiungono due in moto. Guida Luca Nicolotti, fa fuoco Piero Panciarelli. 5 colpi raggiungono il bersaglio. La vittima perde molto sangue e arriva in ospedale in prognosi riservata ma si salverà.

23 maggio: Rossella Sborgi

E’ un’esponente dell’associazionismo, presiede l’Azione cattolica femminile ed è consigliera comunale. La ammanettano alle scale di casa e fotografano con un cartello al collo mentre va al lavoro di insegnante. Sono quasi le 8 in una palazzina di via Dogali. Le versano in testa un barattolo di colla prima di fuggire. Niente spari né percosse. Un’evidente espressione del codice sessista delle Br.

29 maggio: Enrico Ghio

Commercialista, 56 anni, sposato con 3 figli, è candidato alle elezioni europee. E’ uscito di casa per andare a piedi al vicino studio. La prudenza di cambiare orari e di guardarsi attorno non serve. Si accorge troppo tardi dell’uomo che lo ha seguito che gli sta per sparare. Un intero caricatore ma solo 3 colpi a bersaglio, due alla gambe uno al mignolo destro spappolato. Il brigatista non sarà mai identificato.

31 maggio: Fausto Cuocolo

E’ preside a Giurisprudenza, dove insegna Istituzioni di Diritto pubblico, ha 48 anni ed è capogruppo in consiglio regionale. Sono le 9,30, all’aula del terzo piano di Via Balbi Cuocolo siede in cattedra con due assistenti. Sono presenti 30 studenti. Appena cominciato il primo esame entra un uomo barbuto, vestito sportivo, impugnando un’arma silenziata. Si presenta come brigatista, rassicura i presenti, invita a tenere la calma. Un secondo brigatista controlla la porta e tiene sotto tiro un bidello.

Il primo uomo fa spostare gli assistenti e invita Cuocolo a portarsi in un angolo. Spara otto colpi 7,65 in rapida successione, il professore cade a terra dopo i primi due. Il commando era composto da altre due persone, tra cui una donna. A sparare è Edoardo Gambino, il palo in aula è Luca Nicolotti, gli altri due in copertura il giovanissimo Cristiani, che era stato descritto come un “trentenne nervoso”, la donna è Angela Scozzafava.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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