In morte di Ciro Esposito /1: quello Zelig di Alfano e le responsabilità del Viminale

Angiolino Alfano è una strana figura di Zelig a intermittenza: quando diventa ministro della Giustizia continua a ragionare da avvocato, quando lo spostano al Viminale, invece, comincia a pensarla da “sbirro”. Gli arrestati adesso diventano sempre colpevoli. Poiché non credo che ci sia molta differenza tra l’aria che si respira a via Panisperna e quella che circola a via Arenula immagino che sia successo qualcos’altro. Evidentemente anche a lui (come a molti altri ed altre) la vicinanza con Berlusconi faceva bene. L’intervista al Mattino di oggi contiene una serie di perle notevoli: da un progetto di applicazione del Daspo che richiama la civiltà giuridica del deicidio e del “sangue che ricade sui figli” a una totale rimozione della responsabilità delle forze dell’Ordine nella tragedia romana. Da anni, ormai, durano le polemiche contro la prassi che prevede una congrua scorta di polizia per i tifosi in trasferta: in molti si chiedono perché la collettività debba pagare gli ingenti costi legati allo spostamento di migliaia di agenti ogni domenica. In presenza di particolari esigenze e timori sono previste ulteriori misure di sicurezza che possono spingersi finanche al divieto di seguire la propria squadra. La finale di Coppa Italia era una partita ad altissimo rischio, perché si giocava a Roma, il Napoli in semifinale aveva eliminato i giallorossi e i tifosi romanisti dopo la sconfitta erano rimasti chiusi fino all’alba al San Paolo per ragioni di sicurezza, le due comunità ultras si odiano e se le danno di santa ragione da parecchi anni. Il dispositivo di controllo applicato era lo stesso di due anni fa (quando il Napoli batte la Juventus: altro match tra tifoserie che si odiano assai) e cioè collegare la vendita del biglietto all’arrivo a Roma con un mezzo di trasporto collettivo per facilitare l’intruppamento dei tifosi ed ottimizzare il servizio di scorta. Il filtro dei napoletani era previsto a Saxa Rubra, per poi instradarli attraverso la Flaminia verso l’Olimpico. Evidentemente i responsabili del servizio d’ordine hanno sottovalutato la capacità dei napoletani di procurarsi biglietti senza titolo di viaggio e così già nel primo pomeriggio l’area destinata a parcheggio era satura. Saltata la diga, si è ingrippato anche il dispositivo di sicurezza, l’area di transito non era presidiata, essendo appunto il resto delle truppe concentrate intorno allo stadio, dove comunque non hanno retto l’onda d’urto dei napoletani inferociti dalle notizie drammatiche e incontrollate che si succedevano. A Tor di Quinto non è successa una fatalità, come sostiene oggi Alfano: gli ultras romanisti hanno potuto tranquillamente assaltare un pullman di innocui tifosi azzurri provenienti dal Nord perché non c’era la normale scorta di polizia, assenza che ha poi consentito ai napoletani sopraggiunti in auto di inseguire il commando degli attaccanti. Di quello che è poi successo ne parliamo in un altro post, che approfondisce i dubbi già sollevati su una questione complessa e delicata. Intanto sia chiara una cosa: gli incidenti che causano la morte di Ciro Esposito sono innescati da un grave errore delle forze dell’ordine. Se oggi si può cacciare un prefetto perché dice una colossale e becera sciocchezza perché il Viminale non ha il coraggio e la dignità di assumersi le reponsabilità e mette per un giro in panchina il Prefetto e il Questore che devono gestite l’ordine pubblico nella città più problematica d’Italia?  (1 – continua)

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Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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One comment on “In morte di Ciro Esposito /1: quello Zelig di Alfano e le responsabilità del Viminale
  1. Raimondo Etro ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo. Ma in fin dei conti chi è Angelino Alfano, una mediocre caricatura di uno spregevole essere che qualcuno definisce politico creata da Berlusconi e poi gli si è anche rivoltato contro per favorire una nullità come Renzi

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