14 settembre 2008, Milano: un bottegaio razzista uccide a sprangate “Abba”

Una targa per Abdoul Guiebre, per tutti Abba, il ragazzo ucciso il 14 settembre del 2008 in via Zuretti a Milano, a due passi dalla Stazione Centrale, perché accusato di aver rubato dei biscotti. Una storia di violenza e razzismo che è ancora un ferita aperta per la città. Oggi si celebra il dodicesimo anniversario della morte di Abba: in memoria del ragazzo c’è solo la targa posta dagli amici nel decennale dell’omicidio: “Abba-Abdoul Guiebre. Ragazzo, cittadino del mondo. Ucciso dal razzismo”. Manca un riconoscimento ufficiale, annunciato dal Comune e ancora non realizzato. In prima linea contro il memorial Abba c’è il presidente leghista del Municipio 2, Samuele Piscina. Per ricostruire la tragedia di Abba ricorriamo a Infoaut, uno dei portali di Movimento più attenti all’esercizio della memoria

La mattina del 14 settembre 2008, dopo aver trascorso la notte in un locale di Milano, Abdul, John e Samir si dirigono con i mezzi pubblici in via Zuretti, vicino alla Stazione Centrale, con l’intenzione di proseguire la serata al centro sociale Leoncavallo. Durante una breve sosta ad un bar vengono raggiunti da un furgone da cui scendono due uomini; Fausto Cristofoli di 51 anni e il figlio Daniele di 31, che ripetutamente accusano i tre ragazzi di averli derubati.

In questo gesto si può già distinguere il movente razzista che si nascondeva dietro a questi personaggi e dietro a tutta la vicenda intera: la famiglia Cristofoli infatti accusava i giovani solamente del furto dell’intero incasso della notte e non di altri articoli in vendita nel loro negozio. Padre e figlio cominciano quindi a minacciare Abba e i suoi amici con una sbarra di ferro, lanciando epiteti tra cui “Ladri”, “Sporchi negri vi ammazziamo”, “Negri di merda”.. costringendo i tre ragazzi a difendersi con bottiglie e bastoni. Purtroppo Abba non riesce a sfuggire alle sprangate di Daniele Cristofoni che, dopo averlo colpito ripetutamente con l’asta di ferro usata per chiudere la serranda del negozio, lo lascia a terra agonizzante, scappando il più in fretta possibile insieme al padre.

Abdul, in coma, viene portato all’ospedale Fatebenefratelli, dove è dichiarato morto intorno alle 13:30. I due aggressori vengono fermati qualche giorno dopo l’omicidio e condannati a quindici anni e quattro mesi, con l’obbligo di un risarcimento di centomila euro alla famiglia di Abba. Nonostante questo episodio sia stato definito da molti una ”lite degenerata per futili motivi”, si riconosce fin da subito la vera natura della famiglia Cristofoli, caratterizzata da un feroce odio razziale.

Il giorno dopo i risultati dell’autopsia, molti sono coloro che decisero di ricordare Abba in un corteo partecipatissimo, condotto dagli stessi amici del ragazzo, facendo esplodere la rabbia per la sua morte in tutte le vie di Milano. In corrispondenza di via Zuretti, molti dei partecipanti iniziano a correre per raggiungere il bar della famiglia Cristofoli, prontamente difeso da un vasto schieramento di forze dell’ordine, riuscendo a forzare in parte il cordone e raggiungere il luogo in cui Abba era stato ucciso. La giornata termina con l’ascolto in piazza delle canzoni preferite da Abba, ballate e cantate a gran voce, e con il cambio del nome della via, ribattezzata ”Via Abba”.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.