31 ottobre 2009: muore impiccata in cella la br Diana Blefari Melazzi

diana blefari melazzi

Nel Novanta, quando scoppia il movimento della Pantera, contro la riforma che avvia la privatizzazione dell’università, Diana è nei cortei, nelle assemblee, nelle occupazioni. Ama le moto, gira per Roma con una Honda 350 rossa.

Il 20 maggio 1999 viene ucciso a Roma Massimo D’Antona, impegnato nella ristrutturazione del mercato del lavoro e nella regolamentazione del diritto di sciopero. Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente, la firma. Che provoca una scia di polemiche. Il 19 marzo 2002 a Bologna le Br-pcc uccidono Marco Biagi. Collabora con il governo per l’aumento della flessibilità e precarietà del lavoro.

Quel covo fittato a suo nome

Gli inquirenti procedono a passi casuali fino al 2 marzo 2003, quando viene catturata Nadia Lioce. Nella sparatoria muoiono Mario Galesi e un poliziotto. Il 24 ottobre sono arrestati sette militanti. A dicembre gli inquirenti trovano uno scantinato usato come deposito dall’organizzazione. Diana ha firmato il contratto a suo nome. La arrestano il 22 dicembre.

In isolamento a Rebibbia fa ginnastica, guarda la tv. Legge. Scrive. L’avere la responsabilità personale delle azioni delle Br-Pcc … mi riempie di fierezza per il contributo che ho dato al processo rivoluzionario… La condannano all’ergastolo, e al carcere duro del 41 bis. In buona parte per le dichiarazioni di una pentita. Subisce ripetuti trasferimenti.

Al 41 bis nonostante la malattia

Poco a poco chiude le porte al mondo. Trascorre intere giornate a letto. Ha sfoghi di rabbia. Deliri. Inizia l’iter umiliante di visite, perizie, relazioni. Rifiuta medici e terapie. Ancora nel settembre 2007 il Ministro della Giustizia le rinnova il 41 bis. Non vi è stato «alcun attestato di dissociazione o rifiuto della lotta armata». La declassificazione arriva l’anno dopo. Troppo tardi.

La condanna definitiva, l’ultima scelta

Diana sta male. Ripete di voler morire. Ma rifiuta i colloqui con gli inquirenti. A fine ottobre 2009 la condanna all’ergastolo diviene definitiva. Il 31 ottobre le viene notificata la sentenza. La sera si impicca in cella.

In molti parlano di suicidio annunciato. Altri, più apertamente, di omicidio di Stato.

FONTE: Sebben che siamo donne/Paola Staccioli

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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