Caratura criminale, prestigio, contatti con narcotrafficanti di primo livello e ambienti opachi in odor di servizi segreti erano garantiti da Raffaele Pernasetti, “Er Palletta”, 76 anni e alle spalle cinquant’anni di malavita, su piazza da quando, insieme a Franco Giuseppucci, Maurizio Abbatino, Enrico De Pedis e altri, aveva fondato la Banda della Magliana. A tutto il resto, però, pensava Manuel Severa, “Il Matto”, […] capace di gestire un’organizzazione che dominava le piazze di spaccio del Trullo, di Corviale e della Magliana.
Fino a questa mattina, quando i carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dai pm Antimafia della procura di Roma, sono entrati in azione. Nove persone in carcere, quattro ai domiciliari e trentatré indagati, alcuni dei quali erano già stati giudicati separatamente. “Ritorno al crimine” è stata chiamata l’operazione, perché ricorda la commedia in cui tre amici trovano un portale spazio-temporale e si ritrovano davanti a Renatino De Pedis.
Così l’altro giorno la Repubblica. Scusate il ritardo (raramente capita, ma ogni tanto anche io ho qualcosa da fare) ma er Palletta merita il post che non gli ho ancora dedicato e che si è guadagnato per il suo ruolo di protagonista nelle vicende della banda.
Abbatino tenterà di accollargli la partecipazione all’omicidio di Nicolino Selis. Così anche Claudio Sicilia, senza entrare nel dettaglio Pino Nicotri così smentisce il primo:
Davanti all’ingresso della fiera di Roma in via Cristoforo Colombo Nicolino e Tonino trovano Abbatino, Toscano e Colafigli, passato per caso e fermatosi una volta saputo cosa bolliva in pentola. Secondo quanto racconterà Abbatino al magistrato il 6 novembre ’92, «Marcellone» si nasconde dietro una siepe assieme a Pernasetti su una Kawasaki 1300 e De Pedis e Abbruciati su un’altra Kawasaki 1300. Purtroppo però Pernasetti al processo riuscirà a dimostrare che lui in quel periodo, compreso quel giorno, era piuttosto lontano: per l’esattezza, in Olanda.
L’agguato di don Olimpia
Abbatino lo tira dentro anche nel raid di Donna Olimpia, che porterà all’uccisione di uno dei Proietti e alla cattura di Antonio Mancini e Marcello Colafigli.
«La notizia che i due Proietti si trovavano nella zona, il giorno dei fatti, fu riferita da Giorgio Paradisi, il quale venne al bar di via Chiabrera dove ci trovavamo io, Marcello Colafigli, Antonio Mancini, Raffaele Pernasetti, Gianfranco Sestili e Claudio Sicilia. Sulla base della notizia che i Proietti erano in zona, decidemmo di procedere immediatamente alla loro eliminazione, in programma già da diverso tempo. Allo scopo, io e Colafigli, in compagnia di Gianfranco Sestili, ci recammo al ministero della Sanità per prendere le armi necessarie, cioè il mitra M-12, una bomba a mano tipo ananas (le quali vennero affidate a Giorgio Paradisi che guidava l’auto Fiat 128, precedentemente rubata, a bordo della quale sarebbero dovuti salire lo stesso Marcello Colafigli e Antonio Mancini dopo l’omicidio) e 5 pistole. Due vennero prese da Colafigli, una dal Mancini, una da me e una da Pernasetti».
I delitti Barbieri e Balducci
Al “palletta” saranno attribuiti anche altri delitti. Come la partecipazione all’omicidio Barbieri (un nemico personale, per questioni assai laide, di Danilo Abbruciati, che però all’epoca del fatto risultava grazie a un timbro sul passaporto in Brasile). O a quello del “cravattaro” (e assai impicciato nel sottobosco dei servizi segreti) Domenico Balducci, insieme al suo nume, Renatino De Pedis. Che però quel giorno era a Pescara. Ma anche di essere depositario di grandi segreti sui misteri d’Italia. Conoscenza smentita:
A dire di Maurizio Abbatino, Ernesto Diotallevi avrebbe confidato a De Pedis e a Raffaele Pernasetti che «er Camaleonte» per sparare a Rosone [il vice di Calvi al Banco Ambrosiano, ndb] aveva ricevuto 50 milioni di lire, pari più o meno a 250 mila euro, e che comunque aveva fatto tutto a insaputa anche loro. Ma su queste confidenze, apprese da De Pedis sei o sette mesi dopo l’attentato di Milano, Abbatino e Pernasetti si mostreranno giustamente scettici. Dirà infatti Abbatino ai magistrati: «Danilo non aveva certo bisogno di quei 50 milioni e se doveva fare un favore a qualcuno lo avrebbe fatto ovviamente gratis. Chiaro quindi che dietro le quinte doveva avere interessi ben più grandi».
Un solo omicidio, in concorso morale
Al netto di tutto, le ripetute accuse dei pentiti sul suo ruolo di killer della banda, si riduce a poco o niente. Nel maxiprocesso degli anni ’90 contro la Banda, in secondo grado, il 27 febbraio 1998 è condannato all’ergastolo. In primo grado erano stati quattro (essendo sospettato di sette omicidi), per tre di questi Raffaele Pernasetti fu assolto in appello. Lo ritennero invece colpevole di spaccio di stupefacenti, associazione a delinquere, detenzione e porto illegale di armi ed evasione. L’accusa di associazione mafiosa cadde per l’intera banda.
Come giustamente osserva Pino Nicotri, a mio avviso il più esperto cronista sui fatti e i misfatti della banda
lo stesso Raffaele Pernasetti, descritto un po’ da tutti come inseparabile dal suo Renatino, è stato condannato per un solo omicidio, quello di Giuseppe Magliolo, non come esecutore ma per concorso morale, nonostante a differenza di De Pedis fosse vivo e quindi processabile.
Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente è in pensione dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale
1 commento su “Blitz antidroga al Trullo, in manette Raffaele Pernasetti ”
Pernasetti, era uno di quelli con più cervello di tutti. Infatti è riuscito a starsene tranquillo e a sopravvivere alla mattanza fratricida..
Paragonabile ar famoso ” cecato” in quanto a intelligenza freddezza capacità di gestione di informazioni delicate, E, ovviamente, capacità di Reperire tali informazioni.
Uno capace di muoversi tra.
Malavita Romana ( U tipo di mala che non esiste più e che ci ricordiamo soltanto noi di una certa età), Criminalità organizzata, Servizi, PS, CC, GdiF, Banche/Riclaggio, Preti di alto lignaggio ecc.
E a proposito, di cassette di sicurezza, tema ” caldo” in queste ore, Diciamo che Scommetterei dieci euro.. che, qualche lettera/documentazione di quelle Che valgono la famosa tessera
— Bonus per una uscita rapida dal
carcere — sono
Depositate in qualche inaccessibile nascondiglio.
Però diverse copie di tale documentazione è depositata verso vari avvocati notai, Consiglieri spirituali di fiducia…
Basta un sorriso verso destra o verso sinistra. Oppure mentre guardi in alto o in basso..
L’avvocato di fiducia capisce senza nemmeno scambiare una parola con il suo cliente .
Er Palletta.
Una mente geniale, capace di essere sottovalutato. Una capacità che, in quel mondo. Ti fa vivere a lungo. Con meno preoccupazione dei tuoi ex sodali.
Pernasetti, era uno di quelli con più cervello di tutti. Infatti è riuscito a starsene tranquillo e a sopravvivere alla mattanza fratricida..
Paragonabile ar famoso ” cecato” in quanto a intelligenza freddezza capacità di gestione di informazioni delicate, E, ovviamente, capacità di Reperire tali informazioni.
Uno capace di muoversi tra.
Malavita Romana ( U tipo di mala che non esiste più e che ci ricordiamo soltanto noi di una certa età), Criminalità organizzata, Servizi, PS, CC, GdiF, Banche/Riclaggio, Preti di alto lignaggio ecc.
E a proposito, di cassette di sicurezza, tema ” caldo” in queste ore, Diciamo che Scommetterei dieci euro.. che, qualche lettera/documentazione di quelle Che valgono la famosa tessera
— Bonus per una uscita rapida dal
carcere — sono
Depositate in qualche inaccessibile nascondiglio.
Però diverse copie di tale documentazione è depositata verso vari avvocati notai, Consiglieri spirituali di fiducia…
Basta un sorriso verso destra o verso sinistra. Oppure mentre guardi in alto o in basso..
L’avvocato di fiducia capisce senza nemmeno scambiare una parola con il suo cliente .
Er Palletta.
Una mente geniale, capace di essere sottovalutato. Una capacità che, in quel mondo. Ti fa vivere a lungo. Con meno preoccupazione dei tuoi ex sodali.