11 settembre 2021: muore in carcere il capo di Sendero Luminoso

È morto a 86 anni Abimael Guzmán, storico leader della guerriglia di ispirazione maoista Sendero Luminoso, che negli anni Settanta e Ottanta condusse una sanguinaria campagna terroristica contro il governo peruviano: arrestato nel 1992, «Camarada Gonzalo», come era noto all’epoca, fu condannato all’ergastolo per terrorismo ed è morto in carcere l’11 settembre. «Il dottor Abimael Guzmán è morto, la Marina ha informato sua moglie Elena Yparragurre», ha detto il suo avvocato Alfredo Crespo ai media peruviani.

Rinchiuso nella prigione della base navale di El Callao, alla periferia di Lima, il 13 luglio era stato ricoverato in ospedale e dimesso ad agosto: le condizioni di Guzmán – che aveva anche rifiutato il cibo per un breve periodo – erano peggiorate negli ultimi due giorni, ha spiegato alla radio Rpp Susana Silva, capo del sistema carcerario peruviano, specificando che proprio sabato erano previsti nuovi trattamenti medici.

L’uomo più ricercato del Perù

Nato a Mollendo, nel dipartimento di Arequipa, il 3 dicembre 1934, Guzmán studiò in gioventù filosofia fino a diventare professore. Nel 1970 – dopo alcuni viaggi in Cina – fondò il Partito comunista del Perù, Sendero Luminoso, di cui divenne leader incontrastato. Deciso a portare l’ideologia maoista in Perù attraverso una violenta e sanguinaria lotta di classe che lanciò nel 1980, per molti anni è stato l’uomo più ricercato del Perù. Secondo la Commissione per la verità e la riconciliazione peruviana, è considerato responsabile morale e materiale della morte di circa 70 mila persone fra il 1980 e il 2000. Questo ha motivato la condanna all’ergastolo per terrorismo, dopo la cattura avvenuta il 12 settembre 1992. Il decesso, secondo un comunicato ufficiale, è avvenuto alle 6,40 del mattino, alla vigilia del 29esimo anniversario del suo arresto.

La richiesta di perdono

Di recente, in vari settori di Sendero Luminoso era stata avanzata l’idea del perdono e della liberazione di Guzmán e degli altri leader «senderisti». La proposta non era mai stata raccolta con entusiasmo dall’opinione pubblica o dai settori politici. Nel giorno del decesso di Guzmán, il presidente del Perù Pedro Castillo ha colto l’occasione per esprimere una ferma condanna del terrorismo. Nelle scorse settimane l’opposizione di destra aveva ripetutamente attaccato ministri e personalità del suo partito Peru Libre. Lo accusavano di passate complicità con Sendero Luminoso. Castillo ha scritto su Twitter

«Il leader terrorista Abimael Guzmán, responsabile della perdita di innumerevoli vite dei nostri compatrioti, è morto. La nostra posizione di condanna del terrorismo è ferma e incrollabile. Solo in democrazia costruiremo un Perù di giustizia e sviluppo per il nostro popolo».

Per approfondire

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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