Valerio Verbano, indagini riaperte con due sospettati

corteo per Valerio Verbano

Sono due i neofascisti indagati nella terza inchiesta per l’omicidio di Valerio Verbano, lo studente autonomo ucciso in casa, sotto gli occhi dei genitori, al rientro da scuola il 22 febbraio 1980, Il commando entrò a tradimento, ingannando i genitori e aspettò il suo ritorno per ucciderlo dopo una breve colluttazione. L’obiettivo era recuperare un corposo dossier di controinformazione: Valerio era infatti impegnato da tempo nella schedatura sistematica dei fascisti.

La notizia della nuova indagine la dà Marco Capoccetti Boccia, autore di un testo fondamentale, nel blog dedicato al suo libro: Valerio Verbano. Una ferita ancora aperta. Il lungo post fa anche due nomi:


Il primo lo conosciamo già: Walter Tanzini. Un nome che torna da lontano, che attraversa le vecchie carte, le testimonianze, le ombre degli anni Ottanta. Un nome già pronunciato, verificato e poi lasciato cadere per mancanza di prove dirette, nonostante la certezza che fu sua madre a scrivere la lettera depistatoria del 29 febbraio 1980.
Il secondo, invece, è una sorpresa assoluta: Fabrizio Dante. Uno sconosciuto. Un nome che non compare nelle ricostruzioni note, che non appartiene alla memoria pubblica del caso, che arriva dal nulla e dal nulla sembra venire fuori. Ex studente del liceo Archimede, neofascista frequentante sia il Msi che Terza Posizione, legato alla “banda del Panico”, piccola organizzazione dedita a criminalità comune, con elementi che si dichiaravano di destra.

MARCO CAPOCCETTI BOCCIA

La chiusura delle seconde indagini

A 41 anni dal delitto l’omicidio di Valerio Verbano resta ancora senza colpevoli. Il 30 novembre del 2021 è state chiusa la seconda indagine, iniziata nel febbraio del 2009 e iscritta a registro due anni dopo, esattamente nel febbraio del 2011, per poi chiudersi con l’ennesimo nulla di fatto dieci anni dopo.. Era il 22 febbraio 1980 quando in via Monte Bianco, quartiere Montesacro a Roma, tre giovani coperti da un passamontagna e armati di pistola entrarono nella casa del 19enne. Il commando immobilizzò i genitori in attesa del ritorno del ragazzo. Quando Valerio entrò, dopo una breve colluttazione, gli spararono alla schiena, uccidendolo e fuggirono.

Dopo una prima inchiesta, chiusa nel 1989 nell’impossibilità di arrivare ai responsabili, la Procura di Roma ha riaperto le indagini nel 2011 (qui il testo integrale dell’ordinanza con la richiesta di archiviazione). Nel febbraio 2021 c’è stato un primo ‘no’ del gip alla richiesta di archiviazione, in attesa di conoscere i risultati di alcuni accertamenti. Si trattava di due perizie, una grafologica su una lettera e una balistica sul proiettile trovato nel corpo di Verbano per una comparazione con quelli usati in una rapina di cui restano solo le fotografie. La lettera è considerata un depistaggio da parte della madre di Walter Tanzini, appunto. La rapina è quella del 5 dicembre 1979 in cui fu arrestato Dario Pedretti, leader del Fuan-Nar. L’inchiesta del Ros dei Carabinieri, centrata su una ‘faida di quartiere’ aperta nell’aprile 1977 e in cui avevano individuato alcuni sospetti, è potuta quindi ripartire dall’accertamento del depistaggio operato della madre di Tanzini.

Per approfondire

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente è in pensione dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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