Ma chi è la ragazza col foulard, icona del ’77: Simonetta, Fiamma, Luana?

Ma chi era la ragazza dal volto coperto i cui occhi luminosi – colti in una foto scattata da tano D’Amico – sono una delle immagini cult del Settantasette?
Il 29 dicembre scorso è morta di cancro a 64 anni Simonetta Frau, maestra elementare, attivista sindacale di Unicobas, pittrice. Nel saluto commosso di Stefano D’Errico e dei compagni dell’Esecutivo nazionale è ricordata appunto la circostanza che fosse suo il volto che spunta dal cordone dei carabinieri.

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Ricordando Gilberto Oneto, il fondatore dell’identità padana

Il 13 gennaio 1946 nasce a Biella Gilberto Oneto, protagonista per 40 anni delle battaglie culturali per la costruzione di una destra identitaria. Una missione interrotta dalla morte prematura, il 20 novembre del 2015, a Verbania. Architetto, giornalista e scrittore, fu impegnato a traghettarla oltre le secche del neofascismo e della contrapposizione frontale del secolo breve.
Dalle tavole disegnate con lo pseudonimo di “Gamotta” sulla “Voce della fogna” alla fondazione dei “Quaderni padani” ha sempre giocato d’anticipo. Partendo dalla satira della militonteria si è impegnato nella ricerca di un’identità culturale che desse senso e radicamento al progetto secessionista di Gianfranco Miglio.  Fu infatti stretto collaboratore nei primi anni Novanta del professore che orientò la prima stagione della Lega Nord.

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13 gennaio 1953: il complotto dei medici e la paranoia antisemita di Stalin

Il Complotto dei Medici fu un caso giudiziario montato ad arte a carico di medici ebrei dell’Urss, accusati di aver attentato alla vita di diversi leader sovietici. I primi arresti avvengono nell’ottobre del 1952, ma la vicenda balza all’attenzione del mondo il 13 gennaio del 1953, quando ne parlò in prima pagina la Pravda. L’affaire si chiuse bruscamente con l’agonia e la morte di Stalin nei primi giorni del marzo 1953.

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11 gennaio 1995: arrestata la figlia di Malcom X. Voleva uccidere Farrakhan

L’11 gennaio 1995 Qubilah Shabazz, figlia di Malcom X è arrestata con l’accusa di aver commissionato l’omicidio di Louis Farrakhan, il leader della Nazione dell’Islam, che ritiene il mandante dell’esecuzione del padre. Da quell’antico scontro che lacerò la comunità afroamericana con i “razzisti neri” decisi a liquidare il progetto rivoluzionario di Malcom X si arriva a una serie di giri di valzer e la ricomposizione tra la famiglia del leader più amato dai neri d’America e la setta religiosa. Una vicenda che avrà comunque un finale tragico. Con il figlio di Qubilah affidato alla nonna che l’ammazza incendiandone la casa. La vicenda è ben ricostruita in un bel reportage del Foglio di cui pubblichiamo un ampio stralcio

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9 gennaio 2014, muore in cella Roberto Sandalo, unico terrorista tricolore

Il 9 gennaio di sei anni fa moriva di crepacuore in carcere Roberto Sandalo, il primo terrorista tricolore della storia repubblicana. Passato da Prima Linea alla collaborazione con lo Stato (le sue confessioni sui favori fatti da Cossiga al collega Donat Cattin a tutela del figlio dirigente del gruppo armato costarono una crisi di governo) per poi rispuntare a fine secolo a fomentare le camicie verdi leghiste in chiave insurrezionalista e antiunitaria. Sgamato da Borghesio si è nuovamente immerso per rispuntare lupo solitario antislamico e crociato cristiano. Una vita interessante, un modello di psicopatologia dei tempi moderni. Anche giudiziaria: per qualche “boccia” lanciata contro obiettivi simbolici è stato condannato a una pena ben più severa di quella beccata per tre omicidi e varie altre scelleratezza compiute da combattente comunista. Qui i tre lunghi post scritti in questo blog

Per approfondire

La fase rossa
La fase bianco crociata
La fase verde

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10 gennaio 1979. In risposta ai Nar, un commando uccide uno qualunque, Stefano Cecchetti

Una squadra dell’ultrasinistra spara da una Mini Minor verde contro alcuni giovani che stanno parlando davanti al bar “Urbano” di largo Rovani, nel quartiere Talenti a Roma. Ne colpiscono tre. Stefano Cecchetti, militante del Fronte della Gioventù, muore poche ore dopo, mentre Maurizio Battaglia e Alessandro Donatone restano feriti. Un’ora dopo l’agguato, la rivendicazione all’Ansa: «Un’ora fa abbiamo colpito, nel quartiere Talenti, un centro di aggregazione fascista. Abbiamo colpito facilmente. Contro l’arroganza fascista sul territorio. Ora e sempre violenza proletaria. Compagni Organizzati per il Comunismo».

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70 anni fa l’eccidio alle fonderie di Modena: uccisi 6 operai

Il 9 Gennaio 1950 a Modena si protesta contro la serrata e i licenziamenti ingiustificati alle Fonderie Riunite. La polizia spara sulla folla provocando la morte di sei lavoratori: Angelo Appiani (meccanico ed ex-partigiano di 30 anni), ucciso proprio davanti alle Fonderie; Renzo Bersani (operaio metallurgico, 21 anni), colpito a morte lontano dagli scontri mentre cerca di fuggire; Arturo Chiappelli (spazzino disoccupato di 43 anni), raggiunto dai proiettili della polizia vicino alla Fonderia; Ennio Garagnani (carrettiere nelle campagne di Gaggio, di 21 anni) colpito a morte lontano dagli scontri mentre cerca di fuggire; Arturo Malagoli (operaio ed ex-partigiano, 21 anni), colpito davanti al passaggio a livello della vicina ferrovia; Roberto Rovatti (fonditore di 36 anni), colpito con i calci dei fucili della celere, gettato in un fosso e finito con un colpo sparato a distanza ravvicinata.

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8 gennaio 1980: le Br uccidono 3 poliziotti. E’ la strage di via Schievano

L’8 gennaio 1980, durante un servizio di perlustrazione a Milano, i componenti dell’equipaggio di una volante furono vittime di un agguato. Mentre transitavano sotto un ponte, un automezzo blocca la loro vettura. Dagli occupanti di questo e da altri terroristi, nascosti nei pressi, partirono numerosissimi colpi di arma da fuoco. Il commando colpisce a morte I tre componenti dell’equipaggio della Polizia. Le Brigate rosse rivendicano l’agguato, con centinaia di volantini, firmati colonna “Walter Alasia” e riportanti, quale prima frase: «Benvenuto al Generale Dalla Chiesa!».

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8-10 gennaio 1978: dopo la strage ad Acca Larentia, i giorni della rabbia

Alla strage di Acca Larentia seguono i giorni della rabbia. Li ricostruisce così Nicola Rao, nel Piombo e la Celtica, con le testimonianze di alcuni dei fondatori dei Nar.

Per tre giorni il Tuscolano sarà devastato dalla rabbia missina. Arriveranno anche i gruppetti di fuoco che stanno nascendo in quelle settimane. Tra l’altro Valerio Fioravanti è in licenza natalizia, così si presenta anche lui, insieme ai suoi. Ora per strada si spara. Direttamente contro polizia e carabinieri. Sentiamo Francesco Bianco:

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7 gennaio 1978/2: ad Acca Larentia la scelta delle armi diventa strategica a destra

La strage di Acca Larentia, due camerati giovanissimi uccisi da un commando della guerriglia rossa, un terzo da una pistolettata durante uno scontro con i carabinieri, innesca un dibattito rabbioso nell’area movimentista. Le armi hanno sempre circolato nella fascisteria ma stavolta diventano una scelta strategica. Sempre dal capitolo dedicato alla strage su Guerrieri (ed Immaginapoli, 2005). Qui la prima parte

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