Terrorismo o guerriglia islamica? Perché non funziona il paragone con le Br

terrorismoTassinari, un passato nell’estrema sinistra e oggi tra i massimi studiosi della destra radicale (il suo Fascisteria, così come il successivo blog Fascinazione, resta una bibbia per districarsi in questo mondo) nota che «non a caso anche Malcom X si convertì all’islam in carcere. Qui ci si muove in una logica rivoluzionaria, tanto da portare alle estreme conseguenze la guerra non ortodossa: non esistono innocenti, tutti gli obiettivi, i caffè, gli stadi, un quartiere di immigrazione come Molenbeek, sono luoghi di guerra». Tassinari preferisce «il termine guerriglieri a quello di terroristi».  E ricorda che, nel terrorismo italiano, «l’esperienza più legata alla resistenza come i Gap fu marginale. Il fenomeno nacque con la fine delle illusioni della bomba a piazza Fontana, ma l’escalation arrivò nel 1974 con il Compromesso storico, per poi toccare l’apice tra il 1977 e il 1978. Allo stesso modo, per quanto riguarda il fronte islamico, di fatto è passato lo stesso lasso di tempo tra la prima rivolta delle Banlieue del 2006 e gli attentanti di Bruxelles. Anni nei quali non c’è stato soltanto il degrado delle periferie, ma soprattutto la crisi economica, il taglio del welfare e la fine delle prospettive». Epifenomeni che fanno di questo terrorismo «una guerra europea, più che uno scontro di civiltà».

Così Francesco Pacifico, su Lettera43, sintetizza una lunga conversazione telefonica “a caldo”, il giorno della strage di Bruxelles, in un servizio di più ampio respiro pubblicato ieri .

Manca, come è ovvio, tutto un pezzo di ragionamento, e cioè che “questo terrorismo” è in prevalenza guerra civile nella comunità dei credenti o, se volete, resistenza delle comunità nazionali all’aggressività wahabita. Quanto al paragone Br-Isis, che tanto sta a cuore alla stampa mainstream, mi sembra piuttosto che analogie possano essere cercate per taluni aspetti nella storia dei Nap,  per altri in quella dei Nar. La butto così, nei prossimi giorni ci tornerò in dettaglio, essendo ovviamente la mia analisi strettamente circoscritta al piano fenomenologico: e quindi da un parte ai dispositivi del reclutamento, dall’altra alla natura familistico-amicale della rete organizzativa e all’approccio molto “easy” alla preparazione degli attentati.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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2 comments on “Terrorismo o guerriglia islamica? Perché non funziona il paragone con le Br
  1. andrea carancini ha detto:

    Il paragone tra Isis e Br può funzionare al massimo con le seconde Br (quelle taroccate e atlantiche di Moretti e Senzani) non con le prime Br (quelle autenticamente comuniste di Alberto Franceschini e della compagna Mara). In effetti, la differenza tra le prime e le seconde è proprio la differenza che passa tra la guerriglia e il terrorismo più sanguinario (ed eterodiretto).

  2. andrea carancini ha detto:

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