27 settembre 2011: strage al parlamento cantonale, 15 morti a Zug

Il 27 settembre 2001, Friedrich Leibacher, 37 anni, armato con un fucile d’assalto tipo SIG PE 90, fece irruzione nell’aula del parlamento del Canton Zugo aprendo il fuoco e uccidendo quattordici persone (tre Consiglieri di Stato e undici Gran Consiglieri) e ferendone altre quindici prima di togliersi la vita a sua volta. La “strage di Zugo”, così chiamata dai giornali, rappresenta il più tragico fatto di sangue avvenuto nella Svizzera moderna. Ecco le conclusioni dell’inchiesta giudiziaria, due anni dopo, in un servizio di Swissinfo.ch: Leggi altro ›

26 settembre 2006: liberata dopo 23 anni Silvia Baraldini

 

Dieci anni fa, il 26 settembre 2006, grazie all’indulto, dopo 16 anni di carcere speciale in America, 2 a Rebibbia e 5 di arresti domiciliari, è tornata libera Silvia Baraldini, militante comunista dell’Organizzazione 19 maggio, attivista per i  diritti umani degli afroamericani, condannata a 43 anni di carcere per associazione sovversiva, concorso in evasione, concorso in due tentate rapine, oltraggio alla corte (per essersi rifiutata di “infamare” i suoi compagni). In realtà nei suoi confronti fu applicata la legge Rico, la normativa contro la criminalità organizzata che permette di caricare su ciascun imputato i crimini della gang.

Una condanna enorme se si pensa che, come canta Francesco Guccini, “Silvia non ha mai ucciso e non ha mai rubato niente”…

Quella che segue è la prima intervista che ha potuto rilasciare nel 1992 a Famiglia cristiana.

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Quarant’anni fa la strage all’Oktoberfest

26 settembre 1980, 22.19. Una bomba esplode di fronte l’entrata dell’Oktoberfest. 13 morti, 211 feriti e i resti di un ordigno rudimentale: è il più grave attentato del dopoguerra in terra tedesca, per la cui paternità bisognerà attendere la sentenza del processo due anni più tardi. A piazzare la granata è stato Gundolf Köhler, studente in Geologia. Identificato solo attraverso il passaporto che portava con sé, al momento del suo ritrovamento è irriconoscibile: troppo gravi le ferite dell’uomo, orribilmente sfigurato al volto e privo di entrambe le braccia. Gli sono bastati 1,39 kilogrammi di TNT, nascosti all’interno di un cestino per l’immondizia, per seminare morte alla 146° rassegna del festival. Come i moderni attentatori dell’ISIS, Gundolf in più ha riposto la bomba all’interno di un cilindro di metallo, riempito di viti e chiodi per rendere ancora più devastante lo scoppio.

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Rossana Rossanda: un memorial pieno di vuoti

Alla fine, nella mia bolla social, che non ha nessuna rappresentatività universale ma esprime il mio sistema di relazioni, grande è la delusione per la commemorazione celebrata ieri di Rossana Rossanda. Un memorial nel segno dei grandissimi vecchi (nel senso materiale di vecchi assai) dell’antico Pci. Alla fine, a essere materialisti basic lei ha vissuto 25 anni nel Pci, 50 fuori e contro. Qualcosa vorrà pur dire. E quindi, dopo avervi rimandato a quanto già detto, cedo la parola a due colleghi che hanno qualcosa da dire di più e di meglio.

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24 settembre 1979: Prospero Gallinari è ferito e catturato

Prospero Gallinari e Mara Nanni, delle Br, vengono sorpresi dalla polizia,
avvertita da una telefonata anonima, mentre sostituiscono la targa di una autovettura in viale Metronio. Nel conflitto a fuoco Gallinari rimane molto gravemente ferito alla testa. Rimane ferito anche un poliziotto. La Nanni viene arrestata, ma un complice riesce a fuggire. La storia ce la racconta lui, nell’autobiografia “Un contadino nella metropoli”. Ricca di particolari inediti: dalla presenza di brigatisti rossi nell’ospedale dov’è ricoverato alla sua decisione di non accettare la proposta di evasione per non pesare sull’organizzazione. Perché in realta le ferite al cervello erano state gravissime ma i danni limitati dal fatto che era mancino e quindi con le aree funzionali “invertite”.

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Rossanda, addio. Chiudo in bellezza con Piperno e Virno

Franco Piperno

Di nuovo ha suonato i’altra notte la campana, proprio quando nel cielo appariva la falce della Luna crescente segnando così l’inizio dell’arcaico calendario semitico.Questa volta, con la scomparsa di Rossana, viene a mancare uno spirito libero che, tra le altre sue imprese, aveva costItuito, con la parabola stessa della sua vita, un riferimento etico-politico per i giovani comunisti della generazione “baby-boom”, quella successiva alla fine della guerra.Rossana Rossanda è stata davvero una cattiva maestra; di cui sarà ben difficile fare a meno — così,senza il suo magistero, noi ci sentiamo irreparabilmente diminuiti.

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Renato Curcio racconta la sua infanzia felice e ribelle

brigate rosse, renato zampa, jolanda curcio

Se vogliamo cominciare davvero dall’inizio, debbo chiederti della tua nascita e di tua madre, Jolanda Curcio, definita in tutte le schede biografiche «una ragazza madre di origini modeste».

Sono nato poco prima di mezzogiorno del 23 settembre 1941 a Monterotondo, vicino Roma. Mia madre aveva diciotto anni ed era venuta dalla Puglia a lavorare in città.

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Bologna, settembre 77: l’appello degli intellettuali francesi

Foto Tano D’Amico

Nel momento in cui, per la seconda volta, si tiene a Belgrado la conferenza
Est-Ovest, noi vogliamo attirare l’attenzione sui gravi avvenimenti che si
svolgono attualmente in Italia e – più particolarmente – sulla repressione
che si sta abbattendo sui militanti operai e sui dissidenti intellettuali in
lotta contro il compromesso storico

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23 settembre 1980. Blitz giudiziario contro Terza posizione

Il 23 settembre 1980, sull’onda lunga della grande repressione scattata a destra dopo la strage di Bologna, la magistratura romana compie una retata contro Terza posizione. Per la destra radicale diventerà il “7 aprile” dell’Autonomia nera. Io l’ho riassunto così nel libro “Guerrieri”.

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Paola Tavella ci racconta Rossana Rossanda con otto storie

1. La mia assunzione

Io ero punk e siccome il colloquio era alle 8 del lunedì’ mattina non avevo modo di rimediare, comprai un cappellino verde di feltro a Porta Portese per coprire la cresta di capelli, una gonna di velluto a ruota molto carina, mi presentai puntualissima e lei, per anni, mi chiese come mai non indossavo più capelli, che mi stavano tanto bene. Ero talmente intimidita e emozionata che le davo del lei, e Rossana dopo avermi assunta fece una serie di telefonate a chi mi conosceva chiedendo: “Ma siamo sicuri che questa ragazza sia di sinistra? Mi ha dato sempre del lei, fra compagni non si usa”.

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