Un anno fa moriva a Napoli Gioacchino Della Corte

Il 29 gennaio 2019, in Napoli, è morto il compagno Gioacchino Della Corte. Era nato il 21 dicembre 1944, in Napoli, e fin dal 1959 partecipò alle vicende del movimento operaio e del movimento rivoluzionario italiano. Fece parte della IV Internazionale (corrente pablista) e si infiltrò nelle file della canaglia picista. Fece molti danni nelle file di questi nemici di classe, ormai estinti. Scoperto, fu espulso dal P.C.I. nel 1963, con menzione sulle pagine della famigerata “Unità” . di questo era fiero.

Con gli anni, il c. Della Corte era divenuto la memoria storica del Mov. Riv. Conosceva la letteratura e le bibliografie degli uomini di tutti i gruppuscoli marxisti (ormai in decomposizione), sparsi per i cinque continenti. Nulla gli sfuggiva. Era la più alta autorità italiana della materia e non era mai parco nelle spiegazioni, tranne che con le solite vecchie spie dalla polizia (cioè sindacalisti, grandi e piccoli). Fu anche cultore di studi umanistici, non solo di storia, ma anche di filosofia ebraica e di psicologia. Alla famiglia sentite condoglianze, a Lui una sola frase: ci mancherai!

Un viaggio a Bruxelles

Di Gioacchino Della Corte, un vecchio militante molto conosciuto e ben voluto da tutta la compagneria napoletana, esiste una sola traccia on line, nel sito comunismo informatico di ispirazione bordighista.
Gioacchino era effettivamente persona di erudizione mostruosa e di affascinante verbosità. Ho avuto modo di approfondirne la conoscenza e i talenti in occasione di una picaresca trasferta a Bruxelles, per una marcia del lavoro organizzata da una frazione trotskista britannica, il Partito rivoluzionario dei lavoratori, che faceva capo a Gerry Healy, poi espulso anni dopo per molestie sessuali seriali alle compagne dello staff. Militavano nel partito Vanessa Redgrave e il fratello.

A nous l’argent, a vous le travaille

Era il 1979, l’anno delle prime elezioni dirette dell’Europarlamento. I trotskisti pagarono un pullman da Napoli che caricò un bel po’ di esponenti del movimento di lotta del lavoro e compagni di varie piazze. Volevano portare la protesta sociale e la voce dei disoccupati all’Europarlamento.

Ovviamente fummo molto indisciplinati, facemmo un sacco di casini e litigammo anche alla marcia: loro chiedevano il lavoro noi eravamo per il salario garantito. E infatti lanciammo la maccheronica parola d’ordine: “A nous l’argent, a vous le travaille”. Ma tra un cazzeggio e l’altro ebbi modo di approfondire la conoscenza con Gioacchino. E fu una cosa molto piacevole, di cui ho un ricordo forte e divertente.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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