Attentato di Milano Spedicato si difende: “Ero a Parigi con la mia donna”

[L'intervista a Walter Spedicato dell'agosto 1988 che permise al leader di Terza posizione di scansare la provocatoria accusa di essere il responsabile dell'autobomba ritrovata pochi giorni prima davanti alla Questura di Milano]

Trentacinque anni alto 1.7°-1.75- viso rotondo- carnagione scura- capelli corti e neri- sopracciglie folte- fronte spaziosa Questo identikit- distribuito martedì pomeriggio dagli inquirenti milanesi che indagano sull'autobomba di domenica alla questura di Milano è stato attribuito da alcune telefonate anonime a Walter Spedicato un militante di Terza Posizione- latitante all'estero. Queste caratteristiche fisiche per alcuni aspetti non corrispondono- però- a quelle di Spedicato che ha quaranta anni, il volto scavato- baffi rossicci ed evidenti stempiature e cosi il nostro giornale ha raggiunto telefonicamente il latitante neofascista a Parigi e gli ha chiesto di dire la sua sulla vicenda
"Domenica pomeriggio ero a Parigi- in compagnia della mia donna e della sua amica". La voce di Walter Spedicato vibra indignata. Alla mia richiesta di precisare le generalità della ragazza reagisce con stizza "Lei non c'entra niente Anzi è incinta e queste notizie che apprendiamo ora, queste accuse infamanti nei miei confronti la mettono in uno stato di evidente agitazione."
Walter Spedicato è latitante da anni all'estero, Militante del Movimento Studentesco di Giurisprudenza nel '68- poi fondatore di Lotta di Popolo e di Terza Posizione- il gruppo della destra radicale che alla fine degli anni '70 ha coagulato i fermenti del ribellismo e dello spontaneismo dei sovversivi di destra. E' stato colpito da mandata di cattura nell'inchiesta di Terza Posizione anche se poi è stato prosciolto per insufficienza di prove.
spedicato"Rivendico tutto il mio discorso politico- da Lotta di popolo a Terza Posizione, scandisce Spedicato, ma respingo come ingiuriosa questa accusa. Lo stragismo non appartiene alla mia area politica ma è stato tradizionalmente espresso da gruppi legati a discreti settori del potere mondialista e multinazionale".
Spedicato a questo proposito ricorda che proprio nella sentenza per la strage alla stazione di Bologna Pazienza e i dirigenti del Supersismi hanno riportato una severissima condanna per calunnia per aver organizzato un depistaggio delle indagini in cui si tentava di accreditare una pista "Terza posizione per la strage- costruendo falsi indizi contro altri due latitanti di Terza Posizione- Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Proprio con questi due giovani militanti di "Lotta studentesca" a Roma aveva mantenuto i contatti con Franco Freda prima della fondazione di Terza Posizione.
Il movimento Terza Posizione- fondato a Roma da alcuni militanti della destra radicale nel 1976- già nel nome richiama l'esperienza del giustizialismo peronista che invoca appunto una posizione "terza" tra capitalismo e socialismo- tra imperialismo russo e americano.
Il movimento- nato in un periodo di profonda crisi della tradizionale leadership- della destra extraparlamentare- aveva l'ambiziosa intenzione di coagulare il malcontento di settori popolari estranei o contrari al compromesso storico con lo spontaneismo e il ribellismo della giovane piazza di destra.
Spedicato respinge addirittura la definizione di militante dell'estrema destra "La mia storia è quella di un militante di movimenti antimperialisti. In Terza posizione ancora oggi si vuole colpire un polo di opposizione al sistema- al polo alternativo che ha lottato contro l'imperialismo russo e americano- contro il sionismo- per un'Europa unitaria e indipendente".
E incalza "Non credo che sia un caso che tutte queste montature si verifichino ad agosto- quando la gente è distratta da altre cose". Avanza addirittura un parallelismo tra questo attacco al gruppo in cui ha militato. In tutta l'intervista- oltre a respingere sdegnosamente sul piano personale l'accusa della partecipazione all'attentato di Milano- Spedicato ha tenuto a ribadire il carattere di "montatura politica" dell'episodio e il caso Sofri- che è a suo giudizio "un attacco politico al Psi".
Spedicato ricorda la sua posizione processuale "Sono stato assolto fino alla cassazione nel processo a Terza Posizione- anche se rivendico fino in fondo il patrimonio politico di quell'esperienza ma 'loro continuano a perseguitarmi. Avrei preferito che lo facessero per la mia posizione politica e non con queste accuse infamanti e stiano sicuri che sono deciso a denunciare questa sporca manovra a livello di opinione pubblica e anche sul terreno giudiziario".
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