In CIle vincono i movimenti degli studenti: “Siamo i nipoti della dittatura militare”
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Il risultato delle urne, vincente per tutti i leader studenteschi che si sono presentati alle elezioni, lo dimostra: la gran parte delle richieste avanzate dai diversi movimenti e organizzazioni è penetrata in profondità nella nostra società, dando…
L’Analisi di Popoff Gobalist si sofferma piuttosto sul dato dell’astensionismo:
Si dovrà aspettare il ballottaggio del 15 dicembre per conoscere chi sarà il prossimo capo dello stato cileno ma, la netta affermazione dell’ex presidente socialista Michelle Bachelet – che al primo turno di domenica scorsa ha ottenuto il 46% dei voti contro il 25% ottenuto dalla rappresentante della destra Evelyn Matthei – rende quasi scontato il risultato del secondo turno.
Come avevano però riportato i sondaggi di "Latinobarometro 2013", il vero vincitore di queste elezioni presidenziali e parlamentari è stato l’astensionismo di cui pochi parlano ma che, secondo i primi rilievi del Server (Servizio elettorale cileno), è stato del 44%. Insomma dei quasi 12 milioni di cileni con diritto di voto si sono recati alle urne in meno di 7 milioni, un fenomeno che gli analisti considerano come forma di critica ad un sistema politico-economico che in Cile, nel corso degli ultimi 20 anni, ha prodotto profonde disuguaglianze. (vedi qui).
Altro risultato significativo riguarda invece l’elezione in Parlamento di alcuni giovanissimi rappresentanti del movimento studentesco come i neo-eletti deputati Camila Vallejo, Karol Cariola, Gabriel Boric e Giorgio Jackson.
http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=91182&typeb=0
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