L’omaggio non ipocrita di Paolo Ferrero: Preve era un nostro compagno di strada
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Il leader di Rifondazione riconosce i meriti intellettuali del “viaggio al termine della notte”
Questa notte ci ha lasciato Costanzo Preve. Voglio esprimere il mio cordoglio alla famiglia ed in particolare un grande abbraccio a Roberto, amato figlio di Costanzo e dirigente del nostro partito. Preve è stato un intellettuale, io penso un grande intellettuale, che ha sviluppato un percorso di ricerca autonomo quanto controverso. Preve è stato amato ed odiato, non ha mai lasciato indifferente. Personalmente non condivido moltissime delle conclusioni e delle frequentazioni di Preve ma non per questo penso che il pensiero e l’elaborazione di Preve siano da gettare o da condannare in toto. Io penso che il percorso di ricerca e di elaborazione di Preve sia stato guidato della ricerca di una uscita positiva da quel fallimento del "comunismo storico novecentesco". L’elaborazione di Preve è stata guidata da una ricerca non banale della "verità" al di la e al di fuori di ogni convenzione di bon ton di sinistra. Questa ricerca lo ha portato in un "voiage au but de la nuit" in cui molto è inaccettabile ma in cui c’è molto da imparare. Per questo nell’ora odierna, nell’ora del dolore e del cordoglio, voglio invitare tutti e tutte ad evitare di comprimere Costanzo Preve nella caricatura di se stesso, quella caricatura che a volte il suo carattere contribuiva non poco a costruire. Mentre salutiamo per l’ultima volta Costanzo, mi dispiace di non poter più litigare con lui, riconoscendolo per quello che Costanzo era: un nostro compagno di strada.
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