6 giugno 1981, Napoli. Le Br rapiscono e gambizzano Uberto Siola, assessore pci

uberto siolaNapoli, 6 giugno 1981. Attorno alle 9.30 un commando, composto da tre giovani armati, ferisce alle gambe il prof. Uberto Siola, 40 anni, assessore al decentramento beni culturali, edilizia pubblica e privata del comune di Napoli. Siola, che è anche preside della facoltà di Architettura dell’Università di Napoli, viene fermato mentre si trova a bordo della sua Alfetta su cui si trovano anche l’autista, una collaboratrice e suo marito. Sotto la minaccia delle armi viene fatto scendere dall’auto, fotografato con un cartello al collo e quindi gambizzato. Gli attentatori fuggono a bordo della stessa Alfetta. Il sequestro rientra nella “campagna Cirillo”, l’assessore regionale democristiano sequestrato il 27 aprile 1981. Tra gli obiettivi dei brigatisti contrastare i piani di ristrutturazione urbana dopo il terremoto (lo svuotamento del centro storico). Appena 3 giorni prima, approvata la legge 219 sulla ricostruzione, il sindaco di Napoli Maurizio Valenzi aveva delegato l’assessore Siola con il socialista Geppino Demitry e il socialdemocratico Franco Picardi alla redazione del piano per i nuovi insediamenti abitativi: 13mila alloggi a Napoli, 7mila in provincia. Un affare colossale.
Questa la ricostruzione dell’agguato. L’esponente politico comunista, che nel periodo estivo abita a Baia, il porto turistico di Bacoli, un comune della costiera flegrea a pochi chilometri da Napoli, in via Scalandrone, sceso dalla sua abitazione trova ad attenderlo a bordo dell’Alfetta l’autista, l’impiegato comunale Pasquale Tendenza, ed una collaboratrice, Laura Lambiase e suo marito, Alfredo Profeta. L’auto percorre pochi metri, fino ad una stradina stretta.
Trovato il passo sbarrato da una Fiat 500 posta di traverso, l’Alfetta si blocca e viene circondata da tre giovani, tutti a volto scoperto ed armati di pistola. Gli aggressori, sotto la minaccia delle armi, costringono l’autista a sedersi sul sedile posteriore, al fianco di Profeta, mentre la Lambiase viene fatta stendere trasversalmente, tra i sedili anteriori e posteriori. Dei tre terroristi, uno si siede al fianco di Profeta e Tendenza, mentre gli altri due prendono posto sul sedile anteriore, uno alla guida dell’automobile e l’altro sul sedile opposto, stringendo Siola nel mezzo. L’Alfetta riparte e, lungo il percorso, il giovane seduto alla destra di Siola lo interroga, registrando la conversazione. Quando l’automobile – dopo una decina di chilometri – giunge in via Divisione Siena – i brigatisti fanno scendere l’assessore in una zona appartata, lo legano ad una cancellata, gli appendono al collo un cartello con le stesse scritte riprodotte su quello appesa al collo del consigliere democristiano Giovine, ferito tre settimane prima e – dopo averlo fotografato – gli sparano alcuni colpi di pistola alle gambe. Poi fanno scendere dall’auto Tendenza, Profeta e la Lambiase e fuggono con l’Alfetta.
L’attentato viene rivendicato con una telefonata al centralino di un quotidiano napoletano da uno sconosciuto che dice di appartenere alle Brigate rosse: “Abbiamo sequestrato, interrogato e invalidato l’assessore Siola. Seguirà comunicato”.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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