1 ottobre 1977, Torino: la morte di Crescenzio segna la fine del Movimento

Torino è un deposito di fotografie in attesa di essere viste. Ce n’è una, scattata dal fotoreporter della Gazzetta del Popolo Tonino Di Marco, che racconta di un giorno di tragiche svolte individuali e di massa: una folla di volti sgomenti in bianco e nero intorno a tre persone curve su una sedia da bar. I gesti sono attenti, densi della pietà che spesso appartiene a chi sfiora un oggetto delicato. Sullo sfondo, i portici di via Po digradano ordinati verso il fiume.

Leggi altro ›

1 ottobre 1975: il Grapo uccide 4 poliziotti il giorno del Caudillo

Stamane tre poliziotti sono stati uccisi a Madrid, quasi nello stesso minuto, a sangue freddo, senza una parola o un gesto. E’ un atto inequivocabile di terrorismo politico — forse sfida forse provocazione — appena tre ore prima che Franco, con voce tremante, celebrasse il suo giorno di festa davanti a una plaza de Oriente colorata di folla e bandiere.

Doveva essere una giornata destinata a segnare una svolta nella grave crisi di regime; oggi, invece, si sono riaperti tutti i drammatici interrogativi dell’ultima settimana, e le previsioni si fanno fosche, nel timore che la catena di follia e sangue apra la spirale di un futuro non più controllabile. Sabato scorso nessuno aveva certezza di quanto profonda fosse la crisi di questo potere che domina la Spagna da quarant’anni; oggi, tutti sanno che le lotte di palazzo dilaniano un corpo già privo di vita, c’è un vuoto di iniziativa che cinque fucilazioni e un’adunata oceanica non riescono più a nascondere [il 27 settembre 1975 il regime fucila 5 oppositori: tre marxisti leninisti del Frap, 2 indipendentisti dell’Eta, ndb].

Leggi altro ›
Taggato con: , ,

Massacro del Circeo/2. Lc: Izzo e Ghira? Banda fascista del Trieste

All’epoca era un cazzeggio, ma esprimeva una profonda verità metafisica. Se sei giornalista, sono le notizie che vengono da te. Stavo cercando tutt’altra storia, la rappresaglia della guerriglia antifranchista per le ultime esecuzioni del regime, il 27 settembre 1975, e mi sono trovato davanti, nella prima pagina di Lotta continua del 3 ottobre 1975, la storia della banda Ghira-Izzo. Una banda fascista, senza se e senza ma. E non per un pregiudizio ideologico ma sulla base di precisi fatti, di concrete condotte.

Al primo post pubblicato del focus che ho deciso di dedicare al massacro del Circeo sono cominciate subito le obiezioni: non sono fascisti, non è un delitto politico. Be’, ai miei obiettori toccherà prendere atto che la “narrazione politica” dell’orrendo delitto non parte da un paradigma induttivo ma dalla somma di significativi dati empirici.
PS: Alcuni nomi sono stati sostituiti con sigle perché le anticipazioni di cronaca non hanno avuto successivi riscontri

Leggi altro ›

Il delitto del Circeo, un punto di non ritorno

Il delitto del Circeo, lo stupro brutale di due giovani proletarie da parte di tre fascisti dei Parioli, ha segnato un’epoca e ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso dello sdegno sociale e civile, imponendo la revisione del codice penale (qui la testimonianza dell’avvocato Nino Marazzita, parte civile nel processo). La violenza sessuale non era, infatti, considerato ancora delitto contro la persona. La straordinaria mobilitazione delle donne, che si andarono a costituire in movimento separato, impose una svolta legislativa che pure trovò notevoli resistenze. Poiché sono tanti i temi connessi e in qualche misura arravogliati, questo focus del blog si annuncia particolarmente corposo. Partiamo quindi dalla narrazione che io avevo costruito dodici anni fa nella seconda edizione di Fascisteria. Una narrazione centrata sul personaggio Izzo.

Leggi altro ›

28 settembre 1978. Ucciso per sbaglio Piero Coggiola, capo Lancia

La tragedia di Piero Coggiola, capo della verniciatura alla Lancia di Chivasso, un omicidio non voluto, ce la raccontano Stefano Caselli e Davide Valentini nel volume Anni spietati, edito da Laterza nel 2011

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , ,

27 settembre 2011: strage al parlamento cantonale, 15 morti a Zug

Il 27 settembre 2001, Friedrich Leibacher, 37 anni, armato con un fucile d’assalto tipo SIG PE 90, fece irruzione nell’aula del parlamento del Canton Zugo aprendo il fuoco e uccidendo quattordici persone (tre Consiglieri di Stato e undici Gran Consiglieri) e ferendone altre quindici prima di togliersi la vita a sua volta. La “strage di Zugo”, così chiamata dai giornali, rappresenta il più tragico fatto di sangue avvenuto nella Svizzera moderna. Ecco le conclusioni dell’inchiesta giudiziaria, due anni dopo, in un servizio di Swissinfo.ch: Leggi altro ›

26 settembre 2006: liberata dopo 23 anni Silvia Baraldini

 

Dieci anni fa, il 26 settembre 2006, grazie all’indulto, dopo 16 anni di carcere speciale in America, 2 a Rebibbia e 5 di arresti domiciliari, è tornata libera Silvia Baraldini, militante comunista dell’Organizzazione 19 maggio, attivista per i  diritti umani degli afroamericani, condannata a 43 anni di carcere per associazione sovversiva, concorso in evasione, concorso in due tentate rapine, oltraggio alla corte (per essersi rifiutata di “infamare” i suoi compagni). In realtà nei suoi confronti fu applicata la legge Rico, la normativa contro la criminalità organizzata che permette di caricare su ciascun imputato i crimini della gang.

Una condanna enorme se si pensa che, come canta Francesco Guccini, “Silvia non ha mai ucciso e non ha mai rubato niente”…

Quella che segue è la prima intervista che ha potuto rilasciare nel 1992 a Famiglia cristiana.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , ,

Quarant’anni fa la strage all’Oktoberfest

26 settembre 1980, 22.19. Una bomba esplode di fronte l’entrata dell’Oktoberfest. 13 morti, 211 feriti e i resti di un ordigno rudimentale: è il più grave attentato del dopoguerra in terra tedesca, per la cui paternità bisognerà attendere la sentenza del processo due anni più tardi. A piazzare la granata è stato Gundolf Köhler, studente in Geologia. Identificato solo attraverso il passaporto che portava con sé, al momento del suo ritrovamento è irriconoscibile: troppo gravi le ferite dell’uomo, orribilmente sfigurato al volto e privo di entrambe le braccia. Gli sono bastati 1,39 kilogrammi di TNT, nascosti all’interno di un cestino per l’immondizia, per seminare morte alla 146° rassegna del festival. Come i moderni attentatori dell’ISIS, Gundolf in più ha riposto la bomba all’interno di un cilindro di metallo, riempito di viti e chiodi per rendere ancora più devastante lo scoppio.

Leggi altro ›

Rossana Rossanda: un memorial pieno di vuoti

Alla fine, nella mia bolla social, che non ha nessuna rappresentatività universale ma esprime il mio sistema di relazioni, grande è la delusione per la commemorazione celebrata ieri di Rossana Rossanda. Un memorial nel segno dei grandissimi vecchi (nel senso materiale di vecchi assai) dell’antico Pci. Alla fine, a essere materialisti basic lei ha vissuto 25 anni nel Pci, 50 fuori e contro. Qualcosa vorrà pur dire. E quindi, dopo avervi rimandato a quanto già detto, cedo la parola a due colleghi che hanno qualcosa da dire di più e di meglio.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , ,

24 settembre 1979: Prospero Gallinari è ferito e catturato

Prospero Gallinari e Mara Nanni, delle Br, vengono sorpresi dalla polizia,
avvertita da una telefonata anonima, mentre sostituiscono la targa di una autovettura in viale Metronio. Nel conflitto a fuoco Gallinari rimane molto gravemente ferito alla testa. Rimane ferito anche un poliziotto. La Nanni viene arrestata, ma un complice riesce a fuggire. La storia ce la racconta lui, nell’autobiografia “Un contadino nella metropoli”. Ricca di particolari inediti: dalla presenza di brigatisti rossi nell’ospedale dov’è ricoverato alla sua decisione di non accettare la proposta di evasione per non pesare sull’organizzazione. Perché in realta le ferite al cervello erano state gravissime ma i danni limitati dal fatto che era mancino e quindi con le aree funzionali “invertite”.

Leggi altro ›
Taggato con: , , ,
Top