18 marzo 1980: le Br uccidono il giudice Minervini

Girolamo Minervini fu ucciso a Roma, il 18 marzo 1980, mentre viaggiava sull’autobus che lo stava portando al Ministero della giustizia. Dal giorno prima, ricopriva l’incarico di direttore generale degli Istituti di prevenzione e pena. L’assassino fuggì facendosi largo tra i passeggeri e continuando a sparare. L’omicidio fu rivendicato dalle Brigate rosse. Agì un nucleo armato i cui componenti saranno successivamente identificati.
Minervini aveva dedicato molta parte del suo impegno professionale all’ organizzazione degli istituti di pena e allo studio della normativa penitenziaria. Per questo motivo era divenuto bersaglio eccellente per le Brigate rosse. Il partito armato da tempo aveva individuato in chi si occupava della popolazione detenuta il simbolo dello Stato autoritario e violento.

Seguendo questa logica avevano ucciso, nel 1978 e nel 1979, magistrati (Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione), e numerosi Agenti di custodia. Nella difficile situazione segnata dalla rivolta brigatista dell’Asinara (ottobre 1979), dalle proteste contro il decreto antiterrorismo (dicembre 1979) e dalle notizie su possibili nuovi scontri nelle carceri, Minervini era consapevole del pericolo che correva. Quando era stato proposto per l’incarico di direttore generale degli Istituti di prevenzione e pena aveva detto ai familiari che «in guerra un generale non può rifiutare di andare in un posto dove si muore». Aveva perciò deciso di non essere sottoposto a tutela armata. Non voleva esporre a rischio la vita dei giovani agenti che sarebbero stati chiamati a scortarlo.

Fonte: Rete degli archivi per non dimenticare

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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