19 settembre 1978: i fascisti sparano nel mucchio a Monteverde. Ferito Paolo Lanari

Volevano uccidere. Dopo una settimana, alla vigilia della riapertura delle scuole, punteggiata da una escalation di aggressioni, ieri i fascisti hanno sparato. Un compagno della FGCI, Paolo Lanari, di 21 anni è stato raggiunto da un proiettile alla base del collo. E’ in condizioni gravissime al San Camillo. A tarda sera è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. I medici gli hanno estratto il proiettile, che non ha leso la colonna vertebrale.

Il criminale raid fascista è avvenuto ieri sera poco dopo le 20.30 di fronte alla sezione del PCI di Monteverde Nuovo, in via Tarquinio Vipera. Scarse e vaghe le testimonianze: la zona, residenziale, è illuminata solo da qualche lampione e a quell’ora i passanti sono pochi. Paolo Lanari, come sempre quando il lavoro e gli studi glielo permettevano, era passato in sezione. Si era fermato con altri due giovani compagni in strada, sui gradini di una piccola rampa di scale che conduca alla porta della sezione. In quel momento nella sede comunista c’erano poche persone.


I compagni erano a un incontro organizzato nella vicina sezione socialista. « Non ricordo neanche di cosa stavamo parlando — racconta Francesco Pasquale, anche lui della FGCI, che era vicino a Paolo Lanari al momento dell’aggressione — Non abbiamo sentito neanche un rumore che potesse farci intuire cosa stava accadendo. Solo tre colpi di arma da fuoco, secchi. E ho visto Paolo cadere a terra ».

I colpi sono partiti da dietro un palazzo, che fa angolo fra via Vipera e via Cerisi, a 10-15 metri dalla sezione. Ancora non si sa da quante persone sia stato composto il commando fascista. I compagni fuori della sezione non sono stati in grado di fornire alcun elemento. Fino ad ora gli investigatori hanno raccolto una sola, vaga testimonianza. Una signora, che si è affacciata alla finestra appena ha udito gli spari, ha visto allontanarsi in via Cerisi un ragazzo con un ciclomotore.
Le condizioni di Paolo Lanari sono apparse subito gravi. Senza perdere tempo i compagni usciti dalla sezione lo hanno caricato su un auto e accompagnato al pronto soccorso. Qui. dopo un primo esame clinico, è stato sottoposto a un intervento chirurgico. L’intervento si è concluso a tarda sera.

Gli unici elementi in mano agli investigatori, oltre al racconto della donna, sono solo i tre bossoli trovati a terra, e un proiettile che ha forato una gomma di una Mini Minor parcheggiata poco distante dalla sezione. Niente altro. Il segno che i fascisti avevano organizzato nei minimi particolari l’aggressione. fidando nell’oscurità nella zona. Né ci sono dubbi che abbiano sparato con freddezza, per uccidere, per alimentare quella stessa spirale di violenza che lo scorso anno, portò all’assassinio di Walter Rossi.

Paolo Lanari non è molto conosciuto nel quartiere. Orfano della madre è stato costretto a trasferirsi a casa della zia. Per continuare gli studi nella facoltà di Economia e Commercio, dove è iscritto, ha dovuto anche trovarsi un pasto, in una ditta di spedizioni. «Il lavoro, lo studio e probabilmente una difficile condizione familiare – continua Francesco Pasquale — non gli permetteva di svolgere, come voleva, l’attività politica». Non era fra i compagni più conosciuti nella zona, insomma, non era stato mal minacciato dal fascisti. Uno a «caso», insomma. Ancora vaga, dunque, la ricostruzione dell’aggressione.

La cronaca dell’Unità sottolinea come da alcuni giorni fosse ricominciata la presenza attivistica nel quartiere dopo che i missini erano stati costretti a chiudere la sezione. Il giorno dopo la manifestazione antifascista è allietata dalla notizia che Paolo Lanari non corre pericolo di vita. Spunta un altro testimone, che descrive lo sparatore come un sedicenne biondo. Una settimana dopo ci sarà un’altra sparatoria davanti una sezione del Pci. All’alberone, ma questa volta ci sarà il morto, Ivo Zini

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Taggato con: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.