5 marzo 1977: la Polizia assalta la Sapienza contro il corteo per Panzieri libero

Dalla prima pagina dell’edizione del 6 marzo di Lotta continua. il giornale chiudeva presto in redazione perché i tempi di distribuzione militante (con decine di auto guidate dai compagni) erano feroci

Il divieto di manifestare

Un enorme schieramento poliziesco ha impedito il concentramento dei compagni sul piazzale delle Scienze, come era stato deciso ieri sera all’assemblea generale all’ Università. I compagni, ritirandosi di alcune decine di metri, si sono raccolti all’interno della Città Universitaria, mentre la polizia fa sapere che non intende permettere lo svolgimento di alcun corteo. Alle 17, almeno 6.000 compagni sono ai cancelli dell’Università; alle 17.30 la polizia si muove e pare stia per attaccare, poi si ferma.

Alcuni funzionari della polizia stanno freneticamente imbastendo ogni sorta di provocazone, tra di loro si distingue il vice-questore Squicchero di Moniesacro. Forti schieramenti di polizia sono segnalati alla stazione Termini, a piazza Venezia, davanti al ministero dì Grazia e Giustizia: il divieto di manifestare è venuto direttamente dal Viminale. Sui cancelli della Città Universitaria campeggia lo striscione « Panzieri libero », dietro migliaia di compagni si organizzano per cercare di uscire in corteo, respingendo la gravissima provocazione.

L’assalto della polizia

Dopo le 17.30 la polizia è entrata in azione con un lancio fittissimo di candelotti lacrimogeni ad altezza d’uomo contro i cancelli della Città Universitaria e in via de LoUis, contro un corteo di compagni che stava uscendo dall’ingresso laterale. Al cancello principale la polizia ha incontrato una resistenza vivissima; la carica di via de Lollis è stata violentissima appoggiata da reparti con tuta antiproiettile. Mentre scriviamo una parte dei compagni è all’interno della Città Universitaria, gli altri si sono riuniti in piazzale del Verano, formando un grosso corteo sulla Tiburtina. Alcuni autobus sono stati messi di traverso per bloccare gli attacchi della polizia e dei carabinieri. II corteo, grandissimo, ha cambiato direzione e, passando per le vie del quartiere S. Lorenzo, ha aggirato lo schieramento poliziesco. Alle 18.15 è transitato a piazza Vittorio, con cordoni compatti, diretto a via Cavour e poi verso il centro.

Un altro corteo formato da alcune migliaia di compagni (quelli che sono rimasti dentro l’Università fino a tardi per permettere l’uscita dei compagni) sta raggiungendo di corsa il primo gruppo di compagni. Alle 18.30 intorno all’Università ci sono ancora scontri e blocchi stradali. La polizia continua a sparare lacrimogeni. Alle 19 il corteo di 10.000 compagni è stato attaccato in largo Argentina. Ci sono scontri, barricate per tutti i vicoli del centro. Ogni volta che gruppi di compagni si ricompongono si grida « Panzieri libero ». Alle 19,10 tutti i Compagni sono in Campo de’ Fiori

Il bilancio della giornata

Le conclusioni della giornata ce le dà l’Unità che invece insiste nelle accuse di squadrismo rivolte al movimento: sei arresti, venti feriti, un poliziotto raggiunto da una revolverata, il centro di Roma paralizzato per tre ore da scontri violentissimi

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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