E il duca Grazioli non ritornò mai a casa dal sequestro

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Una notte, dal cortile di palazzo Grazioli sparì la macchina della duchessa. Accadde in un periodo in cui i contatti coi sequestratori sembravano interrotti, e il furto fece pensare a un’ulteriore minaccia di chi aveva in mano il duca: se volevano erano davvero in grado di fare ciò che dicevano.

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7.11.77: rapito il duca Grazioli. Nasce la banda della Magliana

Le ultime azioni da uomo libero del duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere furono quelle di salire sulla sua BMW 320 grigia metallizzata, accendere il motore e percorrere qualche centinaio di metri. Era buio, le diciotto e trenta di lunedì 7 novembre 1977.

A quell’ora il duca lasciò la località Le Torrette, un allevamento di cavalli che passava a visitare quasi ogni sera. Doveva andare agli uffici dell’amministrazione della sua tenuta, e imboccò la strada in discesa, seguito dal fattore Luigi Nanni a bordo di una Fiat 126. Quella campagna che circondava la strada era tutto, ormai, per il duca Grazioli Lante: «don Massimiliano», lo chiamavano dipendenti e amici; i più intimi, invece, «Max».

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7.11.77: Cossiga chiude il “covo” di via dei Volsci

Le leggi eccezionali esistono già: con quella sui « covi » chiuse ieri a Roma via dei Volsci e la sede di Monteverde e a Torino, la sede del circolo Cangaceiros. A Roma il reato sarebbe quello di partecipazione a banda armata, commesso dal 1974 a oggi da oltre 80 compagni dell’autonomia. E’ una vendetta del Questore (quello che fece ‘sparare il 12 maggio sui manifestanti inermi) col PCI corresponsabile di questa provocazione. Si apre una settimana tutta incentrata sulla richiesta di misure eccezionali. La DC, come in Germania, apre la caccia contro gli intellettuali chiedendo «impunità». Occorre sviluppare un’ampia mobilitazione di massa per sconfiggere questa nuova ondata repressiva e far riaprire le sedi chiuse.

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Armi al Mir, così Gigi Proietti finanziò la Resistenza cilena

Una piccola storia, raccontata da Claudio Millo e che io ho letto sulla bacheca di Alex Paddy, che illumina la figura radiosa di Gigi Proietti. Uno che non era solo un grandissimo artista ma anche una bella persona

Voglio far conoscere a tutti gli amici e compagni questa Storia di un grande Proietti… Vi racconto una storia sconosciuta di Gigi Proietti. Nel settembre 1973 dopo il colpo di stato in Cile di Pinochet, Lotta Continua lancia una sottoscrizione a favore della Resistenza Cilena “Armi al MIR”. Un cantautore, Pino Masi, allora militante di LC, incontra Gigi in viale Trastevere e gli chiede di sottoscrivere. Lui dice “Si vabbè, ma però damme un momento…” Fa un salto a casa e porta quattro milioni di lire. Che dire? Un grande. Grazie . Un abbraccio fortissimo

In 16 anni di terrore islamico, 600 morti in Europa

Dalle bombe a Madrid nel 2004 all’ultimo attentato terroristico di Vienna, la lista degli attacchi avvenuti in Europa negli ultimi anni 15 anni è lunga. Sono dieci i paesi europei colpiti: Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, Spagna, Svezia, Danimarca, Finlandia, Olanda, Austria, per un totale di quasi 600 vittime, concentrate in gran parte (514) in 6 eventi: gli attacchi alle stazioni ferroviarie a Madrid (192), Londra (52) e al sistema di trasporti in Belgio (32), l’attacco multiplo ai locali notturni di Parigi (130), la strage del camion a Nizza (86), il concerto di Manchester (22). Ecco una cronologia dei fatti principali.

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Il convegno di Chiavari e le Br: Curcio sbaglia la data

Anche Renato Curcio, nel suo libro-intervista con Mario Scialoja, ricostruisce la vicenda del convegno di Chiavari come tappa di avvicinamento alla fondazione delle Brigate Rosse ma compie un errore di datazione e uno di approssimazione: ritarda lo svolgimento del convegno, collocandolo dopo la strage di piazza Fontana, mentre si è svolto nel weekend dei morti, e fissa a Chiavari la nascita di Sinistra proletaria, mentre fino all’estate 1970 le due sigle continueranno a convivere. SP è la testata di agitazione usata dal CPM. Questa la ricostruzione del passaggio nel libro di Soccorso rosso sulle Br delle origini:

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Da Chiavari alle Brigate Rosse. Il racconto di Moretti

Il 1° novembre 1969 si svolge a Chiavari, all’hotel Stella Maris, un convegno dei quadri del Collettivo politico metropolitano che è considerato una delle tappe più significative nel passaggio alla lotta armata. Una enfasi a posteriore: nel libro del 1975 del Soccorso Rosso il meeting non è considerato degno neanche del titolo di un paragrafo. Anche Mario Moretti, nel libro intervista con Rossana Rossanda e Carla Mosca, ne ridimensiona l’impatto e ricostruisce la dinamica generale,

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Roma: scontri al corteo antagonista

In piazza Indipendenza, non lontano dalla Stazione Termini, si sono dati appuntamento movimenti, studenti, precari, disoccupati e sindacati sotto lo
slogan “Tu ci chiudi, tu ci paghi”. Manifestazione di segno politico opposto a Campo de’Fiori, dove ci sono stati tafferugli con le “Mascherine tricolori”. Un grosso striscione spiega la protesta: “La crisi la paghino i ricchi! Nessun ricatto tra salute e redditi” . “In questa piazza prendiamo il Covid molto sul serio – dice un manifestante al megafono – Non abbiamo nulla a che vedere con una destra becera che nega il Covid e sputa sulle centinaia di morti. Chiediamo al governo i soldi, una patrimoniale sui redditi alti”. E poi cori contro il premier Conte e Confindustria, tra bandiere di Usb, Pci e Potere al Popolo.

Il clima cambia di segno quando il sit-in si trasforma in corteo. I manifestanti vorrebbero andare al Mise. Le forze dell’ordine li fanno sfilare, invece, verso l’università  La Sapienza. “Siamo in 5mila e il Governo ci deve ascoltare”, urlano dal megafono. “Non si può morire né di Covid né di fame” aggiunge. Poi da un gruppo di manifestanti, alcuni con cappucci e a volto coperto da mascherine nere o sciarpe, parte un lancio di fumogeni e petardi verso il cordone delle forze dell’ordine schierato nei pressi dell’università . La polizia allontana e disperde i manifestanti con i blindati e agenti in tenuta antisommossa. Il corteo si ricompatta e va verso San
Lorenzo, storico quartiere rosso.

Sei chili di fumo ed erba. 2 anni alla voce di Assalti frontali

E’ la voce della band rap romana ’Assalti Frontali’, Paolo Bevilacqua, in arte ’Pol G’, il cantante arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma dopo essere stato trovato in possesso di 6 chili di droga tra marijuana e hashish. Quantitativo trovato nella sua casa nel quartiere Pigneto.

I finanzieri, quando sono entrati in casa, lo hanno trovato in stato confusionale e il cantante, incensurato, si è giustificato affermando che “dato il momento di difficoltà, non lavoro, non posso fare concerti, mi sono arrangiato in altro modo”. Il cantante è stato condannato a 2 anni con pena sospesa, obbligo di firma e ad una multa di 20mila euro.

31 ottobre 2009: Diana Blefari Melazzi uccisa dall’ uso feroce del 41 bis

Due testimonianze sulla vita e la morte di Diana Blefari Melazzi, la fiancheggiatrice della Nuove Brigate Rosse che si toglie la vita il giorno in cui le notificano la condanna definitiva all’ergastolo, nonostante le sue responsabilità marginale negli omicidi dell’organizzazione.

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