Strage di Bologna, lettera aperta di Anna Di Vittorio a Loriano Macchiavelli

Anna Di Vittorio, sorella di Mauro Di Vittorio, due volte vittima della strage di Bologna, ha deciso di scrivere una “lettera aperta” allo scrittore Loriano Macchiavelli che mi trasmette chiedendomi di pubblicarla insieme ad alcuni allegati che costituiscono parte essenziale della lettera stessa.
Come è nostra abitudine, mettiamo tutti assieme questi documenti in un’appendice di più facile consultazione rispetto all’inserimento nel testo dei singoli link.

<<Infine, caro Calvino, vorrei farti notare una cosa. Non da moralista, ma da analista. Nella tua affrettata risposta alle mie tesi, sul “Messaggero” (18 giugno 1974), ti è scappata una frase doppiamente infelice. Si tratta della frase: “I giovani fascisti di oggi non li conosco e spero di non aver occasione di conoscerli.” Ma: 1) certamente non avrai mai tale occasione, anche perché se nello scompartimento di un treno, nella coda a una negozio, per strada, in un salotto, tu dovessi incontrare dei giovani fascisti, non li riconosceresti; 2) augurarsi di non incontrare mai dei giovani fascisti è una bestemmia, perché, al contrario, noi dovremmo far di tutto per individuarli e per incontrarli. Essi non sono i fatali e predestinati rappresentanti del Male: non sono nati per essere fascisti. Nessuno – quando sono diventati adolescenti e sono stati in grado di scegliere, secondo chissà quali ragioni e necessità – ha posto loro razzisticamente il marchio di fascisti. È una atroce forma di disperazione e nevrosi che spinge un giovane a una simile scelta; e forse sarebbe bastata una sola piccola diversa esperienza nella loro vita, un solo semplice incontro perché il suo destino fosse diverso>>.

PASOLINI – Il fascismo degli antifascisti – Garzanti (I edizione: settembre 2018 – II edizione: novembre 2019), pp. 50-51

Ill.mo dott. Loriano Macchiavelli,

sono Anna Di Vittorio, la sorella di Mauro.

Mauro Di Vittorio nasce a Roma nel 1956. Viene ucciso, a ventiquattro anni, il 2 agosto 1980, nella Strage alla stazione di Bologna.

Mauro Di Vittorio viene ucciso una seconda volta: nel giugno del 2012.

L’autore del secondo omicidio di Mauro è la “famigerata carogna fascista” che risponde al nome di Enzo Raisi che, all’epoca dei fatti, era Deputato al Parlamento della Repubblica Italiana.

Il Raisi, rilascia interviste alla cronaca di Bologna del “Resto del Carlino”, e alla cronaca di Bologna del “Corriere della Sera”.

Poi, nella seconda metà del mese di novembre del 2012, pubblica un libro, nel quale c’è un intero capitolo contro Mauro Di Vittorio: Enzo Raisi – Bomba o non bomba. Alla ricerca ossessiva della verità – Minerva editrice, 2012.

Dopo aver saputo queste – per me, cruciali notizie – mi metto subito a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Bologna.

Nel marzo del 2013, vengo ricevuta dall’allora sostituto procuratore Enrico Cieri, che mi riceve negli uffici della Procura di Bologna, in compagnia del dottor Antonio Marotta: vicequestore e dirigente della Digos presso la Questura di Bologna.

Alla fine del mese di luglio 2014, il dottor Cieri invia, al GIP del Tribunale di Bologna, il documento di richiesta di archiviazione delle accuse del Raisi stesso contro Mauro Di Vittorio.

In questo documento, il dottor Cieri definisce Mauro Di Vittorio così: “vittima oggettiva” di quell’esplosione.

Nel mese di febbraio del 2015, il GIP del Tribunale di Bologna archivia – definitivamente – l’inchiesta contro Mauro – voluta dalla “famigerata carogna fascista” Enzo Raisi, già deputato al Parlamento Italiano.

COSTITUZIONE ITALIANA, Art. 54, Comma II

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”

Chissà, nel 2012 – quando il Raisi faceva il deputato – in cosa consistevano, per lui, i concetti di disciplina e onore?

Ora veniamo a noi, e ai suoi due libri sulla strage di Bologna.

Primo libro

Jules Quicher – Strage – Rizzoli editore, 1990

In questa prima stesura del suo libro non ci sono cose assai particolari (“utili”, cioè, al Raisi stesso). In questa sua prima edizione ci sono – soltanto i nomi di due terroristi fascisti di estrema desta.

Sergio Picciafuoco (p. 386). Mangiameli ( pp. 387-8). Solo questo. Tutto qui.

Secondo libro

Loriano Macchiavelli – Strage – Einaudi editore, 2010

Nella sua “prefazione” a questa nuova edizione – Breve storia, a uso del lettore, di questo romanzo (pp. V-VII). Dunque, nulla da aggiungere. Nulla da togliere. Va bene così.

Nel 2012, lei viene intervistato dalla “canaglia fascista” Gabriele Paradisi. Il Paradisi, sodale dell’ignobile Raisi, la sottopone a una serie di ineducate domande. Cosa voleva, il Paradisi da lei? Voleva trovare, nella seconda edizione del suo libro, “punti d’appoggio” a sostegno delle delittuose tesi del Raisi contro Mauro Di Vittorio. Lei, però – con rara eleganza – schiva tutte le subdole domande del Paradisi. Dunque, lei esce vincitore da quella squallida intervista. Complimenti.

Prima domanda Nel 2012, lei era a conoscenza dell’abietta iniziativa, “omicida”, del Raisi contro Mauro Di Vittorio. Sia perché, di questo si è parlato nella cronaca di Bologna del Carlino e del Corsera. Sia perché se n’è parlato a livello nazionale. Infatti, il giornalista fascista, Gian Marco Chiocci scrive la recensione del suddetto libro di Raisi, su Il Giornale di Milano, nel luglio-agosto del 2012 – ma il libro del Raisi uscirà soltanto nel novembre dello stesso anno. Andrea Colombo, anche lui giornalista, scrive una recensione analoga a quella di Chiocci, e la pubblica sul settimanale Altri, diretto da Piero Sansonetti, in data 3 agosto 2012. Solo nel settembre dello stesso anno, Paolo Parsichetti (ex terrorista della formazione detta UDCC [Unione dei Comunisti Combattenti]), riesce a pubblicare, su Il Manifesto, un articolo in difesa di Mauro Di Vittorio.

Ora, dunque, poiché lei a conoscenza di tutti i fatti, come pensa di poter giustificare il suo proprio silenzio in difesa di Mauro Di Vittorio?

Lei avrebbe potuto intervenire – pubblicamente, addirittura – in difesa di Mauro. Invece, lei ha “voluto” tacere. Loriano Macchiavelli! Per favore, risponda a questa mia domanda: perché lei ha “voluto” evitare di difendere Mauro Di Vittorio? Grazie.

Intanto, le “famigerate canaglie fasciste” – dopo che io, da sola – ho sconfitto il perfido Raisi in sede giudiziaria continuano a voler non-fare una cosa, e continuano a fare le cose di sempre. Ciò che non fanno, è chiedere la revisione del processo che condanna Mambro, Fioravanti e Ciavardini alla pena dell’ergastolo (che non hanno scontato) come autori materiali di quella strage cruciale. Ciò che continuano a fare, è passare da uno scoop mediatico all’altro. Recentemente, FdI (il partito [sic!] di Giorgia Meloni, e la fondazione “Fare Futuro”, di Adolfo Urso, hanno organizzato, nel Senato della Repubblica, una conferenza stampa sulla Strage alla stazione di Bologna, ed hanno elaborato un elenco di dieci domande. Una di queste dieci domande, recita così:

Perché sulla vittima Mauro Di Vittorio, legato ad ambienti dell’estrema sinistra romana che per tutti quel giorno doveva essere in Inghilterra, rimasto a lungo non identificato perché senza documenti e stranamente riconosciuto da madre e sorella che in teoria non sapevano della sua presenza a Bologna, non sono mai state fatte ricerche approfondite ma ci si é accontentati di una semplice dichiarazione della sorella che per altro ha dato diverse versioni su come sia arrivata a sapere della notizia della morte del fratello nella strage di Bologna?”.

Ora – contraddittoriamente rispetto a Mauro Di Vittorio – i fascisti sostengono che, a trasportare la bomba, è stata una donna. Segnatamente, la donna di cui è stato trovato – nella bara di Maria Fresu, il cui cadavere è “scomparso” – un lembo facciale al quale non si può – a tutt’oggi – attribuire il DNA.

Seconda domanda Se la delittuosa tesi di Raisi contro Mauro Di Vittorio, è stata da me – da sola – sconfitta in sede giudiziaria. Se, oggi (sic!), le stesse “canaglie fasciste” sostengono che, a trasportate la bomba è stata una donna. Se tutte le contraddizioni dei fascisti sono esposte in “bellavista”, cosa può significare la ripetizione dell’“accanimento omicida” contro Mauro Di Vittorio? Qual è, di questo “accanimento”, il suo proprio ubi consistam?

Se lei, il prossimo 2 agosto, sarà a Bologna, potrà assistere – sempre che ne abbia voglia, si capisce – a due manifestazioni: quella dell’Associoazione dell’ex on. Paolo Bolognesi (presidente, a vita, della suddetta associazione, come furono dirigenti a vita i Segretari del PCUS, di sovietica memoria), e la contro-manifestazione organizzata dalle “famigerate canaglie fasciste”. A suo tempo – tanto per ribadire il concetto: repetita iuvant – lei ha “voluto” non difendere – pubblicamente, addirittura – la delirante accusa omicida che il Raisi ha rivolto a Mauro Di Vittorio. Ora, dopo aver letto una delle dieci domande che i fascisti hanno elaborato, e aver visto che una di queste domande riguarda (ancora?) Mauro Di Vittorio, che cosa le detta la sua propria coscienza? Loriano Macchiavelli! Per favore, risponda a questa mia domanda: cosa intende fare, il prossimo 2 agosto, per difendere Mauro Di Vittorio: “vittima oggettiva” di quell’esplosione? Grazie.

Se lei ha il coraggio – umano e civile, culturale e spirituale – per rispondere a queste mie domande, può farlo all’email di questo blog.
Distinti saluti,

Anna Di Vittorio

Roma, venerdì 31 luglio 2020

Gli allegati

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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