Rogo di Primavalle: il testo integrale della controinchiesta

Nella notte del 16 aprile 1973 tre militanti di Potere Operaio partono per minacciare Mario Mattei, ex netturbino e segretario della sezione missina di Primavalle. Alle tre di notte, nel tentativo di dare fuoco alla porta di casa, versarono cinque litri di benzina sotto l’ingresso dell’appartamento abitato dalla famiglia composta da Mattei, dalla moglie Anna Maria e sei figli, al terzo piano delle case popolari di via Bernardo da Bibbiena 33.

Quella che doveva essere un’azione intimidatoria si tramuta in una tragedia: dopo aver versato la benzina sulla porta si verifica uno scoppio generato da un innesco artigianale che in pochi minuti fece divampare l’incendio in tutto l’appartamento. Nel rogo restano uccisi due dei figli, Virginio, 22 anni, e Stefano, 8 anni.
Fu redatto un pamphlet di “Controinchiesta”, in cui la responsabilità fu attribuita a una faida interna tra esponenti di destra. Nel libro del “Collettivo Potere Operaio” Primavalle: Incendio a porte chiuse la nota dell’editore sostiene:

«La montatura sull’incendio di Primavalle non si presenta come il risultato di un meccanismo di provocazione premeditato a lungo e ad alto livello, tipo «strage di stato». «Primavalle» è piuttosto una trama costruita affannosamente, a «caldo» da polizia e magistratura, un modo di sfruttare un’occasione per trasformare un “banale incidente” o un oscuro episodio – “nato e sviluppatosi nel vermicaio della sezione fascista del quartiere” – in un’occasione di rilancio degli opposti estremismi in un momento in cui la strage del giovedì nero con l’uccisione dell’agente Marino – avvenuta a Milano 3 giorni prima – ne aveva vanificato la credibilità.»

IL TESTO INTEGRALE DEL VOLUME

Taggato con: , ,

14 aprile 1988: la strage dimenticata al circolo Uso di Napoli

circolo uso

E’ una delle tante strage internazionali quella di 33 anni fa al circolo americano di Napoli: un attentato dinamitardo, che provocò la morte di ben cinque persone ed il ferimento di altre quindici, nel 1988 al circolo ”Uso”, alle spalle della piazza che collega il Municipio e la stazione marittima del porto di Napoli.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , ,

13-14 aprile 1979: stato d’assedio ai funerali degli autonomi di Thiene

Verso le 17.30 dell’11 aprile 1979, a Thiene, in provincia di Vicenza, esplode un ordigno in un appartamento in via Vittorio Veneto 48. Muoiono dilaniati dall’esplosione tre militanti del Gruppo sociale di Thiene, una delle strutture dei Collettivi Politici Veneti. Maria Antonietta Berna (22 anni: nella foto durante un’occupazione di case), il metalmeccanico Angelo Del Santo (24 anni) e lo studente di medicina Alberto Graziani (25 anni).

Leggi altro ›
Taggato con: , , ,

Venerdì 11 aprile (1975): la strage della Flobert e il ricordo di Sciascià

Venerdì 11 aprile 1975, alle 13,25, una terribile esplosione distrugge la Flobert, una fabbrica che produce proiettili per armi giocattolo e fuochi d’artificio, situata alla contrada Romani a Sant’Anastasia. Siamo alle pendici del Monte Somma, nel Vesuviano. La canzone contro le morti bianche è degli Zezi. Il gruppo operaio di Pomigliano d’Arco innesta sulla tradizione folclorica temi e ritmi delle lotte operaie e sociali degli anni Settanta. Di lì a poco nascerà un nuovo gruppo di combat folk, animato da “Sciascià”, l’autore del testo della Flobert.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , , , ,

11 aprile 1969: rivolta alle Nuove. I detenuti devastano il carcere

rivolta

Il ciclo di lotte dei detenuti contro le disumane condizioni di vita nei penitenziari comincia nel giugno del 1968. Si portano avanti parole d’ordine piuttosto avanzate sulla riforma delle carceri e contro la carcerazione preventiva. Ha una certa importanza il lavoro di inseminazione politica svolto dagli studenti arrestati per le lotte universitarie, ma anche delle centinaia di operai finiti in carcere per i picchetti o i blocchi stradali, le quotidiane pratiche di lotta in fabbrica e sul territorio a supporto delle tante vertenze, contrattuali o locali. Ma ben presto si afferma anche il ruolo di quelli che poi diverranno una specifica categoria socio-politica. I proletari prigionieri, gli illegali che hanno rotto con l’ordine borghese attraverso la pratica “criminale”.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , ,

11 aprile 1968: attentato contro Rudi Dutschke, “il rosso”

Rudi Dutschke
La scena dell’attentato

Il 1968 è l’anno del grande mutamento. La primavera del 1968 lo dimostra: il 4 aprile James Earl Ray uccide a Memphis Martin Luther King jr., il pastore leader del movimento per i diritti civili. Due mesi dopo, il 6 giugno, il palestinese Sirhan B. Sirhan colpisce a morte il candidato democratico alla Casa Bianca Bob Kennedy, che il destino accomuna al fratello John, assassinato nel celebre attentato di Dallas 5 anni prima. In mezzo il Maggio Francese.

L’agguato

Pochi giorni dopo la morte di King, il vecchio continente viene scosso da un altro attentato: a Berlino, l’11 aprile, Rudi Dutschke, leader del movimento studentesco tedesco, è raggiunto da tre colpi di pistola. Lo ferisce il tappezziere Joseph Bachmann. Un estremista di destra fomentato dalla furibonda campagna di stampa della principale catena editoriale tedesca. Sopravvive, ma i danni al cervello gli provocano frequenti attacchi epilettici. Uno di questi, una decina d’anni più tardi lo coglierà nella vasca da bagno, annegandolo.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , , ,

Addio a Ernesto Paolozzi, un liberale dalla parte degli operai

E ci ha lasciati anche Ernesto Paolozzi. Con lui gli incroci sono cominciati quasi 50 anni fa… Ci scambiammo le appartenenze politiche (lui da Potop al Pci, io viceversa) e il compagno di banco (bocciato, si spostò dal Vico al Genovesi e per me Claudio fu un acquisto straordinario). Poi il futbol, il Denza, lui n.10 della giovanile, io accanito ultrà … In facoltà, a Lettere, ci incrociavamo poco: io a Storia, lui a Filosofia, a scoprirsi liberale alla scuola del professor Franchini.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , , , ,

Lo scherzo del 7 aprile: c’è chi vince (Calogero) e chi perde (i detenuti)

Questo sarà un post corposo, ma la materia (il processo 7 aprile) e l’autore (Davide Steccanella: e il testo e l’assemblaggio di due interventi sulla sua pagina facebook) meritano spazio. Di mio ci metto una chicca: l’articolo di Franco Piperno sul primo numero di Metropoli che costò il sequestro del giornale …

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , , ,

7 aprile 1978: le Br gambizzano il leader degli industriali genovesi

Nella primavera 1978, in pieno sequestro Moro, la colonna genovese mette a segno due gambizzazioni. Entrambe le vittime sono manager industriali con saldi ancoraggi democristiani. Il primo, Felice Schiavetti, è il presidente genovese di Assindustria. Per le Brigate rosse “sostiene in sede locale i progetti di ristrutturazione economica in funzione degli interessi delle multinazionali”.

Lo feriscono la mattina del 7 aprile 1978. L’agguato scatta alle 8 di mattina, quando l’imprenditore, titolare di una storica fabbrica metallurgica esce di casa, a corso Magenta. Ad agire sono soltanto in due, Baistrocchi e Nicolotti, che fa fuoco. Dei sei colpi sparati ben cinque vanno a bersaglio, fratturandogli il femore sinistro in più punti. Questa è la cronaca della Stampa

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , ,

5-6aprile 1978: a Licola finisce il sogno di Primi Fuochi di Guerriglia

Tra la sera del 5 e la mattina del 6 aprile 1978 a Licola, nel litorale flegreo, sono arrestati 4 militanti di Primi Fuochi di guerriglia. Fiora Pirri Ardizzone, Lanfranco Caminiti, Ugo Melchionda, Davide Sacco. Primi fuochi di guerriglia è il primo gruppo armato che pone al centro della sua elaborazione e della sua prassi combattente la specificità meridionale rifiutando la pratica dell’attacco alle persone.

La sua storia si intreccia fecondamente con quella dell’Autonomia meridionale. Una storia poco nota che sarà tra breve ricostruita in uno dei tanti meritori volumi che Derive e Approdi dedica al movimento sovversivo degli anni 70. Quel gruppo umano, seppure diviso dalla scelta del livello di violenza praticabile, condivise, caso unico in Italia, la gestione unitaria del processo, che riunì alla sbarra autonomi e guerriglieri.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , , , ,
Top