Matteo Salvini punito dalla superbia. Addio al “partito delle guardie”

E’ ancora troppo presto per un’analisi dettagliata del voto ma i messaggi basici sono chiari. La polarizzazione voluta da Salvini per tentare la spallata finale al governo è fallita. Ha resuscitato il Pd, innescando l’effetto Stalingrado. Intanto godiamoci la meravigliosa sensazione che ci dà la batosta del “partito delle guardie”. E’ presto per dire se la spinta propulsiva di Salvini si sia esaurita, anche se ancora una volta, come in estate, lo punisce la superbia ma pare proprio che i cinque stelle ce li stiamo togliendo dai coglioni (cit.)

Possiamo quindi dare seguito al repechage dei materiali di Dies Irae, l’opera incompiuta, scritta a quattro mani con Oreste Scalzone, per chiudere i conti, una trentina d’anni fa con la sinistra postcomunista. E proprio alle considerazioni sul postcomunismo è dedicato il secondo capitolo.

Per ricordare

26 gennaio 1935: nasce Franco Nicolini, nella storia “il criminale”, nella leggenda il Terribile

Il 26 gennaio 1935 nasce a Roma a Franco Nicolini. Diventerà un criminale di medio calibro nella realtà. Ammazzato come tanti delinquenti da avversari incattiviti tra sfregi da vendicare e interessi da perseguire. Entrerà però nel mito. Perché il suo delitto, abbastanza banale, è l’occasione in cui per la prima volta si aggregano le diverse batterie e gruppi che di lì in poi diventeranno la banda della Magliana E così, prima nelle cronache giudiziarie e poi nella superfetazione del ciclo narrativo di Romanzo criminale (il libro, il film , la serie) diventerà un protagonista. Il Terribile, magistralmente interpretato, nel ciclo televisivo da Marco Giallini

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I 73 anni di Oreste Scalzone e l’attualità della battaglia contro la sinistra delle forche

Riordinando nei mesi scorsi l’archivio elettronico avevo messo mano anche alla sistemazione di molti dei materiali prodotti nell’arco di un ventennio di collaborazione (1987-2007) con Oreste Scalzone.
En passant, oggi compie gli anni, 73: buona e lunga vita, quindi, vecchio compagno Oreste. Sistemazione necessaria perché accumulati forsennatamente, recuperati da vecchi supporti magnetici, convertiti da wordstar o passando da mac a windows quando i due sistemi non erano compatibili: e qundi pieni di bug, di segni strani, di stringhe bizzarre. Un lavoraccio ma vi assicuro che ne è valsa la pena. Perché molti di questi reperti sono di assoluta freschezza e attualità.

Valgano, ad esempio, i testi di “Dies Irae”, una delle tante incompiute, forse quella arrivata più vicino alla pubblicabilità. Un lavoro del 1991-92 tra catastrofe del comunismo, crisi di Gladio e assalto al Palazzo da parte di magistrati e tricoteuses. In questi giorni di acuta sofferenza per l’appecoronamento di Pd e Leu alla barbarie forcaiola dei 5 stelle meritano di essere restituiti alla lettura e alla riflessione pubblica.
Cominciamo con il testo dedicato alla strana parabola dell’intellighentsia di sinistra, che vede oggi i discendenti del partito che alla fondazione si diede presidente Stefano Rodotà, assecondare un ignorantone come l’attuale Guardasigilli. Un testo già pubblicato per il trentennale della caduta del Muro di Berlino. Qui lo ripropongo in pdf per una più comoda lettura. Proseguiremo nei prossimi giorni con altre cose serie e importanti

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24 gennaio 1979. Le Br uccidono Guido Rossa. Un colpo al cuore della base pci

L’omicidio di Guido Rossa segna un punto di rottura nel rapporto tra Brigate Rosse e movimento operaio organizzato. Le conseguenze sono assai negative per la formazione combattente, che aveva sempre mantenuto un rapporto di simbiosi ambigua con la base del Pci in fabbrica. Il quadro comunista della Cgil è l’unico che ha avuto il coraggio di denunciare il postino delle Br nell’Italsider di Genova, Franco Berardi. Un compagno fragile: dieci mesi dopo l’omicidio si toglie la vita. La ricostruzione dell’agguato che ne fa Wikipedia enfatizza il contrasto tra Riccardo Dura – che decise in corso di azione di trasformare la gambizzazione in omicidio – e le Br. La congettura parte da una testimonianza di quasi 30 anni dopo. Vincenzo Guagliardo, il compagno del nucleo storico che sparò alle gambe di Rossa, accetta di parlare alla figlia della vittima. In realtà il fatto che Dura sia stato in seguito promosso nell’esecutivo brigatista, massimo organo dirigente, dimostra che il problema non sussisteva.

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24 gennaio 1977, Madrid: commando fascista uccide 5 avvocati comunisti. E’ il massacro di Atocha

Il massacro di Atocha del 1977 fu un attacco compiuto da miliziani dell’estrema destra nel centro di Madrid nella notte del 24 gennaio 1977, nell’ambito del cosiddetto terrorismo tardo-franchista. Sono stati uccisi cinque avvocati, che hanno segnato la transizione spagnola avviata dopo la morte del generale Francisco Franco.
Gli avvocati del lavoro erano Enrique Valdelvira Ibáñez, Luis Javier Benavides Orgaz e Francisco Javier Sauquillo; lo studente di legge Serafín Holgado; e l’amministratore Ángel Rodríguez Leal. Anche Miguel Sarabia Gil, Alejandro Ruiz-Huerta Carbonell, Luis Ramos Pardo e Lola González Ruiz sono rimasti gravemente feriti.

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24 gennaio 1944, nasce Enzo Del Re, voce e corpo sonoro del Settantasette

Il classico assoluto sul rifiuto del lavoro resta “Lavorare con lentezza” di Enzo del Re, che il cantautore usava cantare usando una sedia come strumento musicale: “ Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo/ chi è veloce si fa male e finisce in ospedale”. E proprio a Enzo Del Re è dedicato il libro “Lavorare con lentezza- Enzo Del Re, il corpofonista” di Timisoara Pinto, un bellissimo volume che non solo ripercorre la storia di Del Re, ma anche di buona parte della canzone politica e sociale italiana dagli anni Sessanta in poi 
Ernesto Assante

L’audio di Lavorare con lentezza

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Cinque anni fa moriva Dacia Valent. La sua storia tra ascesa e precipizio

Questo articolo sull’ascesa e la caduta di Dacia Valent è stato scritto da me nell’aprile 1995 ma non riesco a risalire alla testata che l’ha pubblicata. L’ho messo in rete nell’aprile 2013, nella fase di popolamento del sito ma è stato letto e commentato, con rabbia, con amore in occasione della morte di Dacia, 5 anni fa, quasi senza che me ne accorgessi. Un infarto fatale in un fisico provato dall’alcolismo e dalle sue sconseguenze. Mancavano ovviamente gli ultimi pezzi della caduta, la sua radicalizzazione nel senso di un nazionalismo nero esacerbato dalla frustrazione e dal risentimento, qualche cattiveria gratuita.

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22-23 gennaio 1977: evadono da Pozzuoli Franca Salerno e Maria Pia Vianale dei Nap

I primi mesi del 1977 furono caratterizzati, in tutta Italia, da numerose rivolte all’interno delle carceri e da un consistente numero di evasioni da parte di militanti politici. Tra queste si annovera quella di Franca Salerno e Maria Pia Vianale, militanti dei Nuclei Armati Proletari, avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 Gennaio. Grazie ad un’azione coordinata tra l’interno e l’esterno dell’edificio, le due militanti riuscirono infatti ad evadere dal carcere femminile di Pozzuoli in cui erano rinchiuse in attesa del processo.
Il progetto di fuga comprendeva inizialmente anche la terza compagna di cella delle due Nappiste. Rosaria Sansica, decise però di rinunciare perché stava per ottenere la libertà provvisoria per motivi di salute.

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22 gennaio 1979: il Mossad fa una strage per uccidere il responsabile di Monaco 1972

Alī Ḥasan Salāma è stato il capo delle operazioni di Settembre Nero. Col nome di battaglia di Abū Ḥasan organizzò l’attentato di Monaco del 1972 e altri attacchi guerriglieri e terroristici.

Figlio del guerrigliero palestinese Ḥasan Salāma, ʿAlī Ḥasan Salāma fu soprannominato “il Principe Rosso”, sia per la sua agiatezza economica che per la sua appartenenza a una delle famiglie più in vista dell’alta borghesia palestinese. Fu anche il fondatore del gruppo Forza 17.

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22 gennaio 1994: muore clandestino in Francia Sergio Spazzali



Nella notte del 22 gennaio è morto in Francia il compagno Sergio Spazzali, nome di battaglia Pino, fondatore e dirigente della Cellula Comunista per la costituzione del Partito Comunista Combattente. I giornali di regime hanno svilito il suo ruolo di militante e dirigente comunista, descrivendolo come l’avvocato delle B.R., oggi povero esule in Francia che si arrabatta tra gli stenti, e prepara il suo rientro in Italia ormai stufo di tale situazione.

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