Grecia, si teme il ritorno degli ‘anni di piombo’ – Le quattro ipotesi di Aldo Giannuli

See on Scoop.itL’Alter-Ugo

(di Demetrio Manolitsakis) (ANSAmed) – ATENE, 4 NOV – L’assassinio dei due giovani militanti del partito filonazista greco Chrysi Avgì (Alba Dorata) e il ferimento di un terzo, avvenuto venerdì sera a Neo Iraklio, un quartiere a nord di Atene, è arrivato in un momento estremamente critico per la Grecia e, secondo molti analisti, era mirato a colpire al cuore la democrazia e la stabilità politica di un Paese allo stremo delle forze. Lo shock per la società greca è stato forte. La condanna unanime. Il governo ha voluto mandare un messaggio molto chiaro ai terroristi. “Da qualsiasi parte provengano – ha detto il portavoce dell’esecutivo, Simos Kedikoglou – gli assassini saranno affrontati implacabilmente dalla Democrazia, dalla Giustizia e dalla società greca unita”. Dal canto suo, sin da subito Alba Dorata ha sostenuto la versione di “un’azione criminale con una matrice di sinistra” per spiegare l’agguato in cui sono morti Manolis Kapelonis, 22 anni, e Yorgos Fountoulis, 27, ed è rimasto ferito Alexandros Gerontas, 29. Un deputato del partito, Ilias Panayotaros, ha accusato il ministro dell’Ordine pubblico, Nikos Dendias, di non aver fatto nulla per proteggere le sedi e le manifestazioni del movimento. Lo stesso parlamentare, parlando alla stazione Tv privata Skai, ha sostenuto che gli assassini fuggendo dal luogo dell’attacco, hanno gridato: “fascisti, carogne, morirete tutti!”. Il timore che l’assassinio politico di venerdì possa segnare l’inizio di nuovi “anni di piombo” in Grecia, come avvenne negli anni ’80 e ’90 con l’organizzazione terrorista “17 Novembre”, è forte. Si teme che elementi di estrema destra, non affiliati ad Alba Dorata, possano cercare di vendicare l’uccisione dei due giovani. Trovare le armi non sarebbe un problema perché, secondo quanto riferito da ex militanti del partito, interi depositi di Alba Dorata sarebbero sfuggiti alle ricerche della polizia.

Dal canto suo, la polizia greca – stando ad un alto ufficiale citato dal settimanale To Vima – l’attacco se lo aspettava. “Sapevamo da tempo – ha scritto l’alto ufficiale in un rapporto – che nell’area della guerriglia urbana c’era una mobilitazione e si preparavano attacchi mirati. La polizia era in stato di massima allerta e ce lo aspettavamo”. In base a quanto gli inquirenti hanno adesso fra le mani, tra cui i 12 bossoli calibro 9 esplosi tutti da una sola pistola semi-automatica modello Zastava di fabbricazione serba, ci sarebbero elementi in comune con gli attacchi condotti dall’organizzazione terrorista “Setta dei Rivoluzionari”, inattiva dal luglio del 2010, quando uccise il giornalista Sokratis Giolias crivellandolo con 16 proiettili. Allora, insieme con la rivendicazione dell’omicidio di Giolias, il gruppo aveva inviato ai giornali anche una foto di alcune pistole Zastava. Ma c’è inoltre un altro macabro elemento in comune tra il “modus operandi” degli assassini di Giolias e quelli dei due militanti di Alba Dorata: in entrambi i casi, prima di fuggire, il killer ha esploso il colpo di grazia alla testa delle vittime.

Si ipotizzano naturalmente anche eventuali collegamenti fra i sicari di Neo Iraklio con il terrorismo internazionale. Ioannis Michaletos, analista di questioni di sicurezza, parlando alla stazione Tv Mega non ha escluso che all’assassinio dei due giovani abbia preso parte “un esecutore di importazione”, il quale ha agito, secondo l’esperto, con una freddezza professionale inconsueta per la realtà greca. Le modalità messe in atto dai due killer, ha spiegato Michaletos, non hanno niente a che vedere con quanto si conosceva sino ad oggi in Grecia.

Tutta l’operazione presenta caratteristiche simili ad attacchi messi a segno in Europa da gruppi provenienti da Paesi dell’ex Unione Sovietica che agiscono in base a un ben preciso piano. Se le indagini della polizia non avranno successo entro 48 ore dal delitto, allora sarà molto difficile individuarne gli autori perché potrebbero aver già lasciato la Greci

Ugo Maria Tassinari‘s insight:

Tra le quattro ipotesi avanzate il professor Giannuli ne privilegia due: killer di Stato o professionisti di malavita:

Terza ipotesi: un classico episodio da “strategia della tensione”. All’uccisione dei due segue un’ondata di violenze della base di Alba Dorata, già inferocita dall’arresto dei suo dirigenti. Poi magari ritorsioni di tipo vario ed, in un crescendo di aggressioni, crimini, omicidi, si rende indispensabile un “intervento d’ordine” dell’esercito e della polizia. Risultato: ci togliamo dai piedi Alba Dorata, però ci togliamo dai piedi anche le proteste sociali ed il rischio di una affermazione elettorale della sinistra alle europee. Così l’applicazione dei diktat della troika di vampiri che sta dissanguando la Grecia riesce meglio e, soprattutto, evitiamo che a Strasburgo arrivino troppi anti euro, sia di sinistra che di destra (perché, lo abbiamo capito che le prossime elezioni europee saranno un referendum sull’Euro).

Insomma una strategia della tensione in salsa europea. Gli esecutori, dunque, sarebbero militari o appartenenti ad apparati informativi. E’ un film già visto, un po’ troppo semplice e scontato, ma ci potrebbe stare. Però con il rischio che se la cosa dovesse venir fuori ne deriverebbero danni incalcolabili agli stessi ideatori della manovra. Ovviamente, in questo caso bisognerà vedere che altro succederà.

Quarta ipotesi: Alba Dorata, in questi anni non si è fatta mancare nulla, neppure contatti con la malavita, per i traffici più diversi e pericolosi (come il traffico d’armi, ma non solo). Bisogna tener presente che i dirigenti del gruppo sono stati incriminati tutti per reati comuni, non c’è una sola accusa “politica”, neppure terrorismo. Ed allora, mettiamo caso che, in questo giro di “contatti”, possano essere arrivati a conoscenza di cose particolarmente scabrose e che, magari, qualcuno degli imputati stia pensando di alleggerire il conto raccontando quel che sa. In questo caso, l’”avvertimento” a farsi passare certe tentazioni potrebbe venire proprio dalla mala vita. Certo: le modalità dell’attentato spingono molto verso la suggestione mafiosa, ma, dobbiamo anche dire che, allo stato delle cose, non abbiamo elementi a sostegno. 

http://www.aldogiannuli.it/2013/11/attentato-contro-alba-dorata/

 

Durissimo il commento dell’ex leader di Forza Nuova, Paolo Caratossidis, contro le strumentalizzazioni in Italia della strage di Atene: 

"Mi viene da ridere a vedere gli stessi che hanno sfruttato per anni gli aneliti rivoluzionari di piu’ generazioni, rimettersi in cattedra con la scusa della strage ateniese. Oggi invocano gerarchie, responsabilita’ mentre cianciano e dietrologizzano. Sveglia coglioni! Questi quaquaroni -oltre a non aver fatto la cosiddetta ‘lotta armata’ mentre incitavano gli altri – si sono sempre salvati alle spalle di chi si è rovinato l’esistenza per salvare le loro chiappe. Se qualcuno merita del metallo sotto pelle non occorre scomodare servizi e estrema sinistra. Poi fate come volete, per me prima affondano queste baracche, meglio e’. Fine dispaccio".

Per Alberto Magnani – Il Sole 24 Ore –  Alba Dorata incarna il sogno antieuropeo della Grande Grecia:

«Il tramonto rosso, l’alba dorata: Manolis e Yorgos presenti». Non è chiaro se Manolis Kapellonis e Yorgos Fundulis, i due militanti di Alba Dorata assassinati davanti alla sede ateniese del partito, sapessero qualcosa della Lazio. Ma nel ricordo della curva Nord, impresso in uno striscione nella gara contro il Genoa, si racchiude la doppia anima di "Chrysi Avghì", la sigla dell’ultradestra che presenzia con 18 seggi nel parlamento greco. Simpatizzanti delle politiche sociali di Mussolini, senza amare il Duce che minacciava di «spezzare le reni… "

leggi su http://24o.it/aRIRZ

See on www.italiachiamaitalia.it

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente è in pensione dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.