Mafia capitale story/3 – La grande lite su Cuori neri reloaded

Mafia capitale è stata, a partire dalla vicenda giudiziaria, una grande macchina narrativa. In questa funzione si è rivelato centrale il ruolo di Massimo Carminati. Proprio il suo radicamento nell’immaginario collettivo, a partire da Romanzo Criminale, è stato decisivo nella costruzione dell’apparato accusatorio, per sostanziare una contestazione di associazione mafiosa altrimenti del tutto infondata. Dal blitz e dal disvelamento del verminaio politico affaristico romano si sono moltiplicate le narrazioni. Nel ricostruire Mafia capitale story partiamo proprio da una vicenda paradossale, cioè dell’operazione di marketing della Sperling & Kupfer che ha scatenato una rivolta dei Cuori Neri…

Non è ancora uscito il remake e già i “Cuori neri” d’Italia sono in rivolta contro l’autore del loro livre de chevet, Luca Telese. A scatenare la furia dei suoi fan la scelta della Sperling & Kupfer di mettere in copertina ‘o cecato, al secolo Massimo Carminati, mischiando così il sacro e il profano. “Cuori neri” rappresentò dieci anni fa uno straordinario caso di successo editoriale. Quel martirologio molto ben scritto da un autore di sinistra perbene divenne infatti la Bibbia del vittimismo neofascista. Ora mischiare vittime e carnefici è ritenuta una profanazione..Vediamo così una prima serie di reazioni. LEGGI TUTTO

Una copertina sbagliata

Per quanto possa sembrare strano, non possiedo, come la maggior parte degli autori, il potere di decidere la copertina di un mio libro. Lo avranno Hillary Clinton Umberto Eco, forse, lo avrà Jeremy Rifkin e qualche autore americano. Non io, purtroppo. Ho visto che persino un grande classico come “Il secolo breve” di Eric Hobsbawn è stato ripubblicato senza la foto del Grande dittatore di Chaplin che pure è stato un elemento cruciale del racconto e delle sue interviste: ce n’è un’altra che non è brutta, ma non è la sua. Ed è celebre il caso di Salinger che ha dovuto lottare una vita per non avere nessuna foto sulla copertina del suo Giovane Holden. LEGGI TUTTO

Luca Telese e il lodo Barbadillo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Per quanto possa sembrare strano, non possiedo, come la maggior parte degli autori, il potere di decidere la copertina di un mio libro. Lo avranno Hillary Clinton Umberto Eco, forse, lo avrà Jeremy Rifkin e qualche autore americano. Non io, purtroppo. Ho visto che persino un grande classico come “Il secolo breve” di Eric Hobsbawn è stato ripubblicato senza la foto del Grande dittatore di Chaplin che pure è stato un elemento cruciale del racconto e delle sue interviste: ce n’è un’altra che non è brutta, ma non è la sua. Ed è celebre il caso di Salinger che ha dovuto lottare una vita per non avere nessuna foto sulla copertina del suo Giovane Holden. LEGGI TUTTO

Non deve parlare insieme di vittime e carnefici

La presa di posizione di Luca Telese che, con un gesto plateale dirompente, propone di rifare le copertine di Cuori neri dieci anni dopo (un’operazione costosa) non ha soddisfatto il pubblico dei “cuori neri original” che continua a polemizzare ipotizzando cazzimme e feroci logiche di marketting… E quindi riprendiamo la rassegna stampa con tre giornalisti di area destra…

Sono pentita, di essermi anch’io agitata per la copertina della ristampa di “Cuori neri”. Telese, perfettamente consapevole di tutta l’operazione editoriale, grazie all’assist dei “camerati” di Barbadillo, fa una lettera mortificata in cui chiede alla Sperling di cambiare copertina. Ora gira più questa pezza che ha messo della porcheria che ha realizzato. Tutto ciò ha contribuito solo a fare pubblicità a uno che non lo merita. Quindi per me, la storia finisce qua.
Annalisa Terranova, capo del servizio politico del Secolo d’Italia LEGGI TUTTO

Continua il tiro incrociato

Nonostante la bella intervista di Luca Telese ad Adriano Scianca  per Il Primato Nazionale (il responsabile culturale di CasaPound non è stato certo accomodante) continua il tiro incrociato sull’autore di “Cuori neri”. La sua richiesta alla casa editrice di sostituire la copertina, ritenuta offensiva da molti, non è giudicata sufficiente. E’ proprio la scelta, nel lungo capitolo di “aggiornamento”, di parlare finalmente non solo di vittime ma anche di “carnefici” ad essere contestata, spesso con toni e termini molto aspri. Io, ovviamente, sono di opposto parere, e presto offrirò al dibattito la mia opinione ma intanto continuo, grazie al lavoro metodico di Giuseppe Parente, a proporvi un altro “giro” di commenti critici all’operazione Cuori neri reloaded LEGGI TUTTO

Un’operazione di rimozione

La polemica si inasprisce e così Telese è costretto a un nuovo intervento in cui, tra l’altro, cita le discussioni avute con Nicola Rao e con me:
(… Tassinari e Rao hanno una idea ancora più forte di me, su questo, e la riassumo così. Ma non ti rendi conto che in qualche modo, queste reazioni sono figlie di una operazione di separazione che hai fatto tu stesso proprio con Cuori neri? Tu hai raccontato le vittime, le hai sottratte all’oblio, ma le hai anche separate dal loro tempo, dal loro contesto. La mia risposta è anche nella polemica di queste ore, nella montagna di insulti che mi prendo: io non ho mai occultato la zona grigia, non ho mai ceduto all’agiografia, non ho mai pensato che angelicare fosse una risposta. Le storie dei Cuori neri contenevano quasi miracolosamente, dentro il loro percorso, tutto il repertorio delle identità possibili: tempi, età, luoghi diversi. Ed erano storie bellissime, piene di sfumature, di problemi, di ricchezza. Rispetto a coloro che mi dicevano: ma allora dovevi raccontare tutti i “caduti” di destra, ho sempre risposto che questo era un altro libro, che altri hanno scritto (penso, ad esempio, a “Guerrieri” di Tassinari). Quello che distingueva la storia dei Cuori neri da quella degli altri è che tutti erano vittime della violenza politica. Per questo non temo il cosiddetto rischio “contaminazione”. LEGGI TUTTO

Adinolfi: il problema è che fa distinguo nell’area

Nel dibattito sulla riedizione di “Cuori neri” scende in campo, rompendo gli schemi, Gabriele Adinolfi. Il suo contributo, forte e potente, non mi meraviglia: perché all’epoca la critica ai morti buoni e ai morti cattivi l’avevamo condivisa. Il testo è stato pubblicato su Il Primato Nazionale

Il problema non è Telese e neppure Sperling & Kupfer. Il problema è tutto in quella che si definisce area. In fondo non è tanto scandaloso che Telese abbia fatto la sua carriera speculando sui neofascisti assassinati, questo ci potrebbe anche stare se non fosse aggravato dal fatto che l’autore ha preteso più di una volta di mettere bocca dove non doveva e regolarmente in modo sconcio.
Ci potrebbe anche stare la sua carriera sul nostro sangue se il suo ormai famoso Cuori neri non avesse praticato una selezione tra morti accettabili e morti impresentabili, del tutto scomparsi, questi ultimi, dalla galleria dei ritratti. Quello che davvero è indegno è che ci sia tanta gente d’area che questa selezione l’ha approvata e che si è compiaciuta nel vittimismo con lacrimuccia che è lo spirito con cui i nostri Caduti sono stati ricordati. LEGGI TUTTO

Murelli: a San Babila nessuna distinzione

All’intervento di Gabriele Adinolfi ha fatto seguito un post su facebook di Maurizio Murelli, un protagonista degli anni di piombo che fu tra i più decisi critici dell’operazione “Cuori Neri”. Due mesi fa è uscito il suo romanzo storico che fin dall’exerge contesta alla radice la divisione tra cuori neri buoni e cattivi e quindi si pone fuori campo rispetto alla polemica in corso

Io personalmente non a caso ho dedicato il mio romanzo a tre “impresentabili” (stando alla leggenda mediatica): Pierluigi, Umberto, Rodolfo. E tutto il romanzo si sviluppa su un crinale che rende bene (secondo me) l’idea di come la dimensione politica vissuta in una certa maniera e con certe coordinate può facilmente introdurre alle dinamiche “criminali”… e come, i camerati mantenutisi puri possono e DEVONO supportare questa “deriva” (infatti nel romanzo gli “eroi” son quelli che non lasciano solo il protagonista nonostante lui voglia fare da solo). Del perché di questo passaggio dal dominio politico a quello del puro fuorilegge ci sarebbe da dire molto.  LEGGI TUTTO

Telese: la copertina sarà cambiata

‘OGGI SPERLING ANNUNCERA’ UNA NUOVA COPERTINA DI CUORI NERI. DOPO TANTO DIBATTITO UNA DECISIONE IMPORTANTE, CORAGGIOSA E (CREDO) SENZA PRECEDENTI”

Il tweet di Luca Telese segna un punto di svolta ma non chiude il clamoroso bordello scatenato dalla riedizione di Cuori neri. Perché oramai una buona parte della fascisteria non si è contentato del lodo Barbadillo e punta al cuore del problema: non si può accostare Carminati ai martiri. Dimenticando che anche lui è una  vittima della brutalità poliziesca. Latitante per i Nar, gli sparano in testa perché al valico di frontiera pensavano passasse Cavallini. Gli è andata bene e ha perso un occhio. Io, come è noto, non ero d’accordo già dieci anni fa sull’esclusione delle vittime non innocenti. Ma continuiamo con la rassegna di stampa e social network, sempre curata da Giuseppe Parente:

Ora saranno pure convinti di aver rimediato all’orrore. Invece nulla cambia!!! LEGGI TUTTO

La resistenza dei librai

Alla fine la potenza feroce del mercato è indomabile …
A sollevare il caso è stato ieri Giacinto Reale, un vecchio quadro missino (fu federale a Bari), oggi appassionato cultore di storia del primo fascismo e dello squadrismo.
La sua segnalazione sulla presenza in libreria della ristampa di Cuori neri con la copertina “contestata” è stata prontamente rilanciata da Il Primato nazionale, il quotidiano on line che pure aveva dato ampio spazio alla “sconfessione” di Luca Telese. Così oggi siamo andati a verificare quale sia la situazione a Napoli e puntualmente nella Feltrinelli di piazza dei Martiri fa bella mostra di sé il faccione di Massimo Carminati, LEGGI TUTTO

Per approfondire

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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