Tag: brigate rosse

31 maggio 1979, Genova: le Br gambizzano preside in aula e chiudono il mese di fuoco contro la Dc

La mattina del 31 maggio 1979 clamoroso attacco delle Brigate rosse genovesi che entrano in azione in un’aula universitaria affollata per una sessione di esame della Facoltà di Giurisprudenza. E’ il culmine di una campagna contro la Democrazia Cristiana iniziata

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La comitiva di Prodi, il gioco del piattino e quel verbale della vergogna su Gradoli

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Il memoriale Pisetta: lo scrive il Sid, lo firma il “protopentito”

Ho utilizzato bene, per alcuni aspetti, questi mesi di clausura quasi totale, per quello che un tempo si chiamava “accumulo strategico”. E’ venuto il momento di cominciare a mettere in circolo i materiali più interessanti. Cominciamo con il memoriale Pisetta,

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Il telegrafo nel covo di via Gradoli: una bufala nata da una testimonianza deformata

Via Gradoli 96, interno 11, secondo piano. È lì che abitavano nella primavera del 1978, durante il sequestro Moro, i brigatisti Moretti e Barbara Balzerani. Lucia Mokbel era l’inquilina della porta accanto. L’interno 9, dove alloggiava col convivente Gianni Diana,

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20 maggio 1999. Brigate rosse, il ritorno: ucciso Massimo D’Antona

L’omicidio di Massimo D’Antona, consulente del governo D’Alema, rappresenta il ritorno in campo delle Brigate rosse, a undici anni dalla cattura dell’ultimo gruppo di fuoco del Partito comunista combattente, la principale organizzazione nata dalle ripetute scissioni dell’organizzazione. Anche se la

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19 maggio 1980. Napoli, commando br uccide Pino Amato. Catturati tutti

Napoli, 19 maggio 1980. Alle 9,40, in via Alabardieri, nel cuore della City, quattro brigatisti tendono un agguato all’auto su cui viaggia l’assessore al Bilancio della regione Campania, Pino Amato (49 anni), democristiano, uccidendolo. L’autista dell’assessore, Ciro Esposito, (50 anni), spara a sua

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17 maggio 1978: la polizia arresta e tortura Enrico Triaca, il tipografo delle Br

Otto giorni dopo l’uccisione di Aldo Moro, qualcosa si mosse. Da tempo la polizia era sulle tracce di un estremista di sinistra, sospettato di essere in contatto con le Br. Si chiamava Enrico Triaca e lavorava in una tipografia in

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15 maggio 1975: campagna Br contro la Dc. Il primo gambizzato è Massimo De Carolis

L’attacco verbale contro la DC, contenuto nel volantino del 20 febbraio 1975 e ribadito ampiamente nel documento teorico d’aprile, si concretizza in una spettacolare serie di azioni che avvengono, quasi contemporaneamente, il 15 maggio in tre diverse città.A Mestre viene

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7 maggio 1980: la brigata XXVIII marzo gambizza il giornalista Guido Passalacqua

La mattina del 7 maggio 1980 un commando della neonata Brigata XXVIII marzo entra, con il solito pretesto del fattorino, nella casa del giornalista Guido Passalacqua a Milano e gli tira due colpi alle gambe. Nel volantino di rivendicazione, fatto

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7 maggio 1955: nasce Alvaro Lojacono, uno dei dieci brigatisti di via Fani

Alvaro Lojacono (Roma, 7 maggio 1955) è un ex brigatista italiano, figlio dell’economista e esponente romano del PCI Giuseppe Lojacono e della cittadina svizzera Ornella Baragiola, circostanza che gli permetterà di prendere la cittadinanza come Alvaro Baragiola e quindi evitare

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