1 luglio 1977: le Ucc contro il comando d’impresa al Sud. Raid a Intersind di Palermo

Dall’ordinanza di rinvio a giudizio del processo all’Unità comuniste combattenti.

Il 1 luglio 1977 un commando di tre uomini (uno a viso coperto) e una donna, con il pretesto di ottenere informazioni, riuscivano a penetrare, facendosi la porta dopo essersi fatti annunciarw dal campanello, negli uffici dell’Intersind di Palermo. Estratte improvvisamente le pistole chiudevano nel bagno gli impiegati (…), intimavano loro di non uscirne perché ” sarebbe scoppiato qualcosa” e si allontanavano indisturbati. Dopo aver collocato un ordigno esplosivo e asportato un blocco di circolari provenienti dall’Intersind di Napoli. La chiusura della porta d’ingresso induceva gli impiegati a forzare la porta del bagno e guadagnare le scale pochi secondi prima lo scoppio dell’ordigno.

Il volantino di rivendicazione

Un volantino abbandonato nell’ascensore [rivendicava l’azione]:
Un’Unità combattente comunista ha attaccato, perquisito e distrutto la sede dell’Intersind, associazione dei gruppi finanziari del capitalismo monopolistico di Stato, i quali proseguono la loro politica imperialista con processi di ristrutturazione e di conversione per alzare il saggio di profitto, aumentando lo sfruttamento operaio e aggravando le condizioni di vita della classe operaia

Con questa azione la classe operaia, nella sua espressione di avanguardia, esprime la consapevolezza dei nemici da colpire e afferma che la lotta di classe si pratica sul terreno armato come su quello di movimento fino alla presa del potere… Colpire il sistema di comando in tutte le sue espressioni: dai fascisti neri, dai fascisti di Stato, dal Pci, dal sindacato al comando mafioso democristiano. La lotta armata comunista è la più alta espressione della lotta di classe per la guerra civile

Gli altri attacchi al Sud

Il 26.10.78 il GI di Palermo, cui gli atti erano stati trasmessi per la formale istruttoria, firmava una comunicazione giudiziaria a carico di Caminiti Lanfranco e Pirri Ardizzone Maria Fiora, siccome indiziati dell’attentato sulla base di alcune ricognizioni fotografiche. Entrambi si rifiutavano di sottopormi all’atto istruttorio.

Fin qui il giudice D’Angelo. Non so se Fiora e Lanfranco abbiano partecipato all’attacco ma escluderei che abbiano partecipato alla stesura del volantino. Qui, in tutta evidenza, emerge la composizione abbastanza originale dei militanti meridionali dell’Ucc. Un gruppo armato che nasce da una scissione dei Comitati comunisti operaisti ma ha qui una evidente matrice marxista-leninista.
Comunque nell’arco di pochi mesi c’erano stati già due attacchi al comando di impresa al Sud, con il raid dell’11 marzo 1977 all’Assindustria di Reggio Calabria e il 15 aprile con il sabotaggio alla Liquichimica di Saline.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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