“Se non c’è Strada dentro il cuore degli altri prima o poi si traccerà”

Dalla pagina facebook di Marco Ciriello

1) Mentre l’Afghanistan assiste al ritorno dei talebani e delle politiche d’invasione di Bush, Gino Strada ha fatto in tempo a ricordare al mondo quanto fosse assurda e spietata la guerra cominciata quasi vent’anni fa dall’Occidente.

2) Burbero, frasi brevi, parole strettamente necessarie. I medici che ti salvano non devono essere gentili.

3) Per la mancanza di subordinazione al potere, la critica continua a una classe politica sempre più ridicola e la decisione di esserci, soprattutto nei posti senza speranza, Gino Strada è stato l’ultimo autore italiano che sarebbe piaciuto a Giangiacomo Feltrinelli.

4) Dalla periferia milanese operaia, comunista e cattolica, è stato l’ultima scheggia ideologica del ‘68 passando per il ’69, senza farne vanto.

5) Solo in sala operatoria stava bene, perché era quello il vero Parlamento: l’unico posto dover poter applicare il principio di uguaglianza, perché civile, talebano, terrorista, mujaheddin, non faceva differenza: davanti al dolore siamo tutti uguali. Con un bisturi siglava gli unici trattati internazionali per la costruzione del futuro.

6) Poteva essere un barone universitario invece è stato un principe libero: nella totale privazione di libertà che è la guerra, le sue portaerei erano ospedali, il suo esercito medici e infermieri, la sua pace: ne siglava una ogni minuto, i feriti salvati.

7) La viltà delle mine antiuomo, la codardia dei bombardamenti, l’ipocrisia dei messaggi dalla Casa Bianca, Strada era l’ultima verità rimasta a battersi contro questo mondo della Marvel.

8 ) Da piccolo voleva fare lo scrittore o il musicista, alla fine ha fatto il chirurgo come una rockstar; meritava il Nobel per la pace letteraria, quella data a tutti gli inviati embedded.

9) Nel suo cognome un destino, una Strada segnata per tracciare una nuova umanità nelle corsie d’ospedali di guerra, nella costruzione dei corridoi umanitari, nel tentativo di farsi ponte e dialogo tra due mondi separati.

10) Se “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores era dedicato a tutti quelli che stanno scappando, Gino Strada era uno che arrivava nei posti quando tutti scappavano, poi dici perché non ti piace più il cinema italiano.

11) Trattava per gli ostaggi, per gli ospedali, per le ambulanze, in pratica era il nostro migliore ministro degli esteri, con un consenso stratosferico e nessuna maggioranza di governo. Per capire quanto abbiamo perso, basta guardare a Di Maio ministro degli esteri.

12) Gino Strada era la migliore cartolina che l’Italia potesse mandare in giro per il mondo.

13) Ha girato il mondo dei posti di merda, riuscendo sempre a conservare l’eleganza aristocratica del bene, cucendo storie di ferite di guerra, mai in serie. Ha visto città fantasma e paesi distrutti, ha trattato con chiunque, sempre con lo stesso intento: salvare la vita. La sua Emergency è una Croce Rossa fatta in casa.

14) Quando portava in televisione i bambini mutilati mischiandoli alle cosce delle soubrette e il suo modo veloce di trattare, sentivi l’urgenza delle ambulanze sotto i bombardamenti, il sangue che ti schizza addosso, e tutto appariva volgare, ciarliero, segaiolo.

15) Il suo mito è stato Norman Bethune, un medico canadese che lasciò l’ospedale di Montréal per partecipare alla lotta civile spagnola come chirurgo delle Brigate comuniste. Proprio per questo Gino Strada si riassume con un titolo di un film di Ken Loach: Terra e Libertà.

16) Sapeva come fa la pioggia ad Addis Abeba, il vento a Kabul, dove trovare una birra fredda a Baghdad, come si vola nell’Africa interna, dove mangiare in Angola, e tutte le rotte e tutti i nomi dei piloti. Che ve ne fate del vostro Tripadvisor o di Google?

17) Odiava i militari, amava i meccanici, in guerra sono utili quasi quanto i medici. Al posto di una brugola un punto di sutura. Il corpo è una macchina che deve funzionare anche nelle situazioni più difficili.

18) Il suo album preferito era “Animals” dei Pink Floyd. Perché ai maiali che volano poteva anche credere, ma non si sarebbe mai abituato ai razzi che attraversano il cielo. Lanciati da cani che non smettono di voler far soldi e da pecore, che obbedienti li seguono.

19) La barba da santo, i capelli spettinati da bohémienne, il fisico asciutto consumato dai viaggi e dalle operazioni, gli occhi mossi come l’oceano in tempesta, che dentro nascondevano schegge di Africa, Oriente e Sudamerica. Insieme era le rotte di Marco Polo e Cristoforo Colombo, o forse solo un Garibaldi col bisturi.

20) In Uganda un ospedale di Emergency è stato progettato e disegnato da Renzo Piano, come un teatro lirico in mezzo alla giungla. Ogni struttura che riusciva a costruire in mezzo alla guerra era una sfida da “Fitzcarraldo” di Herzog.

21) Era stato in Sudafrica con Barnard, autore del primo trapianto di cuore, e per tutta la vita ha tenuto a bada il suo, cercando di cambiare quello del mondo.

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

1 Comment on ““Se non c’è Strada dentro il cuore degli altri prima o poi si traccerà”

  1. mancherà la sua saggia irriverenza, così come la sua stessa voce tanto capace di farci intendere quanto sciocca è la guerra, ogni tipo di guerra compresa quella intelligente “ad capocchiam”.

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