Il dottor Sottile e i bei tempi dell’Università

[Un altro pezzo ispirato dalle disavventure giudiziarie di Silvano Masciari, il potentissimo vicesindaco di Napoli - giunse a cumulare 9 deleghe – travolto da Tangentopoli, e arricchito di qualche ricordo personale] 

Masciari_SilvanoOra lo chiamano il dottor Sottile e lo accusano di aver gettato fango sulle istituzioni - ma quando era giovanotto - sia pur con modi bruschi - aveva lavorato bene in difesa di lor Signori. Della cosa resta traccia nel suo curriculum giudiziario una piccola disavventura conclusa nel modo più brillante - una storia di appalti e di mense universitarie - citata da tutti, approfondita da nessun giornalista.
Sì perché Silvano Masciari nel '76 e dintorni era il re della Mensa. Epigono dei fast della goliardia - amava circondarsi nei baretti di Mezzocannone di una ben assortita consorteria di bravi - in parte calabresi - in parte mazzieri fascisti o meglio transfughi dei gruppetti extraparlamentari di destra che li avevano allontanati perché preoccupati delle eccessive propensioni alla violenza (figurarsi).
Così in una realtà universitaria di forte movimento studentesco e in cui gli studenti fuorisede avevano spesso un ruolo trainante delle lotte, la mensa universitaria restò territorio franco per le soldataglie del ras, dedite a insegnare le buone maniere di un tempo a studenti un po' riottosi: il cibo non si butta mai - vero - anche se la carne ha i vermi?
Ovviamente la base di massa del futuro dottor Sottile era la facoltà di Giurisprudenza. Qui svogliatamente frequentava (ci sarebbe voluto la serenità del ritiro coatto in una cella per convincerlo all'impegno necessario per una laurea brillante) il rampollo di una famiglia illustre di giuristi e giurisperiti - quel tal Zarrelli che sarebbe poi stato vittima di un clamoroso errore giudiziario (che l'ha voluto assassino brutale degli zii e della cugina), errore pagato a caro prezzo con lunghi anni di carcere prima della definitiva assoluzione con formula piena ma a cui aveva concorso sicuramente la cattiva fama che si era guadagnato appunto nell'esercizio quotidiano della violenza al seguito di quelle bande - esercizio cui si era dedicato con particolare attitudine e impegno. E d'altra parte ancora giovanotto era il più vistoso nella guardia d'onore di Masciari - lui così grande e grosso e di una fisicità prorompente e vistosa - al fianco di quel piccolo uomo nero che avrebbe fatta tanta strada...
P.S. Mica c'è bisogno di passare per i Quartieri Spagnoli per arrivare da Mezzocannone a piazza Municipio - son quattro passi - o no? Ma i sentieri della politica evidentemente non conoscono Rettifili.
Giornale di Napoli 1992-93
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