Pasolini 40 anni dopo: oggi quanti osano pensare che Pelosi fu anche lui vittima?

Quarant’anni fa, all’Idroscalo di Ostia, trovava la morte Pier Paolo Pasolini, ucciso da un “ragazzo di vita”  deciso a non soddisfare una pretesa sessuale del grande intellettuale. Un movente probabile, visto che il cugino della vittima, suo compagno di avventure notturne, ha confermato che negli ultimi tempi il regista era ossessionato dal sesso brutale. Eppure, a partire da una contraddizione reale, un uomo di 53 anni, sportivo, in buona forma, capace di menare le mani maciullato da un ragazzetto diciassettenne senza sostanziale resistenza, si è innescato, da parte dell’intellighentsia di sinistra, un formidabile processo di fabbricazione di vieppiù deliranti teorie del complotto per dare dignità e senso a una tragedia “stupida”.

Io resto invece convinto che, come in tutti i grandi che hanno fatto dell’intera vita la propria opera, la morte ne rappresenta la più compiuta realizzazione. Con in sovrappiù un terribile contrappasso: per uno che aveva avuto al centro della sua poetica la violenza del potere e la tenerezza per gli ultimi, finire ammazzato da una vittima che reagiva a una prepotenza …
La sua morte ambigua (chi ha il dominio in una relazione tra un regista ricco e un giovane marchettaro di strada?) nulla toglie all’autenticità del suo impegno e al valore della  ricerca e per questo voglio ricordarlo con la scena finale di Mamma Roma, una terribile testimonianza della realtà infernale dei penitenziari italiani nei primi anni Sessanta, quando nella sinistra ufficiale era diffuso il disprezzo e l’odio sociale per quel sottoproletariato, che invece lui amava tanto (e non solo carnalmente) e la sostanziale indifferenza alla questione penale. Un odio di classe e un disprezzo umano che saranno prontamente riversati su Pino Pelosi, colpevole di essere spaventosamente inadeguato al terribile ruolo che gli era toccato in sorte… E ancor’oggi in quanto sono disposti solo a pensare che, fosse successo stanotte, di Pino “la rana” toccherebbe parlare anche come parte lesa del reato di “prostituzione minorile”?

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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4 comments on “Pasolini 40 anni dopo: oggi quanti osano pensare che Pelosi fu anche lui vittima?
  1. Gian Carlo Calidori ha detto:

    (La prospettica del mio «sapere come essere» / è irriproducibile nell’esegeta / se non a patto d’essere euristica)

    Pasolini – Proposito di scrivere una poesia intitolata «I primi sei canti del Purgatorio»

    Dunque:

    Giseppe Zigaina – Hostia. Trilogia della morte di Pier Paolo Pasolini – Marsilio (e tutti i libri di Zigaina, sempre èditi da Marsilio).

    • Ugo Maria Tassinari ha detto:

      Ai sensi della vigente legge della stampa, che vieta la pubblicazione di foto raccapriccianti, quelle foto sono impubblicabili

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