Piazza Fontana e Concutelli: un dubbio sull’ultimo contributo di Cucchiarelli

Andrea Carancini riprende nel suo blog un testo scritto da Paolo Cucchiarelli per il 43esimo anniversario della strage di Stato e da me già ripreso su Scoop.it. Avendo una certa frequentazione con l’ossessione, ho grande rispetto per la straordinaria opera monumentale che Paolo ha costruito dopo un accumulo pluridecennale e che rappresenta, evidentemente, il libro di una vita. Sono altresì convinto che tutti gli elementi sapientemente assemblati per legittimare un’ipotesi audace e sconvolgente del senso comune siano autentici. Eppure mi sembra di cogliere in quest’ultimo articolo una vistosa forzatura nel dispositivo narrativo. Prima di entrare nel vivo della questione mi sembra però opportuno mettere a fuoco il mio punto di vista, per un evidente principio di cautela intellettuale

Avevo 13 anni e mezzo all’epoca dei fatti ma già andavo per cortei e quindi ho cantato con piena convinzione che “un compagno non può averlo fatto” per poi scoprire che i compagni facevano altre cose. Ancora a lungo nella mia tribù quell’idea ha prodotto danni devastanti rendendo impensabile l’evidente e dando così la stura all’occultamento del reale dietro fantastiche narrazioni gialle. E quindi Calabresi era stato ammazzato dai fascisti e Feltrinelli dalla Cia, a Primavalle si erano bruciati da soli, a via Fani c’era  un superkiller, e via supercazzolando.

Ho imparato poi, nella lunga frequentazione con Oreste Scalzone, che non esiste l’indicibile ma soltanto la paura di affrontare la realtà e le conseguenze del proprio pensiero, e quest’idea mi è stata di grande aiuto nella difficile impresa intellettuale che ho affrontato negli ultimi venticinque anni. Certo, mi emoziona ancora leggere e dovermi confrontare con l’ipotesi che Valpreda ci possa azzeccare con Piazza Fontana. Ma, avviandomi alla vecchiaia avendo quasi del tutto bypassato l’età adulta, sto imparando a gestire le emozioni.

Ciò premesso, andiamo a vedere qual è a mio avviso il buco logico in cui rischia di cadere l’ulteriore argomentazione di Cucchiarelli che scrive:

Sono debitore a Vincenzo Vinciguerra di una maturazione dopo le sue critiche di aver fin troppo difeso Pietro Valpreda, arrivate dopo l’uscita del libro nel 2009. La seconda edizione del 2012 fa un passo in avanti collocando questa “trappola” all’interno di una comune azione dimostrativa antisistema che all’epoca era ben possibile, come spiegò in prima pagina sul Corriere della Sera Giovanni Ventura nel 1986. “E’ assurdo affermare che Freda e Concutelli abbiano preparato l’ordigno di Piazza Fontana per poi consegnarlo a Valpreda?”, chiede Giangiacomo Foà a Ventura rinchiuso in quel momento nel carcere di Buenos Aires. “ No. Nel clima di quegli anni ciò era possibile”.

Cucchiarelli, giustamente dal suo punto di vista, enfatizza l’enunciato di Ventura, perché funzionale alla sua tesi. No, non è assurdo affermare che Freda e Concutelli abbiano confezionato l’ordigno, secondo un coimputato di Freda. I due appena un anno prima sono stati definitivamente assolti dall’accusa di essere gli organizzatori della strage di piazza Fontana e condannati per associazione sovversiva e l’esecuzione degli attentati che in tutte le ricostruzioni degli inquirenti preparano l’attentatone. Un elemento fondamentale della difesa di Freda è che lui ha ceduto i 50 timer comprati a settembre e usati il 12 dicembre proprio a Concutelli. E’ quindi logico che Ventura avvalori la tesi di Freda rispondendo a una domanda capziosa del giornalista e così pone un forte elemento di discontinuità nel percorso organizzativo.

Sono però passati 27 anni da quell’intervista, c’è stato un secondo processo (a Fachini e Delle Chiaie) e un terzo processo (a Rognoni e agli ordinovisti veneti) e sono state raccolte centinaia di testimonianze e decine di migliaia di atti giudiziari, rastrellando tutti i processi per terrorismo. Ebbene non c’è un solo elemento che avvalori la complicità di Concutelli con Freda. Di più: non c’è un solo elemento che dimostri un rapporto di conoscenza tra i due. Nel 1969 Concutelli era un ben noto squadrista palermitano missino  che sarebbe entrato in contatto con Ordine nuovo soltanto nel 1973, col trasferimento della famiglia a Catania. Oggi qualsiasi esperto a cui si ponesse la prima parte della domanda non potrebbe che rispondere: “No, non è assurdo, ma non c’è nessun elemento, al di là della dichiarazione di Freda, che confermi questa ipotesi”. E, cancellata la premessa, è chiaro che il secondo elemento del sillogismo non regge.

Sul puro piano della logica formale, è evidente che se sostituisco il segmento A, con un analogo “E’ assurdo pensare che Freda insieme a un esperto dinamitardo abbia confezionato l’ordigno”, il sillogismo ritorna a funzionare. Ma è a quella specifica domanda, e in quel determinato contesto storico, che arrivò la risposta… E abbiamo visto il diretto, specifico interesse di Ventura ad avvalorare quell’ipotesi.

 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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