L’assalitore di Colorado Springs: l’ex moglie racconta la vita quieta di un borghese piccolo piccolo

“Non mi è mai passato per la mente che sarebbe stato capace di una cosa del genere”, ha detto al cronista del New York Times l’ex moglie di Robert Lewis Dear, il protagonista dell’assalto al consultorio di Colorado Springs concluso con tre morti e l’arresto del “lupo solitario”. La coppia, che ha un figlio di 25 anni, ha divorziato amichevolmente nel 2000 e da allora i due si sono incontrati solo un paio di volte  La donna ha descritto “un uomo grande, ben curato, gentile e piacevole, taciturno, con pochi amici”. Dear era un mercante d’arte indipendente, con una laurea in amministrazione pubblica in un college del Midwest e dedito al suo lavoro. La donna lo descrive come un salutista, attento alla dieta, che praticava jogging e sollevamento pesi per tenersi in forma ma anche motociclista appassionato. Un uomo che trascorreva i weekend organizzando gite secondo i desideri della moglie. 

Nato a Charleston e cresciuto a Louisville, Ky., mantenendo forti legami con Carolina del Sud. Suo padre, morto nel 2004, era un laureato della Cittadella, famoso collegio militare pubblico di Charleston. Veterano della Marina americana,  prestò servizio nella Seconda Guerra Mondiale per poi lavorare 40 anni nell’industria del tabacco.
Dear jr. è stato allevato nella chiesa battista, una persona religiosa, ma non bigotta: “Credeva con tutto il cuore nella Bibbia. Questo è quello che ha sempre detto, l’ha letta dall’inizio alla fine – ha detto la ex moglie – ma non è mai stata ossessionato dalla fede”. Era di orientamento conservatore, ma non fissato con la politica. Conservava pistole in casa per la protezione personale e la caccia e ha insegnato al figlio il tiro al piccione, come fanno molti padri meridionali. Egli credeva che l’aborto fosse sbagliato, ma non era una cosa di cui parlava compulsivamente. “Non è 
mai stato un argomento di discussione”, ha ricordato la signora Ross.
Nel ritratto familiare dell’uomo che ha assaltato il consultorio di Colorado Springs lasciando sul terreno tre morti e nove feriti non c’è traccia di estremismo politico né tantomeno di particolari ossessioni. In attesa di capire quale sia stata la molla che ha armato l’ennesimo “lupo solitario” impegnato in missioni più o meno suicide (non passa mese in America che non si ripeta un omicidio di massa di gravità simile se non peggiore: dalla Chiesa “nera” al cinema, dall’università al luogo di lavoro del licenziato di turno) appare comunque chiaro che è del tutto gratuito attribuirgli un’identità di fondamentalista di destra o di suprematista bianco. La tendenza della stampa mainstream italiana di forzare la realtà nei nostri angusti schemi interpretativi è nota ma in questo caso è lecito un dubbio: la paura cioè di riconoscere che anche nel cuore dell’Impero, della potenza dominante della civiltà occidentale alligna un terrorismo di matrice religiosa, i cui miliziani in sonno entrano in azione con tempi e modi casuali ma non arbitrari?

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Taggato con: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.