Cronache xenofobe. 21 ottobre. Brindisi: due africani pestati da una ronda

Una ronda anti migranti avrebbe aggredito e picchiato venerdì sera a Brindisi due persone, un cittadino del Ghana, residente da molti anni in Italia e peraltro segretario, nel centro pugliese, della comunità di quel paese, e un ragazzo senegalese che stava per raggiungere un centro della Caritas. Un terzo migrante sarebbe sfuggito a una aggressione, sempre nella stessa serata, grazie all’intervento di un italiano. Gli episodi sono tutti distinti tra di loro. Lo denuncia il ’Forum provinciale per cambiare l’ordine delle cose’ di Brindisi. 

Il primo migrante, sempre secondo quanto riferisce il Forum, è stato aggredito probabilmente con una spranga mentre tornava dal lavoro: ha riportato ferite per una prognosi di 30 giorni. Potrebbero essere di più i giorni di prognosi per il giovane senegalese ricoverato in ospedale a causa dei colpi presi alla testa con un bastone. “Gli aggressori hanno agito, con vigliaccheria, in due contro uno, nel caso del segretario della comunità del Ghana, e in cinque contro uno negli altri casi accertati”, continua la nota.
“Il Forum censura ogni forma di violenza e il clima razzista che si è creato in città. Abbiamo piena fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura affinché siano individuati i colpevoli di questa violenza. Noi non vogliamo che razzismo e xenofobia crescano nelle società e nelle democrazie europee”, prosegue il Forum.
Il Forum provinciale per cambiare ’ordine delle cose si è costituito a fine settembre a Brindisi e raggruppa al suo interno associazioni sia del volontariato laico e cattolico che da anni sono attive sul territorio proprio sul 
tema dei migranti.

Baobab Experience: stanno murando il presidio

Nuove barriere di cemento armato e una rete di oltre tre metri. Questo è quello che si vede passando per il presidio di Piazzale Maslax.  A lanciare l’allarme sono gli attivisti di Baobab Experience, il collettivo di lotta per i migranti, con un intervento pubblicato da comune_info.net:

“Ci stanno chiudendo in gabbia – scrivono gli attivisti – qualcosa a metà tra un campo di concentramento e una nuova frontiera. Ci stanno impedendo così di entrare con le auto, di portare agevolmente acqua e pasti, di effettuare assistenza sanitaria lontano dalla strada, di far entrare mezzi di soccorso, se necessario.

Inquietanti le domande che il collettivo pone: “Lo stanno facendo senza comunicazioni ufficiali: i nostri unici interlocutori sono gli operai della ditta appaltatrice. Cosa accadrà una volta che anche l’ultimo piccolo accesso sarà sbarrato da un cancello elettrico? Saremo sotto sequestro? Saremo prigionieri? Nessuno, nemmeno Ferrovie dello Stato (proprietaria dello spazio in cui sorge il presidio umanitario informale) che non ha risposto a nessuna richiesta di confronto, anche quando domandata dalle istituzioni locali”. 
L’iniziativa coincide con la riunione dei giorni scorsi del comitato per l’ordine e la sicurezza metropolitano, dedicato proprio alla situazione dell’area della stazione Tiburtina sul fronte della sicurezza”. In questa sede, il delegato alla sicurezza della Sindaca di Roma, Marco Cardilli,  ha rivendicato il fatto che il Comune abbia un “info-point” per i migranti alla stazione Tiburtina.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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