La pista del terrore islamico

[Un pezzo a caldo sulla strage al circolo americano Uso di Napoli, a Calata San Marco, opera dell'. Il leader della banda armata che sarà condannato all'ergastolo, "il samurai della rivoluzione", ha un conto in sospeso con "imperialisti" e "sionisti" da quando suo fratello Takeshi venne dilaniato da una bomba durante l' attacco all'aeroporto di Tel Aviv. Okudaira e i suoi complici hanno frequentato a lungo i campi d' addestramento organizzati in Libano da Wadi Haddad, considerato il braccio destro del palestinese George Habbash. E lì hanno appreso le tecniche di guerra utilizzate poi per i loro raid]
CalatasanmarcoLa pista prevalente per l'attentato al circolo Uso porta verso l'area del fondamentalismo islamico, i militari della guerra santa contro l'Occidente che sono già impegnati in questi giorni nel sequestro dell'aereo kuwaitiano approdato sulla pista dell'aeroporto di Algeri dopo un tormentato tragitto via Iran e Cipro.
Oggi è il secondo anniversario del bombardamento americano di Tripoli e di Bengasi, quando il Pentagono tentò di regolare definitivamente i conti con il colonnello Gheddafi che i servizi americani ritenevano responsabile del terrorismo internazionale.
Il pretesto per la rappresentanza antilibica fu dato da un attentato, avvenuto il 5 aprile del 1986, contro una discoteca di Berlino Ovest, La Belle, frequentata da americani. Si disse allora che intercettazioni radiotelefoniche incastravano i diplomatici libici nella committenza dell'attentato. Solo in seguito la responsabilità è stata attribuita a un agente siriano di nazionalità giordana, Hindawi, mentre l'esecutrice materiale è stata arrestata nei mesi scorsi. Si tratta di una giovane tedesca, legata sentimentalmente all'agente siriano. Con lo stesso stile di lavoro un fratello di Hindawi aveva preparato un attentato contro le linee aeree israeliane: aveva imbarcato la sua fidanzata irlandese, ed incinta, su un Boeing dell'El Al in partenza dall'aeroporto londinese di Heattrow con un carico di esplosivo nella valigia. Il tentativo fu sventato dai servizi di sicurezza israeliani. L'attentato alla discoteca di Berlino Ovest seguì di tre giorni un attentato contro un Boeing americano proveniente da Roma e diretto ad Atene: della bomba, che provocò quattro morti, fu accusata la Mansour, una militante libanese di un partito filosiriano.
Esistono comunque almeno altre due precedenti azioni assai simili nella dinamica e nel tipo di obiettivo: il 2 febbraio 1985 a Glyfada, un sobborgo di Atene, l'esplosione di un ordigno nel bar di "Bobby 2" frequentato dai militari americani della base di Hellenicon, provoca 80 feriti, tra cui 70 americani; il 12 aprile del 1985 una bomba scoppia nel ristorante "El Descanso" di Madrid, frequentato dai militari della base Usa di Torrejon: i 18 morti sono tutti spagnoli e tra gli 82 feriti, 15 sono americani. 
Certo, in questi anni obiettivi americani sono stati colpiti anche dalle diverse formazioni dell'euroterrorismo e in particolare la raf tedesca e i francesi di action directe nell'inverno '84-'85 cementarono il loro patto di unità di azione in una campagna di guerra alla guerra imperialista che con i responsabili del complesso militare-industriale, il generale Audrau e il magnate dell'Mti Zimmermann, assassinati, colpì numerosi obiettivi Nato. Alla campagna aderirono anche formazioni minori di altri paesi, delle cellule comuniste combattenti belghe ai portoghesi delle forze popolari 25 aprile: le stesse brigate rosse uccisero, in collaborazione con le farl, una formazione dell'estrema sinistra libanese, il generale Leamon Hunt, responsabile della forza multinazionale del Sinai.
Ma le modalità operative dell'euroterrorismo sono sempre state sostanzialmente diverse dalla pratica stragista. Anche quando, ricalcando modelli libanesi, la Raf ha compiuto attentati con ordigni telecomandati, gli obiettivi erano o uomini considerati direttamente responsabili delle politiche guerrafondaie e imperialiste -come il presidente della Siemens Beckurts, assassinato con un'autobomba a Monaco di Baviera- o strutture logistiche e impianti militari o del complesso militare-industriale -come l'attentato alla base aerea americana di Francoforte che provocò due morti nell'agosto del 1985.
L'attacco nel mucchio a obiettivi americani e in particolare l'uso delle autobombe -anche nella variante del veicolo carico di esplosivo condotto da un kamikaze contro l'obiettivo- è piuttosto pratica diffusa degli integralisti sciiti libanesi che già nel 1983 hanno fatto pagare un durissimo prezzo ad americani e francesi per la loro presenza in Libano dopo l'invasione israeliana per sostenere il regime cristiano-falangista di Gemayel. Lo stesso orizzonte ideologico-teocratico cui fanno riferimento i militanti kuwaitiani bloccati sulla pista di Algeri che chiedono la liberazione dei militanti della Jihad islamica che nel 1983 provocarono 4 morti e 37 feriti con un attentato contro l'ambasciata americana del Kuwait. 
15 aprile 1988 IL GIORNALE DI NAPOLI

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