Il caso Fusaro-Casa Pound. Il confronto con i fascisti e una vicenda personale

Nei giorni scorsi la decisione del giovane genio del marketing marxista Diego Fusaro di rinunciare al dibattito annunciato a CasaPound ha avuto ampio risalto (vedi l’articolessa del Corriere della Sera). Avendo più volte attraversato l’intero ciclo produttivo di questo tipo di evento mediatico mi sono ben guardato dal parlarne o da rilanciarlo ma poiché qualcuno ha ritenuto di tirarmi in mezzo, citandomi come esempio di virtù civile e contrapponendomi esplicitamente alla codardia del brillante divulgatore filosofico credo che sia giusto ricordare che anche a me è toccato rinunciare a un impegno pubblico.

Settembre 2008. Per comodità logistica, ma anche per il gusto di complicarmi la vita, avevo deciso di concentrare in due giorni le presentazioni al Nord di “Fascisteria”. Facendomi accompagnare un giorno a Milano da Scalzone, il giorno dopo a Torino da Adinolfi. Per un dispositivo semplice, ovviamente, la cosa era intollerabile per la compagneria mentre non c’erano problemi per la fascisteria. Così a Torino avevano indetto un presidio antifascista, motivato col fatto che la sede comunale scelta era nei pressi del luogo del martirio di Dante Di Nanni mentre a Milano l’ala più duramente antifascista dei centri sociali milanesi aveva deciso per un’invasione di campo (la sede della presentazione era una libreria Mondadori nel salotto buono cittadino).

Tra gli effetti collaterali attesi della mia ricerca c’era la velleità di gettare ponti tra i belligeranti non di suscitare nuove faide e risse e così ho preferito rinunciare a entrambi gli appuntamenti, per evitare imbarazzi al correlatore milanese. Dopo di che, ovviamente, mi sono fatto un punto di onore di non sottrarmi più a pubblici dibattiti per cui avevo assicurato la disponibilità…

Questa è la testimonianza che ha suscitato la mia messa a punto:

La Parola data.
E’ questo il punto.
La parola data, o meglio, il mantenerla, è un “concetto” molto semplice.
Non è scritto sui libri, ma fa parte del dna di una persona.
Non serve Socrate e tanto meno Marx : basterebbe citare Don Abbondio, o Pilato.
Oggi il 99% si comporta come gli ultimi due : è “normale”, e tollerato, arrivare in ritardo, come è diventato “normale” tirare il bidone , il “pacco”, anche all’ ultimo minuto, accampando qualsiasi scusa , plusibile o no, razionale o no.
E chi, come me, fa notare un simile comportamento è solo un paranoico, “uno che se la prende troppo”.
E’ l’ulteriore ri-prova che gli uomini non sono tutti uguali, alla faccia di Marx.
Se poi è comunque difficile mantener la parola data in situazioni “normali” , ancor più lo è quando si è velatamente – o esplicitamente- minacciati di “non fare”, pena “bastonate”, virtuali o reali.
E’ lì, che tra i nani, spuntano i Giganti.
Mi ricordo di quando stavo, anni fa, in Casa Pound :
-Ugo Tassinari, “comunista”, arrivò a Bergamo per una conferenza assieme a Gabriele Adinolfi ;
quel giorno a Bergamo c’erano addirittura 3 “presidi antifa”, e per l’ennesima volta, Ugo fu accusato di “tradimento” e venne minacciato. Ma se ne fregò.
Anzi , il giorno dopo, facemmo, con Ugo e Gabriele, una trasmissione mirata in RBN Bergamo. (vedi foto)
-Raffaele Morani, “comunista”, arrivò a Brescia a parlare di Che Guevara : anche quel giorno il solito teatrino da parte degli scappati di casa… Presidio antifa, accuse e minacce personali.
Ma Raffaele se ne fregò
-Manlio Milani (presidente dell’Associazione Famigliari delle Vittime della strage di Piazza della Loggia),”comunista” e marito di una delle povere vittime della strage, parlò a Brescia in una Conferenza assieme a Gabriele Adinolfi ed Adriano Scianca.
Anche Lui fu contestato, ma se ne fregò
“Si racconta che un giorno, in un paese, i nani andarono al potere. Il giorno dopo una legge condannava a morte i giganti”

Bruno Doneda-

Associazione Culturale Miles 2.11 – Bergamo

Qui invece un po’ di materiali sulla storia di Torino:

Un pezzo assai confusionario di Repubblica

Una dichiarazione di Gabriele Adinolfi, nell’occasione impeccabile

La narrazione antifa

Un mio pezzo ex post in circostanza analoga

Questa invece la mia dichiarazione all’epoca diffusa da Adn Kronos:

TORINO: TASSINARI, MANCANO CONDIZIONI PER DIBATTITO APERTO SU DESTRA RADICALE (2)

“Da giornalista e scrittore con una storia politica ben precisa di sinistra, e un  passato nell’Autonomia Operaia ho svolto per anni un’approfondita indagine sul mondo della destra radicale del nostro paese, nelle sue molteplici espressioni, e vicende culturali, politiche, storiche. Durante questa ricerca, compiuta con la distanza delle mie idee e convinzioni rispetto a quell’universo e allo stesso tempo senza demonizzazioni, ho creato anche una rete di rapporti umani abbastanza solidi con rappresentanti di quella realta’. Questo e’ il quadro psicologico in cui mi trovavo quando abbiamo organizzato i due incontri di Milano e di Torino. E’ poi successo che a Torino gruppi di antifascismo militante abbiano organizzato presidi, manifestazioni e scontri con le forze dell’ordine contro questa iniziativa, scimmiottando e riesumando un clima da anni ’70 di contrapposizione violenta e ideologica, come purtroppo accade sempre piu’ spesso oggi. In tale contesto partecipare all’incontro mi sembrava gettare benzina sul fuoco, e mi e’ sembrato corretto rinunciare anche all’appuntamento di Milano: scegliere solo uno dei due incontri mi sembrava un atto vile. Io ho una concezione alta della politica e del confronto, e voglio un dibattito aperto e sereno su queste tematiche, anche per una piena comprensione e conoscenza del fenomeno della destra ‘radicale’. E’ un compito assai importante nell’Italia di oggi, nella quale la destra e i suoi temi forti, a partire da quello della sicurezza e della paura dell’invasione di ‘clandestini’, sono assolutamente egemoni, capaci di dettare l’agenda politica quotidiana. Esiste una destra di governo estremamente forte, che la sinistra riesce solo a inseguire, perdendo puntualmente su quell’agenda. Tuttavia mai come ora la ‘destra radicale’ e’ debole, ridotta al lumicino. Sorrido se mi si dice che nel nostro paese esiste un pericolo neo-fascista. Anche le manifestazioni violente e criminali piu’ diffuse oggi non sono attribuibili a un’azione politica di forze di estrema destra: si possono ricondurre a motivi quali la xenofobia e il sessismo, come accade nella mia Napoli, citta’ che era famosa per la sua ‘temperatura profondamente umana’, ma non a specifiche identita’ politiche di destra radicale. Di fronte a tutto questo l’estrema sinistra, traumatizzata dalla disfatta elettorale, marginale e incapace di iniziativa, si ancora a logiche identitarie: da un lato quella giustizialista, e dall’altro riesumando l’antico totem dell’antifascismo militante. Sono logiche del tutto inadeguate alla battaglia politica e culturale che una vera sinistra deve intraprendere, studiando, lavorando e intervenendo nel cuore della societa’ odierna. Sono passati 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, e abbiamo avuto radicali mutamenti, anche sul piano istituzionale e politico in Italia: e’ mai possibile che oggi dobbiamo resuscitare questa vecchia contrapposizione fascismo-antifascimo?.

Sono passati più di cinque anni ma non cambierei una virgola…

 

 

 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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