Venerdì 11 aprile: da S. Anastasia a Thiene, un giorno di dolore

11 aprile

L’11 aprile è un altro giorno dell’agenda rossa da segnare con una pietra nera. Un altro caso di incroci sincronici e di morti a distanza in cui alcune delle storie ruotano intorno al carcere di Torino. L’attentato al leader del ’68 tedesco ne causerà la morte dieci anni dopo, annegato nel bagno per un attacco epilettico effetto delle ferite alla testa.

La rivolta delle carceri Nuove di Torino nel 1969 è l’epifania di una lunga stagione di lotte per la riforma penitenziaria che provocherà numerose vittime (dalle Murate ad Alessandria).Nel 1975 c’è la strage della Flobert, 12 operai morti per l’esplosione in una fabbrica di armi giocattolo alle pendici del Vesuvio, una dei più feroci “massacri bianchi” ma c’è anche un raid alla Sip di Milano che mette in campo le squadre operaie ed anticipa le “giornate d’aprile” che vedranno per la prima volta i servizi d’ordine autonomi prendere il controllo delle piazze.

Nel 1978 le Brigate Rosse uccidono a Torino un agente di custodia: nell’agguato resta ferito un quadro operaio storico di Potop, uno dei primi a entrare nell’organizzazione armata, Cristoforo Piancone. L’anno dopo, la tragedia di Thiene con tre militanti dei Collettivi politici veneti che muoiono per l’esplosione di un ordigno che stavano preparando per una campagna notturna contro il blitz del 7 aprile (il compagno della donna morta si ammazzerà due mesi dopo in carcere). Nel 1990 sempre a Torino sono arrestati tre dissociati, detenuti ammessi al lavoro esterno, nel corso di una rapina (e anche in questo caso ci sarà una morte tardiva).

L’agenda rossa e la pietra nera

1968 – Ferito Rudy il rosso

Il 1968 è l’anno del grande mutamento. La primavera del 1968 lo dimostra: il 4 aprile James Earl Ray uccide a Memphis Martin Luther King jr., il pastore leader del movimento per i diritti civili. Due mesi dopo, il 6 giugno, il palestinese Sirhan B. Sirhan colpisce a morte il candidato democratico alla Casa Bianca Bob Kennedy, che il destino accomuna al fratello John, assassinato nel celebre attentato di Dallas 5 anni prima. In mezzo il Maggio Francese.

Pochi giorni dopo la morte di King, il vecchio continente viene scosso da un altro attentato: a Berlino, l’11 aprile, Rudi Dutschke, leader del movimento studentesco tedesco, è raggiunto da tre colpi di pistola. Lo ferisce il tappezziere Joseph Bachmann. Un estremista di destra fomentato dalla furibonda campagna di stampa della principale catena editoriale tedesca. Sopravvive, ma i danni al cervello gli provocano frequenti attacchi epilettici. Uno di questi, una decina d’anni più tardi lo coglierà nella vasca da bagno, annegandolo. LEGGI TUTTO

1969 – La rivolta delle Nuove

La rivolta alle Nuove di Torino, l’11 aprile 1969, è la prima, storica nelle carceri italiane. Il ciclo di lotte dei detenuti contro le disumane condizioni di vita è cominciata, però, nel giugno del 1968. Si portano avanti parole d’ordine piuttosto avanzate sulla riforma delle carceri e contro la carcerazione preventiva. Ha una certa importanza il lavoro di inseminazione politica svolto dagli studenti arrestati per le lotte universitarie, ma anche delle centinaia di operai finiti in prigione per i picchetti o i blocchi stradali, le quotidiane pratiche di lotta in fabbrica e sul territorio a supporto delle tante vertenze, contrattuali o locali.

Ma ben presto si afferma anche il ruolo di quelli che poi diverranno una specifica categoria socio-politica. I proletari prigionieri, gli illegali che hanno rotto con l’ordine borghese attraverso la pratica “criminale”. Tra questi spicca, come leader naturale Sante Notarnicola, il bandito rivoluzionario scomparso il 22 marzo 2021. LEGGI TUTTO

1970 – Gli scontri di Trento (vedi foto a lato) nel 1970 tra Avanguardia nazionale e Lotta continua sono uno dei tanti episodi violenti in un centro periferico ma centrale per gli apparati della controinsorgenza, che hanno fatto della Regione, sin dai tempi dell’insorgenza terroristica sudtirolese, un raffinato laboratorio di tecniche e personale controrivoluzionario.

1975 – ‘A Flobert

Venerdì 11 aprile 1975, alle 13,25, una terribile esplosione distrugge la Flobert, una fabbrica che produce proiettili per armi giocattolo e fuochi d’artificio, situata alla contrada Romani a Sant’Anastasia. Siamo alle pendici del Monte Somma, a fianco del Vesuvio. La canzone contro le morti bianche è di ‘E Zezzi. Il gruppo operaio di Pomigliano d’Arco innesta sulla tradizione folclorica temi e ritmi delle lotte operaie e sociali degli anni Settanta. Di lì a poco nascerà un nuovo gruppo di combat folk, animato da “Sciascià”, l’autore del testo della Flobert, le Nacchere rosse. LEGGI TUTTO

L’assalto della Sip

Nemmeno un mese dopo l’irruzione alla Scaini, l’11 aprile 1975, con il medesimo copione e modello operativo, la Squadra operaia di Sesto con un folto gruppo di militanti, fra i quali anche aderenti a Rosso, irrompe nella Centrale Sip di Turro, in via Marco Aurelio, una traversa di viale Monza a Milano. L’azione provoca l’isolamento di 15.000 telefoni. L’azione è stata anche immortalata in un romanzo  ispirato alle vicende di quegli anni. LEGGI TUTTO

1978 – Ucciso il secondino Cotugno

Lorenzo Cutugno è un agente di custodia in servizio alle carceri di Torino, ucciso l’11 aprile 1978 in un agguato da militanti delle Brigate Rosse in zona LungoDora Napoli a Torino all’ingresso del palazzo dove risiedeva. Cristoforo Piancone e Nadia Ponti, lo colpiscono ripetutamente alle gambe con l’obiettivo di ferirlo. Egli tenta di reagire con la sua pistola e, pur già ferito, esci in strada e sparò sui due fuggitivi: la Ponti è colpita leggermente, Piancone in modo serio. LEGGI TUTTO

1979 – La tragedia di Thiene

Verso le 17.30 dell’11 aprile 1979, a Thiene, in provincia di Vicenza, esplode un ordigno in un appartamento in via Vittorio Veneto 48. Muoiono dilaniati dall’esplosione tre militanti del Gruppo sociale di Thiene, una delle strutture dei Collettivi Politici Veneti. Maria Antonietta Berna (22 anni), il metalmeccanico Angelo Del Santo (24 anni) e lo studente di medicina Alberto Graziani (25 anni).

L’esplosione è provocata dallo scoppio accidentale della pentola a pressione piena di polvere di mina. I due uomini stanno preparando un ordigno mentre la ragazza, compagna dell’affittuario, è alla macchina da cucire in un’altra stanza. In quei giorni ci furono decine di azioni e incendi in risposta all’arresto di decine di compagni del movimento comunista veneto e non solo avvenuto il 7 aprile dello stesso anno.  Le “notti dei fuochi” (decine di attacchi in contemporanea a bassa e diffusa intensità) erano la modalità specifica di uso della forza da parte dell’Autonomia organizzata veneta

1990 – [la repubblica] La rapina di Torino – Tre ex terroristi dissociati rinchiusi alle Nuove e che fruivano del permesso per andare a lavorare hanno ripercorso la vecchia strada degli espropri, non spinti dall’ ideologia ma dal bisogno, dalle cambiali in protesto, da una vita grama, dall’ esigenza di fare crescere bene un bambino di tre anni, dall’ aspirazione di acquistare un alloggio.

Per Daniele Gatto, ex guerrigliero di Pl (avrebbe riacquistato la libertà definitiva nel 2OO2 perché condannato dal tribunale di Torino per l’ omicidio di una guardia giurata), Ermanno Faggiani, ex brigatista rosso e Mauro Marchetto, anch’ egli ex piellino, tutti di 32 anni, la rapina che hanno compiuto l’ altra sera assieme a due amiche incensurate, è stata subito pagata con l’ immediato arresto e la scoperta di una base. In un alloggio al primo piano di una casa di via Lessona gli agenti della Digos hanno trovato le pistole, una parrucca e i gioielli per un valore di 80 milioni, portati via ad un orefice, legato ed imbavagliato in uno sgabuzzino, assieme alla moglie e al figlio.

Con i tre sono state arrestate, ieri all’ alba, nell’ appartamento di via Lessona, due ragazze, Giovanna Maniaci, di 24 anni, (fidanzata di Faggiani) e Manuela Rotella, 25 anni, (compagna di Gatto), madre di un bimbo di 3 anni, avuto dal marito da cui viveva separata. Queste ultime custodivano le armi e hanno seguito i loro amici in questa ultima avventura. Entrambe hanno accettato di fare il colpo, soltanto per amore, dopo aver rubato una 131, praticamente sotto la loro abitazione e aver accompagnato i tre pregiudicati, che hanno agito a viso scoperto. Questa ed altre imprudenze hanno messo il quintetto nei guai. E nel giro di poche ore sono stati identificati e presi. 

La moria dei trasfertisti

Tre anni dopo l’arresto a Torino, Ermanno Faggiani muore in un conflitto a fuoco dopo una rapina in Spagna. E sarà numerosi gli ex combattenti morti nel corso di rapine, più “per bisogno” che per impegno, a partire dagli anno ’90. Spesso all’estero. E alle loro tragiche fini dedicheremo presto un focus.

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente è in pensione dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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