23 maggio 1979, Genova: gogna br per la insegnante dc

Rosella Sborgi, è morta a Genova, nello scorso mese di settembre, all’età di 79 anni. È stata una delle donne più rappresentative della Dc genovese degli anni Ottanta della nostra città. Almeno tre legislature a palazzo Tursi come consigliera comunale. Salita agli onori della cronaca per esser stata un delle prime politiche ad essere prelevata dalle Br e liberata dopo qualche minuto nel maggio del 1979. Era uscita di casa al civico 11 di via Dogali per raggiungere l’Istituto Bersani dove insegnava. Raggiunta da un uomo che la stava attendendo e minacciata con una pistola puntata al viso che l’ha apostrofata “Stai zitta e buona e non ti facciamo niente”.  Ecco la cronaca dell’Unità:

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23 maggio 1974: le Brigate rosse liberano Mario Sossi

Il 20 maggio avviene il fatto che dà una svolta decisiva alla vicenda. La Corte d’Assise d’Appello di Genova, insediatasi con due giudici togati e sei popolari e con la presidenza di Beniamino De Vita, concede d’ufficio la libertà provvisoria agli otto della 22 Ottobre, e il nulla osta per il passaporto, «subordinatamente alla condizione che sia assicurata la incolumità personale e la liberazione del dottor Mario Sossi». Mentre la parola spetta al Governo, si intrecciano commenti e prese di posizione, e al Senato il presidente del Consiglio Rumor dichiara: «Lo Stato non abdica e pertanto non verranno compiuti atti che possano significare inammissibili patteggiamenti con un gruppo di criminali che ha lanciato una sfida diretta all’autorità dello Stato».

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Niente libertà per Renato Vallanzasca. Non bastano 46 anni di carcere

Rimarrà in carcere Renato Vallanzasca: così ha deciso la cassazione che ha confermato il tribunale di sorveglianza che aveva respinto la richiesta di libertà condizionale. Ha 71 anni, Vallanzasca, proprio come me – solo che lui di galera se n’è mangiata tanta: 46 anni.

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21 maggio 1976: una spesa proletaria tra narrazione giudiziaria e storia sociale

Non serve citare Foucault per evocare il baratro che separa verità storica e verità giudiziaria. Né è utile giocare dialetticamente sul funzionamento dei diversi dispositivi. In questo caso, un episodio minimo inserito nel maxiprocesso milanese contro Prima Linea e Comitati comunisti rivoluzionari, una spesa proletaria in un grande magazzino milanese, ci dà una chiara misura della separazione tra realtà effettuale delle cose e narrazione giudiziaria.

L’ordinanza di rinvio a giudizio si focalizza sugli elementi di diritto. E in questo caso – tocca dire – il giudice è stato buono: perché riconosce che un saccheggio al supermercato è un furto e non una rapina, come altrove contestato. Il problema però è che comunque la sentenza ordinanza omette – per un’evidente rimozione dei pentiti che hanno raccontato l’episodio – la sua reale natura. Lasciando però una traccia intelligente nelle ultime due righe: quando ne attribuisce sicuramente la responsabilità organizzativa a Enrico Baglioni

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19 maggio 1972. I Weathermen festeggiano lo “zio Ho” con una bomba al Pentagono

Il 19 maggio 1972, il compleanno di Ho Chi Minh, leader del movimento nazionalista vietnamita, i Weather Underground conducono un attentato al Pentagono. Un attacco del tutto simile a quello organizzato contro il Campidoglio un anno prima. Lo racconta William Ayers, uno dei fondatori del gruppo armato, nel suo libro Fugitive Days. Una donna di nome Anna entrò in uno dei bagni del Pentagono subito dopo la mezzanotte del 19 maggio 1972 e nascose la bomba che da lì a poco sarebbe esplosa.

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19 maggio 1977: la guerriglia del Portello e altre storie di lotta più o meno armata

guerriglia

Quando, tre anni fa, ho avviato il progetto di “agenda rossa” che sto qui sviluppando con buoni risultati e qualche discontinuità, avevo ben presente un rischio evidente. Nella scelta casuale ma non arbitraria degli eventi del giorno, per un’evidente distorsione professionale, si tende a privilegiare gli eventi più “clamorosi” e si finisce col perdere l’obiettivo principale. Lo sforzo cioè di restituire la complessità della storia della lunga insorgenza sociale del decennio rosso e la sua coda insurrezionale. Così, proprio in un giorno “carico di conseguenze e di sconseguenze” ho scelto, usando come fonte “Vent’anni di violenza politica in Italia (1969-1988)”  di elencare quello che succede il 19 maggio 1977. Perché restituisce appunto la ricchezza  dell’articolazione per obiettivi, forme di attacco, estensione territoriale

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17 maggio 1978. Il blitz contro le Br e le torture a Triaca

La mattina del 17 maggio 1978 la Digos di Roma sotto la direzione dell’Ucigos perquisì le abitazioni di 17 persone, ex appartenenti a Potere operaio, Lotta continua e militanti dell’estrema sinistra, gravitanti per la gran parte nel quadrante Est della Capitale, lungo la via Tiburtina. Erano state individuate, e molte di loro pedinate, a partire dalle indagini avviate all’inizio di aprile. Tra queste c’era il 25enne Enrico Triaca, che i poliziotti avevano «agganciato» solo il 1° maggio precedente nel corso di un pic nic di massa a villa Pamphili.

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16 maggio 1943: i nazisti schiacciano la rivolta nel Ghetto di Varsavia

Tra il 22 luglio e il 12 settembre 1942, le autorità tedesche deportarono o uccisero circa 300.000 Ebrei che vivevano nel ghetto di Varsavia. Le SS e le unità di polizia deportarono 265.000 Ebrei nel campo di sterminio di Treblinka e 11.580 nei campi adibiti ai lavori forzati. I Tedeschi e il personale ausiliario uccisero più di 10.000 Ebrei nel ghetto di Varsavia durante le operazioni di deportazione. Le autorità tedesche diedero il permesso soltanto a 35.000 Ebrei di rimanere nel ghetto, ma più di 20.000 Ebrei vi rimasero clandestinamente. Per i 55.000/60.000 Ebrei rimasti nel ghetto di Varsavia, la deportazione sembrava inevitabile.

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La guerra fratricida della Magliana e la morte di De Pedis

Da tempo, ormai, il gruppo di banditi originario della Magliana − che morto Giuseppucci s’era aggregato intorno ad Abbatino e Colafigli, ai quali s’erano aggiunti Toscano e Mancini − aveva deciso di arrivare alla resa dei conti coi «testaccini», i quali avevano perso Abbruciati sull’asfalto di Milano e ora erano guidati da «Renatino» De Pedis. I contrasti risalivano alla fine del 1981, quando fu ammazzato Domenico Balducci senza che Abbatino e gli altri ne sapessero niente, ed erano diventati insanabili dopo la «missione» di Abbruciati a Milano per l’attentato al banchiere Roberto Rosone.

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14 maggio 1981: muore Juan Posadas. Perseguì il socialismo in tutto l’universo

Dal sito geopolitico “Aurora” la storia di Juan Posadas, il leader troskista argentino (originario di Matera) che rifiutò la dottrina del “socialismo in un solo pianeta” invocando una rivoluzione cosmica e ufologica…

Juan R. Posadas non era un trotskista ordinario; i socialisti cosmici, i benefici della guerra nucleare e la comunicazione coi delfini erano tutte parti del suo programma rivoluzionario. Matt Salisbury racconta la storia di uno dei pensatori politici più sconosciuti del mondo.

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