Forconi, Infoaut: semplicistico partire dal ruolo dei fascisti, bisogna leggere la composizione di classe
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Qualche giorno fa abbiamo ripubblicato su questo sito un articolo di Osservatorio Democratico (L’ultimo travestimento di Forza nuova) in cui si svelav…
Il primo soggetto dell’estrema sinistra a proporre una "lettura di classe" del sommovimento politico-sociale in atto è stato Info-Aut, come sottolineava stamattina WM su twitter. Già prima del 9 dicembre, prendendo le distanze dalle lettura complottarda di Ferrai, proponeva di partire dalla composizione sociale degli aderenti e comunque di essere in piazza per vedere, per capire:
Questa la premessa al primo articolo:
Qualche giorno fa abbiamo ripubblicato su questo sito un articolo di Osservatorio Democratico (L’ultimo travestimento di Forza nuova) in cui si svelavano le imbarazzanti identità di alcuni dei soggetti (singoli e gruppi) organizzanti la giornata di mobilitazione del 9 dicembre (e forse oltre) denominata “rivoluzione italiana”. Com’era da aspettarsi, l’articolo in questione è stato ripreso da molti altri siti e portali “di movimento”. Su Infoaut ha totalizzato più di 4000 “mi piace”. Siti di compagn* che rispettiamo (pur nelle differenze) come contropiano e senzasostehanno fatto propria e approfondito questa lettura unilaterale del fenomeno. Tutto liscio? Tutto chiaro? Tutto perfettamente lineare? Permetteteci di dubitare… alla certezza dell’analisi delle identità preferiamo il metodo di lettura della composizione di classe (e delle sue ambivalenze) e l’andare a veder quel che si muove come compito minimo del militante.
Numerosi i materiali utili, a partire dall’editoriale che contesta le visioni ideologiche e pregiudizievoli dei Forconi:
Supponiamo che abbiano ragione tutti i benpensanti di sinistra, i siti di movimento con mani e coscienze pulite, i pallidi ideologi dei lavoratori neri, i rappresentanti del quinto stato bello e colto, i tifosi delle rivolte degli altri e i dietrologi delle rivolte sotto casa. Supponiamo che sì, tutto quello che è successo in questi giorni sia interamente frutto di organizzazioni fasciste della cui potenza finora non ci eravamo mai resi conti, di occulti piani di golpe militare, di trame nere ordite da camionisti cileni travestiti da partite Iva, di diciannovisti camuffati da ultras, di un malefico Poujade reincarnatosi nelle vesti di comico genovese. La reazione ha vinto, il fascismo è tornato, la storia si ripete uguale e immutabile! A questo punto permetteteci di chiedervi, o donne e uomini puri, privi di dubbi e illuminati da certezze eterne: cosa dobbiamo fare? Andare sulle montagne? Ritirarci nelle nostre microcomunità e aspettare che i tempi cambino spontaneamente? Andare a votare alle primarie del Pd e diventare azionisti del Partito di Repubblica? Smettere di fare i militanti o emigrare? Pontificare dagli scranni dell’università sulla stupidità della plebe? Se, senza che ce ne siamo accorti, siamo circondati da ronde di camice brune e viviamo in un regime dittatoriale, il problema è armarsi, non sparare giudizi su facebook.
Di gente pronta ad armarsi e andare in montagna, invece, non ne vediamo. In compenso, vediamo molti impegnati a distribuire patenti di purezza, propagandare schemi preconfezionati, scagliare pietre filosofali contro chi scaglia pietre raccolte dal selciato. Che lo facciano i Gad Lerner sul Partito di Repubblica, non sorprende.
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