Strage di Bologna. Di Vittorio e Calidori: ecco perché la Procura scagiona Mauro

Sulla mia pagina facebook dove prosegue la discussione sul caso Di Vittorio, Valerio Cutonilli, al tempo stesso appassionato difensore di Luigi Ciavardini e studioso degli anni di piombo (è coautore tra l’altro di un approfondita ricerca sulla strage di Acca Larentia) mi sollecitava a pubblicare le due paginette della richiesta della Procura di Bologna che mette un punto fermo sulla vicenda. Immediata la risposta dei coniugi Di Vittorio-Calidori, che accompagnano il pdf, abbondantemente sottolineato, con una pepata lettera di accompagnamento

Caro Ugo,
visto che l’avvocato Cutonilli insiste, chiedendo l’esibizione dei documenti, senza per questo diventare “esibizionisti”, ecco il documento in questione.

Quando lo pubblichi, ti autorizziamo a dice che:

1) Questo documento te lo abbiamo dato noi due: Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

2) Le sottolineature, con penna rossa, sono state fatte da noi due: Anna di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

3) Come fa l’ex on. Raisi – pubblicamente e in data 8 aprile 2012 – a sostenere che Mauro Di Vittorio apparteneva all’Autonomia Romana? Domanda posta da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

4) Poiché la Procura di Bologna, nel documento in questione, fa riferimento a due informative della DIGOS (di Bologna, 12 agosto 1980: di Roma, 21 agosto 1980), nelle quali si esclude, categoricamente ogni forma di “militanza attiva” di Mauro Di Vittorio, oggi, qualche “jena” vuole chiedere PERDONO? Domanda posta da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

5) Sempre in questo documento, la Procura di Bologna sostiene che <<Negli atti conservati nell’Istituto di Medicina Legale erano conservati: il verbale di identificazione di cadavere, operata dalla madre Maria Galati e dalla sorella Anna Di Vittorio, il 12 agosto 1980 alle ore 12.00; il processo verbale di descrizione, ricognizione e sezione di cadavere, attestante che, nelle tasche dei pantaloni di Mauro Di Vittorio, era stato rinvenuto un biglietto della metropolitana di Parigi per il percorso Barbes-Rochen e che la causa della morte era attribuita a “trauma aperto del capo con dispersione di materiale encefalico ed ustioni estese a larga parte della superficie corporea – si è trattato di una morte molto rapida”. Questo “richiamo documentale” è stato fatto da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

6) Dunque, come fa l’ex on. Raisi a sostenere che nello stesso Istituto di Medicina Legale, a lui è stato possibile trovare il “solo” documento che ha pubblicato nel proprio libro? E come fa, sempre l’ex on. Raisi, a contestarti – Ugo – il fatto che tu pubblichi i documenti di cui la Procura della Repubblica rende nota l’esistenza, fin dall’agosto del 1980? In entrambi i casi l’ex on. Raisi sbaglia, perché in entrambi i casi la Procura di Bologna s’incarica di smentirlo: ufficialmente. Quest’ultima affermazione, relativa agli errori dell’ex on. Raisi è stata scritta da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

7) La Procura della Repubblica di Bologna, in questo documento, nomina – esplicitamente – il dottor Antonio Jesurum. Il dott. Jesurum è lo stesso che ha collaborato col Prof. Clemente a scrivere – con propria firma autografa – il “verbale di descrizione, ricognizione e sezione di cadavere” del cadavere, appunto di Mauro Di Vittorio. Poiché tutto questo è agli atti, perché l’ex on. Raisi omette, nella costruzione della sua “dissennata-tesi-diffamatoria” contro Mauro Di Vittorio, la pubblicazione integrale degli “Atti relativi alla morte di Mauro Di Vittorio”, la cui esistenza ufficiale è confermata dalla Procura di Bologna? Domanda, questa, posta da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

8) Nelle sue – molte – dichiarazioni alla Stampa, l’ex on. Raisi ha sempre voluto sostenere che quello di Mauro Di Vittorio era un cadavere carbonizzato. M se un cadavere è carbonizzato, come si fa a procedere a una “facile” identificazione dello stesso? Come si fa a procedere a una “facile” autopsia o ricognizione, e descrizione del medesimo? Domande poste da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori;

9) Può, qualche persona “competente in materia”, e “non compromessa” alcuna delle Ideologie Totalitarie del Novecento, dare qualche spiegazione – necessaria e sufficiente – all’ex on. Raisi? Per esempio: esiste una differenza – abissale – tra “carbonizzazione” di un cadavere e la presenza, sullo stesso cadavere, di “ustioni estese”. Insomma: “Carbonizzazione” e “ustione” NON sono la stessa cosa.

10) Il documento del “Tribunale di Sorveglianza di Roma”, dove i giudici competenti in materia scrivono le “motivazioni” con cui hanno concesso la libertà condizionale a Francesca Mambro, l’abbiamo trovato sul sito dell’Associazione di Bologna (www.stragi.it <http://www.stragi.it> ). Né Francesca e Valerio, né il loro legale, avvocato Michele Leonardi, ce lo hanno dato. Tuttavia, prima di mandarlo a te, abbiamo avuto l’accortezza di “coprire” i così detti “dati sensibili”: la data di nascita di Francesca, e l’indirizzo di casa di Francesca e Valerio, e della loro figlia.
Sul sito dell’Associazione, il documento in questione è stato pubblicato con i “dati sensibili” visibili a tutti e a ognuno. Quando ti abbiamo inviato la lettera che l’ex on. Raisi ha voluto inviare a Anna, da noi ricevuta il 16 agosto 2012 – scritta su carta intestata della Camera dei Deputati, senza data e senza firma, già fatta pubblicare, da Raisi stesso sul “Carlino” di Bologna in data 12 agosto – abbiamo avuto l’accortezza di coprire i “dati sensibili”: il numero del cellulare dell’ex on. Raisi e il suo indirizzo di posta elettronica alla Camera.
Quando l’ex on. Raisi ha fatto “questa” cosa – mandare a Anna una lettera già fatta pubblicare da un giornale – cosa c’è di ONOREVOLE in questo suo comportamento? Domanda posta da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori.

Per quanto DOLORE – ma “solo” personale, individuale, intimo – ci sia costato scrivere questa “doverosa” Nota, l’abbiamo fatto. Per quanto riguarda il tema del “dolore” bisogna distinguere, e noi due lo facciamo: sempre, costi quel che costi. Il “dolore intimo” è, e resta, nostro: per sempre: la coscienza umana e civile è – per Legge, anche – INVIOLABILE. Una parte del nostro dolore, però, siamo riusciti – a spese nostre, come sempre – a trasformarla in “pubblico contributo”: da noi offerto alle nostre Istituzioni, ai nostri concittadini – a tutti e a ognuno. Quello che abbiamo fatto, che facciamo, che faremo è per la Patria: si chiami essa Italia o Europa. Attendiamo, con “umana e civile fiducia costituzionale e democratica”, il pronunciamento del Gip del Tribunale di Bologna. Dopo, ma solo dopo, peseremo al da farsi. E, per quanto riguarda il da farsi … VEDREMO.

Caro Ugo, ti autorizziamo a rendere pubblica, nella sua interezza, questa nostra Nota, insieme col documento allegato.
Con affetto-stima-rispetto,
Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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