13 anni a Daniela Klette per rapine, dopo trenta nell’ombra

[Ansa] Felpa blu, jeans, scarpe da ginnastica, andatura rilassata, capelli raccolti, borsa a tracolla: così si è presentata in tribunale acclamata dai suoi sostenitori l’ex terrorista della Raf Daniela Klette. La sua latitanza trentennale è finita a Berlino nel febbraio 2024, quando è stata rintracciata mentre viveva in un appartamento di una tranquilla strada del quartiere di Kreuzberg.

Oggi, Daniela Klette è stata condannata, tra i fischi dei seguaci, a 13 anni di carcere per rapine a mano armata commesse tra il 1999 e il 2016 con i suoi complici Burkhard Garweg ed Ernst-Volker Staub per finanziare la loro vita clandestina. Klette, 67 anni, era – per chi l’ha conosciuta durante la sua latitanza – una persona come le altre, gentile, cordiale e taciturna, la “padrona del cane Malaika“.

30 anni nascosta alla luce del sole

Chi le stava attorno non era a conoscenza della sua attività all’interno della rete Raf, gruppo di estrema sinistra che ha sconvolto la Repubblica Federale di Germania negli anni ’70 e ’80 con attentati, rapimenti e omicidi commessi in nome della lotta contro lo Stato. Gli investigatori della scientifica e la polizia avevano portato via dalla sua casa, situata in un fatiscente complesso residenziale degli anni ’50, scatole e borse, documenti falsi, parrucche, baffi adesivi, la sua bicicletta, ma non solo.

I suoi vicini – evacuati durante la notte a causa del ritrovamento di armi come un finto bazooka, pistole, munizioni e un fucile d’assalto – hanno tentato poi di capire davvero chi avessero vissuto vicino a loro. Klette ha trascorso più di trent’anni nascondendosi alla luce del sole, conducendo una vita semplice, preparando biscotti per i vicini. Questi ultimi hanno raccontato che la donna dava lezioni private di matematica e tedesco agli scolari del quartiere.

E ora i reati politici

Per diversi anni è stata attiva in un centro culturale brasiliano, dove praticava la capoeira. Mentre era ricercata ha partecipato anche al “Carnevale delle Culture”, una colorata parata di strada a Berlino. La donna faceva parte della terza generazione della Raf: il gruppo di guerriglia urbana si sciolse nel 1998 e Klette e i suoi due complici entrarono in clandestinità. Per lei i guai giudiziari non sono ancora finiti, poiché è imputata per la partecipazione a tre attentati compiuti per motivi politici tra il 1990 e il 1993, oggetto di un procedimento separato.

Una giapponese a Berlino: è finita la fuga

Daniela Klette: la foto segnaletica

E’ una storia bellissima e triste quella di Daniela Klette L’ex militante della “terza generazione” della Raf è rimasta più di 25 anni latitante. Si è mantenuta con le rapine. Ora la polizia cerca gli altri due ex guerriglieri suoi complici nella lotta armata e poi nei salti del bancone

Una ex militante della “Raf”, Daniela Klette di 65 anni, è stata arrestata a Berlino per un tentato omicidio e una serie di rapine compiute, tra il 1999 e il 2016. Lo riferisce l’agenzia Dpa citando fonti della sicurezza. La donna era ricercata assieme ad altri due militanti della “Rote Armee Fraktion” (Raf), Burkhard Garweg, di 55 anni e Ernst-Volker Staub (69). La Procura ipotizza comunque che le rapine non abbiano avuto un movente politico ma sarebbero servite ai tre solo per ottenere denaro.

Staub, Klette e Garweg appartenengono alla cosiddetta “terza generazione” della Raf. Quella che uccise l’allora capo della Deutsche Bank, Alfred Herrhausen, e Detlev Karsten Rohwedder, il capo della Treuhand. Il disciolto ente ha gestito le privatizzazioni nella ex-Ddr.

L’arresto a Kreuzberg

Hanno identificato Daniela Klette “grazie alle impronte digitali e pare abbia usato un passaporto italiano”, scrive Spiegel sul proprio sito. Ma non fornisce altri dettagli a questo proposito.
Hanno arrestato la donna lunedì sera, in un condominio di Kreuzberg. Il popoloso quartiere operaio è centro della controcultura negli anni 80. Nell’appartamento di Berlino dove viveva hanno sequestrato alcune prove: due caricatori, una pistola e cartucce. In programma analisi meticolose.

Friedo de Vries, il capo della Polizia criminale regionale (Lka) della Bassa Sassonia, ha tenuto una conferenza stampa ad Hannover. L’ha trasmessa in diretta il sito dell’emittente Ntv. “La donna si è identificata con un passaporto, che ovviamente è in corso di verifica” e che reca “un nome diverso da quello che ci ha fornito al momento dell’arresto“, ha detto fra l’altro de Vries.

Una latitanza da record

Il procuratore capo della città di Verden, Clemens Eimterbaeumer, nella stessa conferenza stampa ha dichiarato: “al momento non sappiamo nemmeno dove sia stata negli ultimi anni, se in Germania” o altrove, “in quale città”. Così de Vries: “24 ore dopo il suo arresto non siamo in grado di fornire molti dettagli su come sia riuscita a rimanere inosservata per così tanto tempo. Possiamo confermare la falsa identità, ma resta da stabilire come la signora Klette sia riuscita a non farsi scoprire così a lungo”.

Oltre a Daniela Klette, sono da tempo ricercati anche i due ex terroristi della Raf Burkhard Garweg (55 anni) ed Ernst-Volker Staub (69 anni). Il trio è considerato responsabile di diverse rapine violente durante la clandestinità.

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente è in pensione dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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