4 giugno 1951: nasce Eva Klotz, la pasionaria degli ultras sudtirolesi

eva klotzEva Klotz nata a San Leonardo in Passiria, 4 giugno 1951, figlia del più noto terrorista sudtirolese degli anni Sessanta, è stata per 30 anni il riferimento politico delle frange più radicali del secessionismo germanofono in Alto Adige. Avrà perciò i suoi principali avversari politici nella fascisteria italiana, grande tutrice dell’italianità dell’Alto Adige. Grande scalpore ha destato la cifra liquidata in unica soluzione, al posto della pensione, per la sua attività trentennale nelle istituzioni rappresentative: quasi 950mila euro.
Nata in Val Passiria, prima dei sei figli di Georg Klotz “Il Martellatore della Val Passiria”, uno dei protagonisti delle campagne terroristiche del BAS, il movimento secessionista dichiaratamente filonazista, che negli anni Sessanta impegnò lo Stato italiano in uno scontro durissimo: alle notti dei fuochi e alle stragi il governo italiano rispose con rappresaglie e rastrellamenti spingendosi a sperimentare forme di insorgenza e di controguerriglia (dall’uso di civili neofascisti in attentati antiaustriaci e di infiltrati provocatori agli interrogatori brutali). Gli anni di guerra sporca si conclusero con gli accordi con l’Austria, noti come “il pacchetto Alto Adige” che assicurarono straordinari privilegi e benefici alla minoranza etnica germanofona.
Eva Koltz è entrata in politica, iniziando la propria carriera nell’Heimatbund nel 1976. Dichiarò: «La mia infanzia è stata segnata dalle vicende di mio padre». Aveva solo 25 anni. Nel mese di gennaio suo padre era morto a 56 anni, per un’embolia, in Austria, dove era riparato per sfuggire alla condanna complessiva a 52 anni di carcere. Tra il 1980 e il 1983 è stata consigliera comunale a Bolzano come indipendente e unica donna in un gruppo di 11 uomini; in seguito divenne consigliere provinciale, eletta con 3.500 preferenze e quindi anche membro del consiglio regionale, composto in Trentino Alto Adige dagli eletti delle due assemblee provinciali. Nella prima seduta del consiglio, Eva Klotz si presenta vestita con un Dirndl, il costume tradizionale tirolese, da cui deriva il suo soprannome “La Pasionaria”. Nel 1983, in disaccordo con la posizione della Südtiroler Volkspartei (favorevole a un’autonomia all’interno dello Stato italiano), esce dal partito.
Nel 1989 fonda l’Union für Südtirol che raccoglie molte simpatie tra gli Schützen. Dopo il congresso del 5 maggio 2007 è uscita dal partito con parte del gruppo dirigente, per dissapori con Andreas Pöder e fonda la Süd-Tiroler Freiheit. Il nuovo movimento lancia una sfida provocatoria: mettere a ogni valico, in territorio austriaco (su strada o sentiero di montagna), un cartello che recita: «Süd-Tirol ist nicht Italien!» cioè «L’Alto Adige non è Italia». I pannelli, corredati da una breve spiegazione (in tedesco, ladino, inglese, francese, spagnolo ed italiano) sulle rivendicazioni autonomiste del movimento, sono stati più volte bersaglio di atti vandalici e tentativi di rimozione. Tra le sue passioni, Eva Klotz è anche nota per la sua abitudine nel praticare il naturismo. Ha avuto alcuni scontri con il partito della Lega Nord in merito ad una apertura di una spiaggia apposita in località Laguna del Mort, nei pressi di Jesolo. Si presenta spesso vestita in tipico abbigliamento tirolese (Dirndl) e tiene sempre i capelli raccolti in una lunga treccia, riguardo alla quale è solita raccontare: «Non mi taglio i capelli dal 1952 da quando mio padre mi rapò a zero».
È stata più volte accusata di vilipendio alla bandiera italiana a causa di alcuni suoi manifesti provocatori; in particolare in uno dei questi si vedeva una scopa di saggina spazzare via la bandiera italiana lasciando dietro di sé una scia bianco-rossa, ovvero i colori del Tirolo, con la scritta “Il Sudtirolo può rinunciare all’Italia”. Eva Klotz si è difesa al riguardo, negando che il messaggio del manifesto fosse “Italia=spazzatura”, e adducendo un riferimento alla cultura tirolese, nella quale la scopa di saggina indica la fine del carnevale. Per tale manifesto è stata condannata a pagare una multa di 2000 euro, multa annullata dalla Corte europea. Un più recente manifesto accusa i Carabinieri di essere stati dei “torturatori” di sudtirolesi negli anni sessanta. Il 17 novembre 2014 ha rassegnato le dimissioni dal consiglio provinciale altoatesino, ove sedeva ininterrottamente da 31 anni, dichiarando di voler stare più vicina al marito, gravemente malato.Eva Klotz nata a San Leonardo in Passiria, 4 giugno 1951, figlia del più noto terrorista sudtirolese degli anni Sessanta, è stata per 30 anni il riferimento politico delle frange più radicali del secessionismo germanofono in Alto Adige. Avrà perciò i suoi principali avversari politici nella fascisteria italiana, grande tutrice dell’italianità dell’Alto Adige. Grande scalpore ha destato la cifra liquidata in unica soluzione, al posto della pensione, per la sua attività trentennale nelle istituzioni rappresentative: quasi 950mila euro.
Nata in Val Passiria, prima dei sei figli di Georg Klotz “Il Martellatore della Val Passiria”, uno dei protagonisti delle campagne terroristiche del BAS, il movimento secessionista dichiaratamente filonazista, che negli anni Sessanta impegnò lo Stato italiano in uno scontro durissimo: alle notti dei fuochi e alle stragi il governo italiano rispose con rappresaglie e rastrellamenti spingendosi a sperimentare forme di insorgenza e di controguerriglia (dall’uso di civili neofascisti in attentati antiaustriaci e di infiltrati provocatori agli interrogatori brutali). Gli anni di guerra sporca si conclusero con gli accordi con l’Austria, noti come “il pacchetto Alto Adige” che assicurarono straordinari privilegi e benefici alla minoranza etnica germanofona.
Eva Koltz è entrata in politica, iniziando la propria carriera nell’Heimatbund nel 1976. Dichiarò: «La mia infanzia è stata segnata dalle vicende di mio padre». Aveva solo 25 anni. Nel mese di gennaio suo padre era morto a 56 anni, per un’embolia, in Austria, dove era riparato per sfuggire alla condanna complessiva a 52 anni di carcere. Tra il 1980 e il 1983 è stata consigliera comunale a Bolzano come indipendente e unica donna in un gruppo di 11 uomini; in seguito divenne consigliere provinciale, eletta con 3.500 preferenze e quindi anche membro del consiglio regionale, composto in Trentino Alto Adige dagli eletti delle due assemblee provinciali. Nella prima seduta del consiglio, Eva Klotz si presenta vestita con un Dirndl, il costume tradizionale tirolese, da cui deriva il suo soprannome “La Pasionaria”. Nel 1983, in disaccordo con la posizione della Südtiroler Volkspartei (favorevole a un’autonomia all’interno dello Stato italiano), esce dal partito.
Nel 1989 fonda l’Union für Südtirol che raccoglie molte simpatie tra gli Schützen. Dopo il congresso del 5 maggio 2007 è uscita dal partito con parte del gruppo dirigente, per dissapori con Andreas Pöder e fonda la Süd-Tiroler Freiheit. Il nuovo movimento lancia una sfida provocatoria: mettere a ogni valico, in territorio austriaco (su strada o sentiero di montagna), un cartello che recita: «Süd-Tirol ist nicht Italien!» cioè «L’Alto Adige non è Italia». I pannelli, corredati da una breve spiegazione (in tedesco, ladino, inglese, francese, spagnolo ed italiano) sulle rivendicazioni autonomiste del movimento, sono stati più volte bersaglio di atti vandalici e tentativi di rimozione. Tra le sue passioni, Eva Klotz è anche nota per la sua abitudine nel praticare il naturismo. Ha avuto alcuni scontri con il partito della Lega Nord in merito ad una apertura di una spiaggia apposita in località Laguna del Mort, nei pressi di Jesolo. Si presenta spesso vestita in tipico abbigliamento tirolese (Dirndl) e tiene sempre i capelli raccolti in una lunga treccia, riguardo alla quale è solita raccontare: «Non mi taglio i capelli dal 1952 da quando mio padre mi rapò a zero».
È stata più volte accusata di vilipendio alla bandiera italiana a causa di alcuni suoi manifesti provocatori; in particolare in uno dei questi si vedeva una scopa di saggina spazzare via la bandiera italiana lasciando dietro di sé una scia bianco-rossa, ovvero i colori del Tirolo, con la scritta “Il Sudtirolo può rinunciare all’Italia”. Eva Klotz si è difesa al riguardo, negando che il messaggio del manifesto fosse “Italia=spazzatura”, e adducendo un riferimento alla cultura tirolese, nella quale la scopa di saggina indica la fine del carnevale. Per tale manifesto è stata condannata a pagare una multa di 2000 euro, multa annullata dalla Corte europea. Un più recente manifesto accusa i Carabinieri di essere stati dei “torturatori” di sudtirolesi negli anni sessanta. Il 17 novembre 2014 ha rassegnato le dimissioni dal consiglio provinciale altoatesino, ove sedeva ininterrottamente da 31 anni, dichiarando di voler stare più vicina al marito, gravemente malato.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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