Il massacro antiabortista in Colorado: il terrorismo religioso nel cuore dell’America bianca

Tre vittime, un poliziotto e due civili, 9 persone ferite, tra cui 5 agenti di polizia: è il tragico bilancio dell’attacco di un uomo, armato di fucile automatico, all’interno della clinica Planned Parenthood di Colorado Springs (a un centinaio di chilometri da Denver), specializzata in controlli delle nascite. Per ore, oltre 150 persone sono rimaste bloccate all’interno della clinica, dove l’uomo, probabilmente un estremista di destra, si era asserragliato, sparando contro gli agenti di polizia che avevano circondato la zona. Gli agenti sono riusciti a mettere in salvo le persone chiuse all’interno, facendole uscire attraverso zone protette, poi hanno dato l’assalto  alla stanza dove l’omicida si era asserragliato, riuscendo ad arrestarlo. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, l’uomo ha agito con un’arma di grosso calibro, forse un Kalashnikov. Il killer, un bianco di nome Robert Lewis Dear, 57 anni, armato di kalashnikov ha fatto irruzione nell’edifico sparando all’impazzata e poi ha preso in ostaggio diverse persone. Si è arreso alla polizia dopo cinque ore in cui ci sono stati anche diversi conflitti a fuoco tra il killer e gli agenti. Ancora non sono state accertate le ragioni del suo gesto. Ha portato con sè nell’edificio “alcuni oggetti in diversi borsoni” la cui natura non è stata ancora accertata. Secondo fonti locali si tratterebbe di un estremista della destra fondamentalista, forse appartenente al Ku Klux Klan.

Così la Repubblica. Forse un estremista di destra, forse un razzista del Klan. In realtà la storia della guerriglia antiabortista negli Stati Uniti non può essere circoscritta all’ambito della fascisteria politica. Il movimento nasce all’inizio degli anni ’80, sull’onda reazionaria del reaganismo, come risposta di massa all’ondata libertaria del Sessantotto. Adotta metodi di lotta collettiva, come i picchettaggi e i sabotaggi ma il primo omicidio arriva solo nel 1993, quando la conquista della Casa Bianca da parte di Clinton rende chiaro che il pendolo governativo va in direzione opposta alle aspettative dei militanti pro-life. A uccidere il primo medico abortista in Florida, è Michael Griffin, militante al tempo stesso in Soccorso America (SA), una delle organizzazioni più forti, e dell’Esercito di Dio, gruppo clandestino. Il suo mentore è un ex marine e membro del Klan, leader regionale di SA: diventando un Cristiano rinato aveva abbandonato le posizioni razziste. Al processo il difensore dell’omicida, che si è lasciato catturare e ha subito rivendicato la responsabilità del delitto, lo accusa di lavaggio del cervello. Griffin sarà condannato all’ergastolo in 3 ore. Burt, che tra le altre attività conduceva una casa famiglia per ragazze madri, è condannato nel 2005 a 18 anni di carcere per ripetuti episodi di molestie sessuali sulle ospiti.

In difesa dell’assassino scendono in campo ben trenta personalità religiose. Lanciano un appello che giustifica teologicamente l’esecuzione elaborando la categoria dell’ “omicidio giustificato”. Tra queste il più radicale è Paul Hill, un pastore presbiteriano appartenente alla corrente ricostruzionista, una delle scuole di pensiero teonomico, la dottrina cioè che riconosce nel Dio rivelato della Bibbia l’unica fonte del diritto. E qui siamo, in tutta evidenza, su un terreno di confine con i seguaci islamici della Shari’a. Paul Hill è scomunicato per la sua intensa propaganda televisiva delle tesi giustificazioniste e l’anno dopo le mette in pratica, ammazzando a sua volta un ginecologo e la sua guardia del corpo, sempre nella città di Pensacola (Florida). E’ condannato a morte.

Non passa anno senza decine di attentati che culminano talvolta in omicidi. Nel 1995  è arrestato John Salvi per un assalto a una clinica in Virginia. Il giorno prima, in un altro attacco a Boston, aveva ucciso due donne, ferendone cinque. E’ un parrucchiere newyorchese disoccupato, con qualche disturbo psichico:  cattolico apocalittico è un devoto della Madonna di Fatima. Appartiene invece all’Identità cristiana, il culto di riferimento di molti militanti razzisti, Erich Rudolph, il giovane che si renderà protagonista di una campagna di attentati dinamitardi con ordigni artigianali tra l’estate del 1996 e l’inverno del 1997. Tra questi uno dei più clamorosi della recente storia americana: quello al parco del Centenario durante le Olimpiadi di Atlanta che ucciderà due persone (una per infarto). Tra le credenze fondamentali della setta estremista c’è l’idea che i popoli non caucasici siano figli di Caino, nato a sua volta dall’accoppiamento tra Eva e Satana. L’odio etnico trova così fondamento teologico. Il bombarolo solitario – è questa un’altra caratteristica comune a tutti i guerriglieri in nome di Dio – non è però un bigotto: accanito fumatore di “erba” si finanzia la latitanza (cinque anni nei boschi dei monti Appalachi mentre le agenzie federali lo davano in fuga all’estero o morto) con i proventi di un traffico di marijuana autoprodotta. Rudolph è quindi espressione di un altra frangia dell’estremismo antifederale americano: i survivalisti, i complottisti paranoici che si sottraggono all’influenza del governo (venduto ai sionisti e ai cospiratori dell’ONU) rifugiandosi lontano dalle metropoli tentacolari.

L’ultimo protagonista dei terribili anni Novanta è un luterano convertito a Santa Romana Chiesa. James Kopp, noto nel movimento con il nome di “Atomic dog”: molto popolare perché ha fabbricato un lucchetto assai resistente, utilizzato per bloccare gli accessi alle cliniche sotto boicottaggio. Nel 1998 si rende responsabile di una campagna di cecchinaggio contro i medici abortisti dello stato di New York, quasi tutti ebrei. Ne ammazza uno, ne ferisce altri quattro: sarà catturato anni dopo in Francia.

Da questa breve rassegna è evidente che l’aspetto politico è del tutto insignificante per questi guerriglieri pro-life e possiamo parlare in tutta evidenza di un terrorismo religioso

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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