28 marzo 1939: i nazionalisti entrano in Madrid. Cade la Repubblicana spagnola

Il 28 marzo 1939 finisce l’eroica resistenza dei repubblicani spagnoli. Le truppe franchiste entrano a Madrid. Ho scelto tre canzoni per ricordare quella tragedia. Dedicate agli anarchici, ai difensori di Madrid, agli eroici volontari tedeschi.

A las barricadas (Alle barricate) fu una delle canzoni più famose degli anarchici spagnoli durante la guerra civile spagnola.

Cantata sulla base della Warszawianka 1905 roku, il testo venne scritto da Valeriano Orobón Fernández nel 1936. “La Confederazione”, presente nell’ultima strofa, si riferisce alla CNT (Confederación Nacional del Trabajo – “Confederazione Nazionale del Lavoro”), a quei tempi il più grande sindacato e l’organizzazione anarchica più importante della Spagna, nonché la maggiore oppositrice di Franco e della Falange Spagnola.

Nere tormente agitano l’aria
Nubi oscure ci impediscono di vedere.
Anche se ci aspettassero il dolore e la morte
Contro il nemico ci chiama il dovere.

Il bene più prezioso è la libertà
Bisogna difenderla con fede e con valore.

Alza la bandiera rivoluzionaria
Che porterà il popolo all’emancipazione.
In piedi popolo operaio, alla battaglia
Bisogna abbattere la reazione.

Alle barricate! Alle barricate!
Per il trionfo della Confederazione!
Alle barricate! Alle barricate!
Per il trionfo della Confederazione!

Il ponte dei francesi

Il Ponte dei Francesi è un viadotto ferroviario che scavalca il greto del Manzanarre nel distretto di Moncloa-Aravaca, alla periferia settentrionale di Madrid. Costruito verso la metà del XIX° secolo per allacciare la linea ferrata che collegava allora la capitale alle regioni del nord, deve il nome all’equipe di ingegneri transalpini che lo progettò e la sua fama imperitura alle vicende belliche delle quali fu teatro durante la Guerra Civil spagnola.

Le severe arcate di mattoni rossi paiono serbare ancora il funesto ricordo di quei giorni dolenti, muta testimonianza della lotta in difesa della città, dalla Batalla de la Ciudad Universitaria all’eroico battesimo di fuoco delle Brigate Internazionali, fino all’ultima strenua resistenza contro i franchisti. Il Puente de los Franceses non può considerarsi un’opera d’arte, né tantomeno un gioiello dell’architettura moderna, eppure ancor oggi nulla v’è di più sacro alla memoria dei vecchi miliziani.

Quanto caro possa esserne il ricordo lo conferma un episodio accaduto di recente, la bella storia di Frida Knight, all’epoca dei fatti adolescente crocerossina giunta dalla lontana Inghilterra per arruolarsi volontaria nelle fila dell’esercito repubblicano. Presto promossa sul campo da semplice infermiera ad addetta stampa presso il comando militare, ebbe modo di prodigarsi nell’incarico in maniera encomiabile al fianco dei protagonisti di quella tragica epopea e conoscere anche il suo unico amore, un giovane combattente, che, per malasorte, perse la vita in un cruento scontro a fuoco col nemico proprio sulle sponde del fiume conteso. Morta poi a Manchester nel 1996, dietro sua espressa volontà i parenti ne sparsero le ceneri dal ponte alle acque sottostanti, ricongiungendo così nello stesso letto due cuori che il destino aveva un tempo separato.


FONTE: Archivio Libertario

Il battaglione Thaelmann

Tra i vari battaglioni che formavano le brigate internazionali vi era anche il “battaglione Thaelmann”, così chiamato in onore di Ernst Thalmann, prigioniero politico comunista nelle carceri hitleriane Le stime parlano di circa 3000 combattenti: oltre 2000 tedeschi, diverse centinaia di austriaci ma anche diversi scandinavi e svizzeri. Per loro la battaglia in Spagna era, come per i volontari italiani, il primo passo della battaglia nei loro Paesi. I soldati tedeschi erano ben visti dalla popolazione della Repubblica e tenuti in massima considerazione. Alcuni di loro ricordano di aver ricevuto doni di ogni genere durante le loro marce. Il battaglione Thaelmann partecipò alla difesa di Madrid e a diverse altre campagne della guerra. I tedeschi pagarono più di ogni altra componente delle Brigate il loro impegno: circa un volontario su due perse la vita durante la guerra civile. Per loro non c’era un paese dove tornare a casa: per loro quella era la battaglia decisiva. Con la vittoria di Franco molti fuggirono in Francia, venendo deportati in seguito alla disfatta francese nel maggio del 1940.L’esperienza terminerà quindi con la loro fuga e l’esilio in ogni angolo del mondo.
Rimarrà però il valore di quei tedeschi che dimostrarono, armi in pugno, che l’opposizione tedesca al nazismo era viva e presente.

Questa è la traduzione dell’inno:
Il cielo della Spagna allarga le sue stelle, Oltre le nostre trincee. E la mattina saluta da lontano Presto ci sarà una nuova lotta. La casa è lontana, Ma siamo pronti. Combattiamo e vinciamo per te: Libertà! Non lasceremo il posto al fascista, Manda anche le palle a prova di grandine. I compagni non hanno eguali con noi, E non c’è modo di tornare indietro per noi. La casa è lontana, Ma siamo pronti. Combattiamo e vinciamo per te: Libertà! Mescola il tamburo! Rilascia le baionette! Avanti, marcia! La vittoria è la nostra ricompensa. Rompere la catena con la bandiera della libertà. In battaglia, il battaglione Thälmann! La casa è lontana, Ma siamo pronti. Combattiamo e moriamo per te: Libertà! [in spagnolo] Ho lasciato la mia terra Ho giurato in Spagna. Che lo sarà sempre libera!

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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