12 ottobre, il giorno delle stragi: 1984 Brighton, 2000 Aden, 2002 Balì

Il 12 ottobre incarna nell’immaginario collettivo dei ribelli un giorno decisamente nero: mettendo il piede a terra su una spiaggia di San Domingo, Cristoforo Colombo compie il primo atto di una lunga catena genocidaria che ancora non ha avuto termine. Ma il riferimento è, in tutta evidenza, simbolico. Molto concrete, invece, furono le pratiche di chi, in più anni, ha scelto questo giorno per fare strage. Vediamo la sequenza:

1984 – Fallisce l’attentato dell’Ira contro Margareth Thatcher: 5 morti

stragiLa notte del 12 ottobre 1984 alle 2.50 esplode una bomba al Grand Hotel di Brighton, dove si sta svolgendo il congresso annuale del partito conservatore, che si sarebbe concluso il giorno dopo, come da programma. 50 kg di esplosivo collocati negli ultimi piani dell’albergo sventrano completamente l’edificio. Al congresso erano presenti la quasi totalità dei deputati conservatori e l’intero governo Thatcher, compreso il primo ministro, obiettivo dell’azione, che rimane illesa, mentre l’esplosione distrugge completamente il bagno del suo appartamento.

Il bilancio finale dell’esplosione è di 5 morti, tra cui il parlamentare conservatore Anthony Berry, e più di 35 feriti, tra cui il ministro dell’Industria, Norman Tebbit. Alle prime luci dell’alba è la stessa Thatcher a dare notizia dell’esplosione ai giornalisti: stava mettendo a punto il discorso conclusivo, che doveva trattare proprio del “terrorismo” e della risposta (che sarà poi una durissima repressione) alle lotte dei minatori. La Thatcher e il marito avevano poi commentato: “Siamo stati fortunati”. La rivendicazione viene fatta da un portavoce dell’Ira il giorno successivo, con una telefonata da Dublino all’agenzia di stampa britannica Presse Association. L’Ira afferma di aver fatto esplodere una bomba di 50 kg “contro il gabinetto britannico e i guerrafondai tory“. La dichiarazione aggiunge: ” La Thatcher si renderà conto ora che la Gran Bretagna non può occupare il nostro Paese, torturare i nostri prigionieri, sparare alla nostra gente nelle nostre strade cavarsela con niente. Oggi siamo stati sfortunati, ma ricordate, ci basta essere fortunati solo una volta: voi dovete essere fortunati sempre. Date la pace all’Irlanda e non vi sarà più guerra.” (“Mrs. Thatcher will now realise that Britain cannot occupy our country and torture our prisoners and shoot our people in their own streets and get away with it. Today we were unlucky, but remember we only have to be lucky once. You will have to be lucky always. Give Ireland peace and there will be no more war.”)

2000, Aden: barcabomba contro il cacciatorpediniere Usa, 19 morti

Il 12 ottobre di quindici anni fa il cacciatorpediniere statunitense USS Cole era ormeggiato nel porto di Aden, nello Yemen meridionale, quando una piccola imbarcazione gli si avvicinò ed esplose. Sulla fiancata sinistra della nave, vicino all’area della cambusa dove i membri dell’equipaggio stavano facendo la fila per la mensa, si aprì uno squarcio alto 12 metri e largo 18: in tutto nell’attentato morirono 17 persone più i due attentatori, mentre 39 persone rimasero ferite. L’attentato, intorno a cui non ci fu subito molta chiarezza, venne poi attribuito a un gruppo legato ad al Qaida: sei persone sono state condannate, una è stata arrestata dagli Stati Uniti, e il governo del Sudan è stato riconosciuto colpevole di aver offerto aiuto logistico agli attentatori.

2002, Bali, bombe nei night club: 202 morti

Poco dopo le 23, una bomba, contenuta in uno zaino, portato da un attentatore suicida esplose nel locale notturno Paddy’s Pub, nella località turistica indonesiana di Kuta Beach, sull’isola di Bali. Venti secondi dopo un furgone Mitsubishi L300 bianco esplode, per mano di un altro attentatore suicida, davanti al Sari Club, un locale di fronte al Paddy’s. L’esplosione provocò un cratere di un metro nella strada. Un’altra esplosione, minore e senza vittime, avviene fuori dal consolato degli Stati Uniti a Denpasar, il centro urbano principale di Bali. Il bilancio finale fu di 202 morti, per la maggior parte turisti australiani, americani ed europei che non avevano più di trent’anni. Morirono 38 indonesiani. Centinaia di persone vennero gravemente ferite e ustionate, causando rapidamente il collasso delle inadeguate strutture ospedaliere e il trasferimento d’urgenza di molti feriti in Australia. La strage, la più grave nella storia dell’Indonesia, fu attribuita a Jemaah Islamiyah, branca di al Qaida nell’Asia sudorientale.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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