Mastelloni smonta i segreti di Bologna: strage fascista

SEGRETI di Bologna

C’è dell’evidente ironia nella circostanza che l’intervista sul Fatto Quotidiano sia stata scritta da Stefania Limiti. La testata, la firma si sono sempre distinte nelle campagne di controinformazione, di smantellamento delle verità giudiziarie e storiche acquisite sulle stragi e sui misteri di Italia: dal sequestro Moro alle campagne terroristiche di Cosa Nostra. Oggi ci vengono a dire che proprio la vicenda dai contorni più confusi e aperti, il massacro alla stazione di Bologna, è chiara.
La cosa, però, non può essere liquidata con sarcasmo. A esprimere il giudizio tranciante non è un criptologo dell’ultim’ora ma un giudice coraggioso. Proprio quel Carlo Mastelloni che delle cose palestinesi è massimo esperto. Si spinse addirittura a chiedere l’arresto di Arafat per le armi date alle Brigate rosse. E quindi tocca tenere in conto quanto dice il magistrato veneziano sui segreti di Bologna.

I sette punti di Mastelloni

1. la pista palestinese rilanciata da Priore e Cutonilli non è condivisibile;
2. da nuove carte internazionali emerge che il lodo Moro era attivo ancora a fine 1980;
3. all’arresto dei tre “volsci” con il lanciarazzi Cossiga si imbruttisce con Giovannone;
4. all’arresto di Abu Saleh George Habbash si incazza vieppiù;
5. la tesi dell’incidente di trasporto non è credibile: il Compound B, materiale Nato, ha bisogno di innesco;
6. nel 1979 Carlos era da anni in rotta con l’FPLP, non gli avrebbero affidato un incarico;
7. LA STRAGE E’ FASCISTA.

Così parlò Mastelloni, alla vigilia dell’anniversario della strage.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

3 comments on “Mastelloni smonta i segreti di Bologna: strage fascista
  1. Gabriele Paradisi ha detto:

    Buongiorno. Al di là degli errori incredibili per un magistrato del suo livello (trasporta nel 1979 la Conferenza di Ginevra del 1973), sembra non conoscere altri particolari non secondari.
    1) Carlos riprende i contatti con l’Fplp, interrotti dopo il sequestro dei ministri del petrolio all’Opec di Vienna – dicembre 1975, dopo la morte di Wadi Hadda (marzo 1978); il lodo Moro è sopravvissuto ben oltre il 1981, ciò non significa che una sanzione per quello che era avvenuto sia da escludere. Ma soprattutto Mastelloni dovrebbe spiegare quelle 5 righe che egli scrisse di suo pugno l’8 ottobre 1986, raccogliendo la testimonianza del generale Silvio Di Napoli, addetto nel 1980 a ricevere a Forte Braschi le informative di Giovannone da Beirut: «Dopo la prima condanna inflitta agli autonomi e al giordano pervenne da Giovannone l’informativa secondo cui l’Fplp aveva preso contatti con il terrorista Carlos. Ciò avallò la minaccia prospettata da Habbas[h]».
    Io credo che un attimo dopo aver riportato quelle parole, nel verbale letto, sottoscritto e firmato da Di Napoli (sarebbe bello conoscere la domanda che fece scaturire quell’ultima risposta, ripeto, riportata a mano da Mastelloni, mentre il resto del verbale e’ dattiloscritto), credo che un attimo dopo Mastelloni avrebbe dovuto chiamare la procura di Bologna e chiedersi: qual era la “minaccia prospettata da Habbash”?

  2. anonimo ha detto:

    Dei magistrati che si improvvisano storici, non c’è da fidarsi.Basterà citare il non compianto Gerardo D’Ambrosio, che ebbe la sfacciataggine di accettare la sfida che Franco Freda gli lanciò. Praticamente se ci fosse stata l’assoluzione di Freda,il togato avrebbe pagato una cena. Fu assolto ma il magistrato si guardò bene dal mantenere la parola data.In compenso per il suo zelo fu nominato parlamentare dei DS 8ex PCI). Dimmi come ti comporti e ti dirò chi sei! Ministrati non magistrati!

  3. Gabriele Paradisi ha detto:

    Mastelloni forse non conosce bene il tema. Tanto per dire:

    «5. la tesi dell’incidente di trasporto non è credibile: il Compound B, materiale Nato, ha bisogno di innesco;»

    Si può precisare quanto segue (senza addentrarsi in troppi particolari tecnici):

    Nella perizia esplosivistica, depositata il 23 dicembre 1980, i periti Errico Marino, Eugenio Pelizza, Omero Vettori e Ignazio Spampinato scrivono a proposito della tipologia e composizione chimica della bomba scoppiata alla stazione di Bologna:
    «[…] [la] carica, composta da kg. 20-25 di esplosivo gelatinato di tipo commerciale (costituenti principali: nitroglicerina, nitroglicol, nitrato ammonico, solfato di Bario, Tritolo e T4 e, verosimilmente, nitrato sodico) […]» (p. 122).

    Subito a seguire, a p. 123, i periti riproducono una tabella esemplificativa ove compare un esplosivo commerciale denominato «Nitrogel», omologato presso il Ministero dell’Interno, avente componenti in tipo e percentuali del tutto simili a quello della strage di Bologna, ed in particolare un 2/2,5% di T4 ed un 3% di tritolo.

    La fotocopia della pagina 122 di quella perizia è inserita direttamente nel testo della stessa Richiesta di archiviazione (p. 23) della cosiddetta “pista palestinese” avanzata dalla Procura di Bologna il 30 luglio 2014.

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