Sandro D’Alessandro, dal Superclan ai vertici dell’editoria italiana

Questo è il più bel mestiere del mondo!”. Non ho mai dimenticato la frase che Sandro D’Alessandro mi disse, col suo tipico sorriso malinconico, quando prese il mio posto di Direttore editoriale della Bruno Mondadori.  Effettivamente, per lui, pubblicare libri era una passione totale. Quando non dirigeva casa editrici, metteva a frutto la sua esperienza e bravura accettando qualsiasi lavoro redazionale e anche di traduttore.

Sandro D’Alessandro (poi: Sandro Mariotti D’Alessandro, essendo stato adottato dallo scrittore Giovanni Mariotti, amato e ammirato compagno di sua madre), che se n’è andato troppo presto giovedì sera, era una figura sempre più rara nel rutilante mondo dell’editoria italiana. Amava fare i libri, a qualsiasi costo. Qualcuno dirà che era un “editor d’altri tempi”. Ma nella crisi (prima di tutto di idee) che oggi l’editoria attraversa, quell’entusiasmo e quella competenza farebbero comodo, come contraltare ai “ragionieri”.

D’Alessandro era nato il 16 agosto del 1950, a Milano. Qui si laureò in Filosofia e si impegnò in politica. Sandro era un uomo molto mite e gentile, piccolo e fragile di costituzione. Francamente mi è sempre stato difficile immaginarlo membro del fantomatico “Superclan” legato alla scuola di lingue parigina Hyperion e alle Brigate Rosse. Ma questo è stato un argomento di cui non abbiamo mai parlato. Soltanto una volta, rispondendo a un mio accenno, troncò il discorso affermando che “era passata troppa dolorosa acqua sotto quei ponti”. LEGGI TUTTO

Fonte Doppiozero/Francesco M. Cataluccio

L’Anabasi e il ricordo di Berio

E’ del tutto evidente che D’Alessandro ha vissuto almeno due vite. Nella sua testimonianza manca un particolare, un ponticello tra la prima e la seconda. Il fatto che il libro intervista a Mario Moretti è pubblicato dalla sua Anabasi. Quanto alla sua presenza nel Superclan è indicato da Duccio Berio nella sua audizione in II Commissione Moro:

PAOLO BOLOGNESI:  Da chi era composta, oltre a lei, Simioni, Mulinaris, Salvoni e Troiano, l’organizzazione clandestina che formaste dopo la vostra uscita dalle Brigate Rosse ?

DUCCIO BERIO: Quanto all’organizzazione clandestina, c’erano dei gruppi che si incontravano. C’era un gruppo di persone che erano ex dipendenti dell’IBM, come Pino Ferrari, Pinotti. I nomi poi… Chi è che ho incontrato all’epoca ? C’era una signora tedesca, di cui però non ricordo il nome… ma non vorrei che si creassero strani collegamenti ! Chi è che incontravo ancora all’epoca ? C’erano un ragazzo che si chiamava Sandro D’Alessandro e Donatella Zotta. All’epoca c’erano sicuramente Savina e Diego Paolini.

I ricordi di Franceschini

In occasione di un’intervista in occasione dell’uscita del suo libro, “Cosa sono le Br”, Alberto Franceschini ne sottolinea i forti legami personali con Corrado Simioni:

Sandro D’Alessandro, ex uomo di vertice alla Feltrinelli, è il fondatore della casa editrice Anabasi. Ma il Sandro D’Alessandro di Anabasi è la stessa persona che frequentava Simioni? Non potrebbe trattarsi di un caso di omonimia? Quando nel 1983 Mastelloni lo interrogò, Sandro D’Alessandro dichiarò che era appena entrato alla Feltrinelli. Di recente, navigando su Internet, mi sono imbattuto nel Catalogo storico pubblicato nel 1985, in occasione del trentesimo anno di vita della casa editrice. Si parla di “Sandro D’Alessandro, entrato nel 1983 e dal 1986, dopo la morte prematura di Franco Occhetto, direttore editoriale”. Già questo dovrebbe bastare. Comunque, per tagliare la testa al toro, in quello stesso catalogo c’è una sua fotografia: le assicuro che è la stessa persona che ho conosciuto nella comune di Simioni. Franceschini, lei si riferisce a rapporti tra Simioni e D’Alessandro che risalgono al 1970. Che cosa le fa pensare che il loro legame abbia resistito anche in seguito? Le persone cambiano nel corso degli anni. D’Alessandro, per sua stessa ammissione, è rimasto in contatto con Simioni almeno fino al Natale del 1978, quando andò a trovarlo a Parigi. Tenga poi presente che, durante l’interrogatorio, Mastelloni lo fece arrestare per reticenza, perché si ostinava a proteggere i suoi amici parigini.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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