Venerdì 11 aprile (1975): la tragedia della Flobert e il flop di Lotta Continua

Venerdì 11 aprile 1975, alle 13,25, una terribile esplosione distrugge la Flobert, una fabbrica che produce proiettili d’arma giocattolo e fuochi d’artificio, situata alla contrada Romani a Sant’Anastasia, alle pendici del Monte Somma, nel Vesuviano. La canzone contro le morti bianche è degli Zezi, il gruppo operaio di Pomigliano d’Arco, che innesta sulla tradizione musicale folclorista i temi e i ritmi delle lotte operaie e sociali degli anni Settanta.

Due colonne di piede

Due colonne di piede in prima pagina. Nel mio mestiere è meglio non farsi mai mastri, ma in questo caso è veramente clamorosa la sottovalutazione del desk di Lotta Continua che fa tempo a scrivere che i morti sono saliti a 11 ma non a cambiare l’impaginazione della notizia

La grande spalla della Stampa

Persino la Stampa di Torino dedica alla tragedia una spalla di prima a sei colonne. Una testata che è cresciuta alla scuola di Benedetti, un direttore per cui se cadeva un aereo in Pakistan con 150 morti nell’occhiello andava precisato che non c’erano vittime piemontesi

La mezza toppa dell’Unità

L’Unità trova una soluzione grafica brillante. Fermo il diktat politico che impone di dare il titolo a 9 colonne alla riunione del Comitato centrale del partito in vista delle elezioni di giugno, piazza comunque una spalla attaccata al titolo di testa a sei colonne. Resta però il dubbio: come si fa a definire la Flobert una “fabbrica di giocattoli”?

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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