Oregon, il video Fbi conferma le accuse dei miliziani: il portavoce freddato da un poliziotto

Doveva essere un grande successo tattico dell’amministrazione Obama: l’occupazione dell’edificio federale nella riserva naturale dell’Oregon sudorientale sconfitta con un blitz efficace e una sola vittima. Si è rivelato un boomerang terribile e vergognoso.
“Gli agenti federali – raccontava proprio ieri il New Yorker – hanno tollerato questo teatro secessionista, permettendo agli occupanti di lasciare il rifugio per la spesa, lasciando che i sostenitori potessero unirsi all’occupazione, fino a raggiungere i 150 armati, e anche non tagliando l’elettricità. Questo atteggiamento indulgente, evidentemente frutto della lezione dei disastrosi anni Novanta con gli scontri di Ruby Ridge, Idaho, e Waco, Texas, non poteva durare all’infinito. Una apparente posizione diplomatica si è rivelata una strategia vincente della polizia. Quando Ammon Bundy e altri dirigenti hanno lasciato il rifugio, sono stati bloccati immediatamente, decapitando il movimento che dall’Oregon ambiva ad estendersi ai confinanti stati dell’Idaho e del Nevada”.
Il video shock diffuso dall’Fbi mostra senza ombra di dubbio che non è stato uno scontro a fuoco a procurare la morte del rancher 54enne Robert LaVoy Fimicum, portavoce della protesta della milizia paramilitare. Le immagini mostrano come l’uomo, dopo un tentativo di fuga, si sia impantanato nella neve con il suo pick up e sia sceso alzando le mani in segno di resa. Nonostante questo un poliziotto gli ha sparato a sangue freddo, uccidendolo.
Si aggiunge un’altra croce alle vittime della brutalità poliziesca: è però paradossale che la vittima non sia un sottoproletario inerme in uno dei ghetti delle metropoli orientali ma proprio uno degli esponenti di quella destra radicale fanatica di quel “diritto alle armi” che è al centro della campagna elettorale per le iniziative promesse dal presidente Obama per scoraggiare i ripetuti episodi di omicidio di massa

 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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