Sergio, Fabia, la mamma. Una storia d’amicizia

Via Stella 125 Napoli. Lelia mia sorella era responsabile della commissione carceri di Napoli quando mi faceva leggere le lettere appena arrivate sulle scale che portavano alla cucina della sede di l.c. Lei già era andata via di casa e così i nostri incontri erano là il ’72. Una sera arrivò con due lettere, una di un tipo con uno strano nome Sante Notarnicola, l’altra lettera era di un ragazzo che si faceva chiamare Sergio e non ricordo il suo vero nome.

Credo mia sorella fosse brava nella commissione carceri e i detenuti le rispondevano volentieri. Sergio e altri presero coscienza da detenuti comuni e presto si politicizzarono. Era di Avellino e non ricordo bene se avesse famiglia ma so che entrava e usciva da tempo dai riformatori…e poi dalle carceri di continuo. E così una sera uscì e arrivò silenzioso a via Stella con Lelia.

Era un riccioluto biondo con un grande fisicaccio. Casa mia allora era un porto di mare, sempre piena di decine di compagni giovani con mia madre allora trentacinquenne teneva a bada questi che pitturavano in casa striscioni. Io ero la mascotte di Igor, un dirigente di Torino che paradossalmente aveva l’età di mia madre con la quale si faceva grosse litigate… io ero piccola assai e frequentavo il primo anno del liceo artistico con Alfredo Papale, Polifemo, altri delle scuole del centro sempre in prima fila alle prese di vie di fuga o far a “mazzate” con energumeni fascisti, la mattina tra negozi di armi e barricate a scuola.

Alfredo purtroppo con il suo fisico e mingherlino settecentesco abbuscava sempre a sprangate finché fu sparato. Tutti quei fascistoni oggi hanno fatto gran carriera. Nicola Pellecchia quando non andava di notte all’alfa con Alberto, Aldo, Caterina, Peyretti , Enrico Baglioni, Marta e tanti tanti altri … passava spesso sotto il mio liceo per controllare la situazione, forse anche per me. E poi c’erano gli universitari tra cui Pia e Beatrice la palermitana etcetc.

Mia madre non si arrendeva ma la trovavo di sera con il simpatol sul comodino…poverina. Una sera Lelia venne a casa con il tenebroso compagno per farlo conoscere… Sergio… fu l’unico tra tanti ad aver l’onore dell’ala protettrice di mia mamma … intanto io iniziai a lavorare alla mensa dove viveva anche Sergio. Lei odiava soprattutto Nicola. Quando L.C. decise di chiudere le commissioni carceri credo che Sergio si fosse sentito assai spiazzato. Dopo poco molti di noi ce ne andammo via da Stella 125. Era la fine del ’73 e Lotta continua iniziò a cambiare posizione diventando più moderata.

Un po’ troppo per noi più estremisti e noi più giovani eravamo stanchi di non sentirsi presi in considerazione più di tanto o di aver voglia di libertà dalla manovalanza del ciclostile , insomma volevamo altro e tempo personale. Sergio non ricordo se stesse di nuovo in prigione, ma formò a Napoli le Pantere Rosse a Forcella con un altro compagno Giovanni Marzatico, e così uscì la prima scritta loro a Forcella. Iniziò a stare sempre più spesso con Nicola e contemporaneamente continuava a frequentare casa nostra e la mia mamma.

Sergio si era un compagno vero, molto bravo e la vita non gli era stata facile quando aveva intrapreso la via rivoluzionaria con determinazione con i compagni. Una sera scendendo dalla mensa dove lavoravo per i gradini dei Ventaglieri, lui e Alberto Buonoconto cantarono un rifacimento di una canzone fatta insieme in napoletano “scetateve compagni”. Alberto rideva e io l’ho ancora dentro me. Sergio dormiva alla mensa nella stanzetta di Osvaldo e avevano due mastini napoletani, d’altronde anche a Roma nel gabbiotto del giornale c’era Assassino e Cuba … così si usava.

Il mastino di Sergio era ammaestrato davvero contro i fasci e quello di Osvaldo invece era terribilmente selvaggio, fu salvato, lo avrebbero soppresso dopo che gli “zingari” lo avevano chiuso in un sacco e bastonato ma quella belva riuscì a liberarsi mandando circa una quindicina di persone in ospedale … cattivissimo. Alla mensa durante il giorno erano legati con grosse catene in fondo al giardino e volte riuscivano a spezzarle ….il terrore un incubo.

Furbamente scappavo al piano di sopra nella stanza di Sergio e Osvaldo e dall’alto mi guardavo la lotta delle due fiere mentre gli altri si nascondevano dove potevano perché i mastini cercavano di entrare prendendo a testate le grandi imposte di legno. La sera i due tenebrosi uscivano con i due mastini e i fascisti in fuga neanche l’ombra. Nicola, Sergio, Alberto, Aldo. Pia, Giorgio, Poldino, Alfredo, Claudio, Ernesto, Giorgio, Ciccio e io ci allontanammo da LC e insieme conoscemmo Giovanni, Mimmo, Achille, Carmen, Vito Principe, Tonino, Pasquale e tanti altri compagni a piazza Medaglie d’oro. Nicola con Aldo comunque continuavano all’alba ad andare sotto l’Alfa di Pomigliano … poi la storia dei nap la si conosce già. E il ricordo di oggi va a Luca Mantini, solo 20 anni…

Sergio il giovane compagno nato in una vita dura cresciuto troppo in fretta per arrangiarsi … vite toste, spezzate. Vi avrò sempre nel cuore con tutti gli altri compagni. Ciao Sergio, ciao Vito, ciao Luca anche se non ti ho conosciuto, un piccolo contributo e un piccolo ricordo ….una testimonianza per voi e per tutti i compagni che non ci sono più.
Fabia Andreoli Pellecchia

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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