3 luglio 1969, Galmozzi: con la rivolta di Corso Traiano nasce l’Autonomia operaia

Dalla pagina facebook di Chicco Galmozzi

E’ il nuovo movimento operaio, che non affonda le proprie radici nella tradizione del vecchio movimento operaio anzi rompe con l’esperienza precedente, non accetta guide esterne, respinge ogni finalità politica generale che non sia la contestazione permanente dell’ordine della fabbrica e del suo comando.A Torino, il 3 luglio del 1969 si svolse quello che sarebbe stato l’antefatto dello storico “autunno caldo” e che sarebbe entrata nell’immaginario collettivo come la “rivolta di corso Traiano”. Per quel giorno i sindacati avevano organizzato uno sciopero generale per protestare contro gli aumenti degli affitti e contro il sistematico ricorso agli sfratti. Quello dell’abitazione, infatti, era un problema sociale importantissimo.

Gli immigrati del Sud e del Nord Est d’Italia (un Nord Est dal quale ancora si emigra) popolavano i quartieri dormitorio di Torino, in alcune zone erano il 70 per cento degli abitanti. E, del resto, anche in fabbrica la proporzione era più o meno quella: la metà dei dipendenti era composta da immigrati giunti nell’ultimo decennio. E i treni in arrivo dal Mezzogiorno continuavano a portare ogni giorno altri immigrati aggravando ulteriormente la cronica mancanza di abitazioni. Gli affitti erano sproporzionati rispetto al salario e gli sfratti erano all’ordine del giorno, migliaia di emigrati vivevano nelle soffitte e negli scantinati del centro storico; altri finivano tra le grinfie di proprietari-avvoltoi che davano loro solo dei letti in cui riposare a rotazione, secondo la ripartizione turni della fabbrica; altri ancora dormivano in vecchie aule vicino alla stazione o alla fabbrica.

Sono 4mila in corteo

La mattina del 3 luglio i cancelli della Fiat di corso Tazzoli e di via Settembrini erano presidiati dalle forze di polizia. Dopo una sassaiola e dure reazioni, il corteo, circa 4 mila persone, dapprima si orientò verso il centro, poi cambiò direzione spingendosi verso corso Traiano. La polizia tentò di bloccare i manifestanti e il questore con il megafono intimò al corteo di sciogliersi. Si arrivò di nuovo agli scontri, dapprima davanti alla Standa di via Nizza, poi, verso le 14, in corso Traiano, dove un corteo di giovani, di operai e studenti si diresse verso i cancelli di Mirafiori.

In Corso Traiano e nelle strade vicine la lotta dura per sei ore. E intanto scoppia in altri punti della città con la stessa forza: in Piazza Bengasi, a Nichelino, in Corso Moncalieri scattò la reazione della polizia: sassaiole, lacrimogeni, cariche, incendi, ambulanze. Alla fine, vengono ricoverati 70 feriti, fermati 160 e arrestati 28. Il 3 luglio i sindacati proclamano uno sciopero provinciale sul problema delle abitazioni sul quale erano in corso a Torino e nella cintura varie occupazioni e lotte.

La polizia attacca: si resiste

In particolare, a Nichelino, comune dormitorio alle porte della città, il 13 giugno, dopo un corteo per le vie cittadine con le parole d’ordine “in fabbrica in casa con lo stesso padrone”; “basta col dare la busta paga ai padroni di casa”; “più salario meno affitto”; “blocco degli sfratti”; si giungeva all’occupazione del Comune con la richiesta del blocco per tre anni di sfratti e aumenti dell’affitto. Fin dalle 5 del mattino la tensione è forte davanti alle porte delle fabbriche con la polizia che tenta di disperdere i picchetti. Nel pomeriggio l’Assemblea operai-studenti indice una manifestazione vietata dalla Questura. La polizia inizia le cariche: gli scontri si spargono in tutto il quartiere circostante e fino a sera corso Traiano viene conteso alle forze dell’ordine.Vengono costruite barricate, incendiate macchine per impedire alle jeep di fare i loro caroselli, volano bottiglie Molotov.

Si combatte anche di notte

Nonostante l’uso massiccio di gas lacrimogeni, polizia e carabinieri vengono sempre respinti da fittissime sassaiole mentre gruppi di giovani operai li attaccano ai fianchi e alle spalle. Gli scontri proseguono fino a mezzanotte inoltrata mentre contemporaneamente altri scontri si verificano a Moncalieri e in altri comuni di Torino sud.

A Nichelino in particolare la battaglia cominciata nelle prime ore del pomeriggio dura fino alle 4 del mattino successivo: “Nelle strade si costruiscono le barricate usando tubi di cemento. Via Sestriere, il grosso viale che attraversa Nichelino, è bloccato da più di dieci barricate fatte con auto e rimorchi che bruciano, con cartelli stradali, sassi, legname. Nella notte bruciano grandi falò di gomma e legname. Col legname di una casa in costruzione si fa un grande fuoco; tutto il cantiere è in fiamme.”

E’ nata l’autonomia operaia. Quella vera.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.